venerdì 5 giugno 2009

VISOKI MAVRINC: punti di vista, tracce di sentieri e....... pensieri.

Marisa e Luca 2 giugno 2009


L’ascensione delle vertiginose pareti settentrionali delle Alpi Giulie per la gran parte trova il suo punto di partenza nelle valli laterali della Sava, come la Val Vrata e la Val Krnica. Così le testate di queste splendide vallate fanno da base a giganti maestosi. Uno splendido ventaglio di cime come lo Spik, la Skrlatica, il Razor, il Prisojnik e la Mala Mojstrovka si apre di fronte a noi oggi mentre risaliamo la Val Krnica, ma per godere veramente questo spettacolo cerchiamo una cima sopra la Val Planica.


la parete nord del Prisojnik ...


Da Kranjska Gora risaliamo per un tratto la strada per il passo Vrsic, che collega la valle della Sava con la Val Trenta, fino al ponte sul torrente Mala Pisnica dove, sulla sua destra orografica, parte la strada forestale per il rifugio Koca v Krnici, punto di partenza di impegnative escursioni sullo Spik e sulla Skrlatica. Il tratto di strada di circa un’ora è quasi in piano e consente dolcemente di avvicinarsi facilmente al mondo delle alte cime della Slovenja e di ammirarne le immense e spettacolari pareti settentrionali.

Costeggiamo per un po’le dolci e verdi acque del Pisnica sempre con gli occhi puntati all’insù dove quando il grigio delle nuvole lascia a tratti lo spazio all’azzurro intenso veniamo magneticamente attirati dalla piramide irregolare e frastagliata del Razor che spunta in fondo al centro della valle.
La strada porta verso il rifugio mentre a destra un comodo sterrato si diparte in una bella vergeggiante valletta alpina che attraversiamo tra fioriture di botton d’oro, genzianelle e viole montane.


Alla fine della valle si comincia a salire. il sentiero ora, seguendo le indicazioni per il rifugio Mihov Dom costeggia per un tratto la strada che porta al passo. C’è traffico diretto al Passo Vrsic, come sempre e purtroppo questo tratto è poco remunerativo, anzi piuttosto noioso. Sbuchiamo sulla strada proprio di fronte al rifugio e superiamo qualche tornante sull’asfalto per una visitina d’obbligo alla Ruska Kapelica monumento dedicato ai prigionieri russi morti durante la costruzione della strada.

Da dietro la cappella prosegue il sentiero che però non vediamo e quindi ci becchiamo ancora un buon chilometro di asfalto per ritrovare le indicazioni per il rifugio Koca na Gozdu. Gli sguardi e le proteste di Marisa sono eloquenti, ma io proprio non l’avevo visto il sentiero che in soli cinque minuti ci avrebbe portato qui. Pazienza, che vuoi che sia un po’ di strada in più, così facciamo allenamento.
Una piccola pausa per far pace e imbocchiamo nuovamente il sentiero con un occhio alla cartina del Zio Enso. La salita al Mavrinc non è segnata. Poco dopo una traccia si diparte verso destra per poi piegare su subito in ripida e costante salita lungo un sentiero non bollato. Nel bosco, alberi caduti e rami rotti ci confondono, non ci sono segnavia però con un po’ di attenzione ritroviamo il giusto procedere. E’ piuttosto tortuoso all’inizio poi diventa più evidente. Costruiamo qualche ometto di pietra mentre saliamo decisamente in un bel bosco di pino e faggio. Il pendio è ripido e il posto è molto poco battuto ma tutto sommato si sale bene il sentiero che a comode svolte ci porta in direzione di una piccola sella sulla sinistra del Mavrinc.



Ci ritroviamo quindi su una piccola e stretta cresta che già gode di un buon panorama verso il Passo e la Mala Mojstrovka. A destra si prosegue su uno stretto sentiero che in una decina di minuti ci porta in cima. La cima. Il Visoki Mavrinc è una cimetta a cui nessuno bada, stordito dalla sfilata di giganti. Un piccolo cocuzzolo verde, una piacevole cima, un grande panorama. Se guardi sulla carta non è neanche segnato, anzi viene indicato con Spica v Sedelcih.
Questo modesto rilievo ha una croce, un libro di vetta e uno splendido panorama.

Verso valle Kranjska Gora e le Karavanke, poi gli sguardi vengono rapiti, giù in fondo sulla Krnica che si infila fin sotto le grandi montagne con canaloni innevati che si arrampicano sulle vertiginose pareti. Lo Spik, la Skrlatica, il Kriz, il Razor e il Prisojnik con la sua immensa parete nord e sull’altro lato del Passo Vrsic la Mala Mojstrovka.



A poco più di un’ora dalla strada e a tre dalla partenza questa cima "insignificante" ci regala una delle più belle viste sulle Giulie, vista che da armonia, una fusione di verdi vallate che salgono alte per lasciar posto poi alle bianche rocce. Peccato che il grigio del cielo prevalga sull’azzurro togliendo colore alla scena.
Da nord nuvoloni minacciosi scorrono veloci verso il passo e il vento si alza, minaccia pioggia e fa decisamente freddo. Avrei voluto sostare a lungo ma è meglio scendere. Nel bosco siamo un po’ più riparati e andiam giù velocemente. Tagliamo strada e tornanti per il bosco lungo una traccia e in poco tempo ci ritroviamo nella verde Val Krnica. Una pausa per qualche altra foto e poi comodamente ripercorriamo la stradina forestale.



Salendo al Passo Vrsic non possiamo far a meno di fermarci ad ammirare la complessa e maestosa mole del Prisojnk che appare in tutta la sua grandiosità, con il buco "okno" naturale sulla roccia, dove passa la bella via ferrata. Una breve sosta al Ticarjev Dom, stranamente deserto,(fa un freddo cane), una Zlatorog con tanta schiuma per non smentirci e poi giù per la Val Trenta, non senza continui sguardi sulle magnifiche cime, sullo Jalovec ,sul Grintavec, sul Mangart. L'itinerario del Mavrinc e tutto sommato semplice e qualche tratto sulla strada è risultato anche noioso e banale, peccato anche per il cielo, ma oggi abbiamo comunque fatto indigestione di paesaggi e panorami



Un giovane capriolo attraversa la strada e si ferma sul bordo per un bel po’. Ci guarda, fermo su appena sopra la strada, ma non faccio in tempo a riprenderlo. Peccato. Ce l’ho di fronte, a meno di cinque metri, riesco a guardare i suoi occhi e so che non ha paura, perché non deve aver paura. La natura gli ha dato l’istinto e se non fugge subito è perché sa. Nel tentativo di fotografarlo si rompe l’incantesimo. Ci dispiace un po’ ma ha ragione lui, a che serve una foto? Noi sappiamo e a lui basta.




< FOTO E SLIDESHOW DELL'ESCURSIONE >









8 commenti:

  1. In Slovenia i segni non abbondano sui sentieri, forse è un pregio, fa molto più "avventura".

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  2. frivoloamilano5 giugno 2009 17:06

    Le tue "esplorazioni" ci allargano gli orizzonti.Panorama ricchissimo, peccato per il tempo.ciaoP.S.:con il bouquet come la mettiamo!!!!!!!!!!!:lol:

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  3. giovanni writes:"Noi sappiamo e a lui basta": veramente bella!!buon we

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  4. montagnesottosopra5 giugno 2009 22:06

    Originally posted by lor74cas:In Slovenia i segni non abbondano sui sentieri, forse è un pregio, fa molto più "avventura".qui segni non ce ne sono proprio e alla fine è un pregio come dici tu. Vero contatto con la natura

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  5. montagnesottosopra5 giugno 2009 22:06

    Originally posted by frivoloamilano:Le tue "esplorazioni" ci allargano gli orizzonti.Panorama ricchissimo, peccato per il tempo.ciaoP.S.:con il bouquet come la mettiamo!!!!!!!!!!!ho visto una foto della nord del Prisojnik e volevo vedere da dove è stata scattata e così incuriosito o cercato questa cima.Per il bouchet .....mmmh. Marisa dice sempre :no: ma era lì in prima fila ........ ;) ;) ;) Ciao

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  6. montagnesottosopra5 giugno 2009 22:06

    Originally posted by anonymous:giovanni writes:"Noi sappiamo e a lui basta": veramente bella!!buon weho cercato in due parole di riassumere il momento, un regalo.mandi Luca e Marisa

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  7. montagnesottosopra7 giugno 2009 23:06

    Originally posted by anonymous:Luca L'Alpinauta writes:bella cimetta! peccato per il meteo ma non si può avere tutto no?Già. Peccato solo per il meteo ma va ben lo stesso.

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  8. Luca L'Alpinauta writes:bella cimetta! peccato per il meteo ma non si può avere tutto no?

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