domenica 20 settembre 2009

CRETA DI COLLINETTA / CELLON

Marisa e Luca domenica 20 settembre 2009


Il meteo in questo ultimo periodo è un perfetto sconosciuto e allora non ha senso fare grandi programmi. E’ un periodo che si viaggia un po’ a vista e ogni fine settimana ho un sacco di dubbi su dove andare. Così sono giunto ad una conclusione, che l’importante è andare, che l’importante è cogliere quella serie interminabile di occasioni e di attimi che la vita è in grado di donarci. Poi ho scoperto che per il meteo posso risolvere in parte affidandomi ai pareri di una cara vecchietta che anche stavolta ha visto giusto.


...


Saliamo oggi al Cellon/Creta di Collinetta da Passo di Monte Croce Carnico, teatro della grande guerra, di cui conserva ancora tante costruzioni militari, vecchie trincee scavate nella montagna, bellissime mulattiere a picco sulle pareti .

Guardando il cielo non diamo per scontata la giornata, ma ci accontentiamo e procedendo lungo il sentiero 146 andiamo incontro alle montagne dimenticando tutte quelle cose che in città ci imprigionano relegandoci in altre dimensioni.

La Creta di Collinetta è avvolta da una sottile nube, si intravede a tratti la cima, mentre tutt’attorno grigie e minacciose nuvole corrono in cielo. Nuvole basse, nere verso il Coglians, verso il Passo e anche su tutta la dorsale del Crostis, ma man mano che avanziamo sembra quasi che il sole voglia farci compagnia, squarciando il grigio e lasciando filtrare i suoi raggi tra le nubi, disegnando la terra di mille sfumature.
E cosi’ il sole e la nebbia si fondono, si lasciano e poi si riabbracciano dopo un po’, si toccano sfiorando le rocce bianche che incombono sulla valle della Cjanevate. Elementi naturali, che mi piace osservare mentre con fatica risaliamo le serpentine che portano alla Cresta Verde dopo aver abbandonato il sentiero poco dopo la passerella in legno che porta al percorso attrezzato delle trincee.






La meta è là, oltre la cengia scavata nella roccia e allora ci muoviamo verso la montagna su quel sentiero segnato. Un sentiero noto dove noi siamo solo ombre, in bilico tra i ricordi del passato che ha fatto la storia, proiettati nel presente, in movimento verso la nostra destinazione, che non è altro che un luogo, un attimo che però a noi piace prolungare.




La meta raggiunta, la cima della Creta di Collinetta non è solo il piacere di un istante, ma un pezzo di quella strada che non c’è su nessuna carta da godere ogni volta camminandoci sopra.



Quella strada diventa oggi un nuovo quadro che ogni volta dipingiamo con un pennello diverso. Ci saremmo fermati alla Cresta Verde se la nebbia non si fosse diradata consentendoci di goderci il sentiero.



Sembra quasi che qualcuno abbia percepito i nostri pensieri e in poco tempo un pezzo di cielo tra le nuvole è diventato azzurro e abbiamo potuto assaporare splendide viste da lassù, dopo l’ultimo ripido tratto che porta alla grande croce di vetta.






Perfetto.



Ci fermiamo a guardare il cielo e le cime avvolte dalle bianche nubi prima di scendere, per poi fermarci ancora sulla Cresta Verde per altri attimi da rapire a questa giornata. Basta chiudere gli occhi e lasciarsi andare. Siamo stati fortunati, tutto attorno è grigio e minaccioso. Poi improvvisamente il sereno, l’azzurro nel cielo si fa largo e la nebbia si dirada definitivamente portando con se il grigio e i suoi dubbi.




Grifoni in volo trasportati dalle correnti d’aria inseguono il vento per andare chissà dove, mentre noi scendiamo verso la piccola valle dei ruderi della casera Collinetta di Sopra. Il sentiero a strette serpentine ci porta giù verso il pianoro protetti dalla grande parete bianca della Creta di Collina. Scendiamo il Vallone della Cjanevate accompagnati dai fischi delle marmotte che spuntano dalle loro tane.



Ci muoviamo sull’erba e nel bosco di questo bellissimo luogo fino al Passo di Monte Croce Carnico ed eccoci qua, mentre le menti e i corpi si riuniscono. Mentre ci avviciniamo al ristoro di Passo Monte Croce per una rigenerante birra, guardo il grande pilone dell’impianto eolico e con un po’ di tristezza non posso dimenticare che non siamo altro che piccoli ingranaggi di un grande motore che gira.




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9 commenti:

  1. giovanni writes:domenica volevo tornare sulla creta di collina ma strada facendo poi ho riconfermato il giro sul dimon visto il tempo incerto. peccato, magari ti avrei incontrato per, finalmente, stringerti la manomandi

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  2. Ciao Luca,ed invece io mi son fermato proprio sulla cresta verde.Bella la 3ultima foto, peccato la troppa luce in alto, ma i prati illuminati sono uno spettacolo.

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  3. Scusa non intendevo lo stesso giorno, forse ho scritto male, l'ho fatta l'anno scorso. Comunque ci sarà occasione, ne sono certo.

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  4. Descrizione poetica di un'altra nostra bella montagna. Bravo Luca

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  5. montagnesottosopra23 settembre 2009 19:09

    Originally posted by lor74cas:Ciao Luca,ed invece io mi son fermato proprio sulla cresta verde.Bella la 3ultima foto, peccato la troppa luce in alto, ma i prati illuminati sono uno spettacolo.il sole che filtrava tra le nubi domenica era magnifico , un vero spettacolo di luci ed ombre. la cima poi è molto bella e panoramica , un peccato arrivar su e non veder niente.

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  6. montagnesottosopra23 settembre 2009 19:09

    Originally posted by frivoloamilano:frivoloamilano # 23. September 2009, 08:29
    Descrizione poetica di un'altra nostra bella montagna. Bravo Luca

    Una combinazione di pensieri, punti di vista e tracce di sentiero ha fatto si che il racconto venisse fuori un pò più "colorito" . Alla fine ne siamo stati veramente contenti.
    un saluto , a presto

    Luca e Marisa

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  7. montagnesottosopra23 settembre 2009 19:09

    Originally posted by anonymous:Anonimo
    # 23. September 2009, 07:39
    giovanni writes:

    domenica volevo tornare sulla creta di collina ma strada facendo poi ho riconfermato il giro sul dimon visto il tempo incerto. peccato, magari ti avrei incontrato per, finalmente, stringerti la mano

    mandi

    ho visto il tuo giretto sul Dimon/Paularo ed piacevole comunque.
    E' bello lasciare tutto un pò al caso e la stretta di mano diventa ancora meglio e sarà un vero piacere. Sullo Zaiavor ci siamo sfiorati senza saperlo.

    Mandi
    Luca e Marisa

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  8. Luca L'Alpinauta writes:bene, bene! age is not a limit, ma anche il meteo non ci ferma!

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  9. montagnesottosopra25 settembre 2009 00:09

    Originally posted by anonymous:Luca L'Alpinauta writes:bene, bene! age is not a limit, ma anche il meteo non ci ferma!Se non viene giù di tutto ormai mi fermo solo quando ce lo dice Nives :yes: :yes: :yes:

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