sabato 19 novembre 2011

COLLE DEI LARICI: i colori della via del marmo

Marisa e Luca 13 novembre 2011

Da sella Chianzutan una teleferica non più utilizzata dei dismessi impianti della cava “Lavoreit Ros” sale verso il colle dei Larici.

La via del marmo attraversa le Casere Mongranda, Presoldon e Val e costituisce un bel museo a cielo aperto sulla attività estrattiva del prezioso marmo rosso del Lovinzola. Attraverso la galleria del Colle dei Larici il trasporto a fondovalle inizialmente avveniva con degli scivoli, “la lissa”. Poi entro in funzione il sistema con carrelli su rotaie “la decaouville” e la teleferica di Sella Chianzutan su tralicci in legno di larice.


 

Autunno, ovvero armonia di colori. Toni caldi di verdi, gialli e marroni si fondono di solito regalando ai nostri occhi immagini morbide e rilassanti. La vegetazione dell’ambiente delle Prealpi Carniche, in particolare con cime del Pizzat, del Lovinzola e del Colle dei Larici, la natura e i paesaggi costituiscono oggi per noi un serbatoio infinito di spunti, di composizioni, di modelli. L’ultima volta che ci siamo stati era il 2007 sempre in autunno, ma le tinte erano diverse, almeno così ricordo.
I colori riscontrabili oggi al nostro arrivo a Sella Chianzutan, a casera Mongranda, sono più spenti, ricordo una faggeta davvero bella, colorata di rosso. Ma i colori variano nello stesso periodo, di anno in anno a seconda delle differenti condizioni atmosferiche, l’alternarsi delle stagioni è come un orologio biologico che dirige l’evolversi della vita.


Questa è la natura, con le sue forme, con le sue tinte, con le sue stagioni, capace di condizionare i nostri stati d’animo, ma sempre in grado di farci cogliere i temi più differenti e creare nuove aspettative.
E’ così che la breve piccola delusione iniziale si trasforma in un piacevole procedere all’interno di un bel bosco, in salita, dove i nostri passi suonano come un fruscio nel silenzio del tappeto di foglie.




Poi si esce dal bosco, la vegetazione si fa più rada, si iniziano a intravedere scorci panoramici interessanti verso le Carniche,le Giulie e il corso del Tagliamento, anche grazie ad una giornata davvero solare e il sole non si può dire che non faccia il suo onesto dovere.




Al bivio prendiamo a destra, verso la stazione di arrivo della teleferica, verso il Colle dei Larici. Con i suoi 1779 è la più bassa delle tre cime della zona, forse la meno frequentata, ma dai panorami che già si preannunciano. Ad ampi tornanti usciamo sui prati, dove il sentiero taglia le grandi balconate, destreggiandosi sulle balze rocciose portandoci all’arrivo della teleferica e all’ingresso della galleria.






Ci fermiamo per una sosta, incuriositi dai resti della stazione. Un sentiero sale diretto al Colle dei Larici, ma noi prendiamo la galleria decisi a salire dall’altro lato. All’uscita in breve siamo sotto la vetta erbosa del Lovinzola, al crocevia di sentieri nei pressi della cava. Da lì alla vetta del Colle il percorso è breve, una ventina di minuti. Si sale a svolte sulle pietre e poi percorrendo la piacevole dorsale erbosa raggiungiamo la cima.













Insomma, questo Colle dei Larici, di cui non se ne vede nemmeno uno è un ottimo belvedere sulla conca Tolmezzina, sulle Alpi Carniche, sulle Giulie, davvero si vede lontano oggi.


Solo oltre il Piombada una foschia limita la visuale creando una specie di coperta bianca, un velo sulla pianura. Nonostante l’altezza non elevata, davvero una bella posizione mozzafiato, potrebbe essere a 360° ma Il Lovinzola e la sua cresta, e più in la la piramide del Pizzat (o Verzegnis) impediscono di spaziare oltre.







Invece di scendere a Casera Presoldon lungo la cresta erbosa, torniamo sui nostri passi, decidendo di passare a dare una occhiata dalle parti di casera Val. La graziosa conca dove sorge la casera in fase di ristrutturazione è in ombra, sotto la parete del Pizzat e fa piuttosto freddo e così ci affrettiamo lungo lo splendido sentiero che scende e in breve ritorniamo al sole. A saliscendi superiamo graziose vallette erbose, poi aggirando il Colle dei Larici ci affacciamo sulle balze rocciose che precipitano verso il fondo della valle per poi ritornare al bivio lasciato stamattina.












La discesa è piacevole, nel pomeriggio la luce riassume la sua direzione obliqua e mentre i toni caldi prevalgono sempre di più, le ombre si allungano, e il sole gioca cogliere i motivi degli alberi spogli, dipinge un po’la foresta per poi accendere ancora di particolari il sottobosco in un continuo alternarsi di luci e ombre.








Emozioni che cerco di tradurre con motivi lineari o colori emergenti in una difformità cromatica che va via via spegnendosi verso sera. Ma l’obiettivo è estraneo alle emozioni, siamo noi che le abbiamo.


8 commenti:

  1. I colori dell'Autunno si fanno desiderare, sembra che tutto si sia spostato più in là a parte la durata delle giornate. L'importante è riuscire a trovare comunque elementi che ci emozionino in qualche maniera, noi non siamo delle macchine appunto.Quella foto con il riflesso nella pozza d'acqua sembra "l'apertura" verso un altro mondo...ciao

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  2. montagnesottosopra20 novembre 2011 20:11

    Originally posted by frivoloamilano:frivoloamilano # Sunday, November 20, 2011 5:21:34 PMI colori dell'Autunno si fanno desiderare, sembra che tutto si sia spostato più in là a parte la durata delle giornate. L'importante è riuscire a trovare comunque elementi che ci emozionino in qualche maniera, noi non siamo delle macchine appunto.Quella foto con il riflesso nella pozza d'acqua sembra "l'apertura" verso un altro mondo...ciaoSecondo me i colori son già passati , gli alberi sono spogli come di inverno. Ma il tempo tiene ancora e queste sono giornate regalate...... poi verrà la neve. Altre prospettive, altre emozioni:) la cresta che sale al Lovinzola, che avrei voluto fare per ora è solo un immagine riflessa:D

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  3. Luca l Alpinauta writes:bel giretto, i toni rossi prevalgono in questo autunno, ma penso anch'io che i colori belli siano già passati, comunque una bella giornata regala beimomenti, come la tua foto del laghetto

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  4. montagnesottosopra21 novembre 2011 23:11

    Mandi AlpinautaLa foto del laghetto è stato un colpo di fortuna. Il riflesso della cresta è durato poco, ero lì al momento giusto. Bei posti :) un saluto all'AlpinfamilyLuca e Marisa

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  5. giovanni writes:luci, ombre, prospettive, attimi, pensieri. riesci sempre e bene a metterli tutti assieme!ciao

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  6. montagnesottosopra22 novembre 2011 21:11

    Originally posted by anonymous:Anonymous # Tuesday, November 22, 2011 8:23:06 PMgiovanni writes:luci, ombre, prospettive, attimi, pensieri. riesci sempre e bene a metterli tutti assieme!ciao....... e mi tocca anche camminare :D .Mandi e grazie :)

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  7. Ma che bello specchio che hai trovato, complimenti!

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  8. montagnesottosopra25 novembre 2011 14:11

    Grazie, anche un piccolo specchio d'acqua a volte può essere un sorpresa !

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