domenica 6 novembre 2011

PASSO OBERENGHE: Mimoias, boschi e crete della Val Pesarina.

Marisa e Luca 1 Novembre 2011


In mente c’era l’ultima escursione “legale “, in Val Pesarina, nella zona di Mimoias. Probabilmente avremmo inconsapevolmente incontrato Flavio e Marisa . Ma siamo rimasti piacevolmente a dormire e così, rimandando di un paio di giorni siamo alle prese con questa nuova prima uscita che non definirei “Illegale “ ma decisamente solare. 

 

Non c’è niente di meglio in questo periodo, in giornate dove si può sfruttare la nitidezza del cielo e i colori dell’autunno, farsi un giro in Val Pesarina. Amiamo in particolar modo questa Valle laterale che si sviluppa fino al confine con il Veneto, al passo Lavardet. Una strada lunga oltre venti chilometri, che passa piccoli paesi, come Prato, Pesariis, Avausa, isolati ma integri, nelle tradizioni, nei costumi, nel linguaggio. Da una parte un bosco ombroso, dall’altra prati soleggiati, boschi di pini e larici, con sopra le corone rocciose delle Dolomiti Pesarine, dalle crete di Chiampizzulon al Pleros, dal Cimon alla Creta Forata, dal Siera al gruppo dei Claps alla Cresta di Enghe, dalla Terza Grande alla Creta di Mimoias. La Valle del Tempo, tradizione antica.
Due bei percorsi ad anello, nella parte alta della Valle: L’anello del campanile di Mimoias e l’anello della Cresta Alta di Mimoias o Cresta di Enghe. Tre passi da valicare per godere di splendidi panorami al cospetto di torrioni e lastronate rocciose. Passo Elbe, Passo Oberenghe e Passo Mimoias. Al primo ci siamo stati, oggi toccheremo gli altri. L’idea sarebbe un altro anello da Forcella Lavardet con discesa per la Val Frison ma poi decidiamo per un’andata e ritorno. La discesa in Val Frison ci porterebbe troppo in basso costringendoci ad una lunga risalita su strada forestale poco remunerativa. Poco prima della forcella ad un tornante imbocchiamo la strada forestale per Casera Mimoias. Una tranquilla passeggiata nel colorato bosco d’autunno che in meno di un’ ora ci porta incontro al sentiero 202 proveniente da Casera Mimoias nei pressi della incisione del Rio omonimo. Da qui si entra nel cuore della zona di Mimoias.




Superato il Rio nei pressi di un guado nuovamente segnalato dopo le erosioni di alcuni anni fa, ci si inoltra nello stupendo sottobosco di pini e larici che percorriamo con tutta la tranquillità possibile, rilassati da splendide radure e prime vedute sulle rocce della Cresta di Enghe illuminata dal sole. Un bivio indica la direzione da prendere. A destra verso il Passo Elbel, con lo splendido campanile di Mimoias che già si vede dominante. A sinistra un sentiero un po’ meno marcato. Ci destreggiamo tra larici, mughi e rododendri, risalendo il lungo vallone di Mimoias sul fondo della fiumana di detriti, al cospetto della parete nord della Creta di Mimoias.









La zona è in ombra e la differenza di temperatura sei si sta fermi si sente. Ma noi non stiamo mica fermi. Si sale il ruscellamento asciutto, un altro boschetto di radi pini e larici, un’altra zona di mughi, qualche roccia affiorante e un breve pendio prativo che ci porta al Passo Mimoias. Dietro di noi si aprono panorami conosciuti, mentre dall’altra per noi nuove prospettive. La costa Tamarin scende profonda nella Val Frison e il Pian delle Sire, davanti a noi incombono i Monti Brentoni che in parte nascondono le sagome innevate delle Marmarole.







Una diagonale tra mughi e larici gialli ci porta verso il Passo Enghe, altre prospettive.
Da una parte la Creta di Mimoias si rivela decisamente imponenente e interessante con le creste delle Pale di Campo, dall’altra la Creta di Enghe nasconde la Terza Grande che però in breve comparirà davanti a noi. Oltre uno spuntone si giunge al bivio per la Val Frison. Un centinaio di metri ancora ci separa dal Passo Oberenghe.





Una coppia di grossi Corvi Imperiali volteggia sopra di noi. C’è uno strano silenzio, quasi irreale. Si sentono I battiti delle ali e le lunghe planate dei rapaci sembrano dei fischi controvento. Uno si mantiene alto compiendo ampi giri sopra le rocce della Terza Grande, l’altro va in picchiata per poi risalire nel cielo azzurro. Sono a caccia sicuramente. Ma non di noi…….credo.





Una serie di tornantini in ripida sequenza ci porta al passo Oberenghe. Ancora una volta altre nuove prospettive ci vengono incontro. Fin qui un percorso altamente remunerativo, decisamente. Dall’altra parte del passo le crode di Enghe, il gruppo dei Claps, e come un filo la lunga linea spezzettata che lega la val Visdende al gruppo del Rinaldo, sotto la verde valle di Sappada, dietro la cuspide del Peralba. Ci fermiamo al Passo. La sosta è lunga, si sta bene, e ne approfittiamo per farci scaldare dal sole mentre con piacere ci gustiamo paesaggi nuovi, prospettive sconosciute e poco frequentate in questo periodo.






Terza Grande. La curiosità di vedere dove sale il sentiero della via normale, mi spinge oltre, risalgo per una ventina di minuti il sentiero del versante orientale verso la grande parete. Arrivo fino ad una sella dove mi fermo, do un’occhiata dove si sviluppa la via, i bollini, gli ometti. C’è un po’ di neve. La prossima estate vorrei tornarci.





Scendo, raggiungo Marisa e riprendiamo la via del ritorno.









Il percorso è lo stesso dell’andata, nessuna sorpresa nuova, solo la luce del sole che cambia, le ombre che si allungano, i colori che si riscaldano con nuove tonalità fino quando il sole riesce a diffondere i suoi raggi sopra la Creta di Mimoias.

5 commenti:

  1. frivoloamilano6 novembre 2011 19:11

    La lettura del tuo post avvalora le considerazioni che avevo fatto sulla Val Pesarina. Un posto da conoscere più approfonditamente e che sicuramente non ci faremo mancare il prossimo anno. Ce n'è per tutti i gusti.La foto all'inizio del vallone del rio Mimoias: ma ci siamo messi d'accordo per scattarla dallo stesso posto? è identica! ;)

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  2. montagnesottosopra6 novembre 2011 22:11

    Originally posted by frivoloamilano:La lettura del tuo post avvalora le considerazioni che avevo fatto sulla Val Pesarina. Un posto da conoscere più approfonditamente e che sicuramente non ci faremo mancare il prossimo anno. Ce n'è per tutti i gusti.La foto all'inizio del vallone del rio Mimoias: ma ci siamo messi d'accordo per scattarla dallo stesso posto? è identica! Ce n'è per tutti i gusti e per tutte le stagioni :) . Per la foto, sarà pure un caso ma ormai abbiamo occhio ;)

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  3. giovanni writes:frivolo prologo con epilogo sottosopra !!! biel e vonde!

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  4. frivoloamilano7 novembre 2011 19:11

    @Giovanni:mannaggia! senza il tuo contrattempo ci sarebbe stata la trama "dei 50" a completare l'opera :)

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  5. montagnesottosopra7 novembre 2011 20:11

    @Giovanni e FrivoloApplausi ovvero....... Clap, Clap, Clap. :D

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