lunedì 29 giugno 2009

FORCELLA DELLE CENGE: andiamo a vedere se c'è neve nel vallone di Rio Bianco

Marisa e Luca


Il nome giusto sarebbe Forcella della Cima delle Cenge, lo stretto intaglio che divide la Cima delle Cenge dalle Vette Scabre. Da lì si può vedere il Vallone di Rio Bianco da un punto di vista insolito.

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Mi è sempre piaciuto il Vallone di Rio Bianco. Siamo io e Marisa oggi, soli, sotto un cielo grigio di nuvole minacciose. Percorriamo la strada che da Sella Nevea scende a Cave del Predil passando per Malga Cregnedul. E’ passato un anno qualche giorno fa dalla morte del grande Ignazio Piussi; sento un brivido di freddo. Io penso sempre di essere sentimentale ma ho solo acceso il clima. Sarà ma i miei pensieri son quelli e perché negarli.
Lasciata l’auto nei pressi della scuola materna di Cave imbocchiamo il sentiero CAI 656 parte dell’alta via delle Alpi Tarvisiane, direzione: forcella delle Cenge.

Il sentiero coincide per un po’ con la pista forestale di servizio e sale subito con decisa pendenza nel bosco. Sotto un cielo che non lascia trasparire nulla di buono, soffocati dalla cappa di umida afa, dopo poco siamo costretti a fermarci per bere e toglierci subito di dosso il possibile.Intanto cominicia già a piovere …….”ma poco “ dico io. La strada si trasforma in mulattiera dopo aver superato la pista da sci e un greto, poi costeggiando lo spallone roccioso del Jof del lago, lo si aggira entrando in un bel bosco di faggi che con minor pendenza ci porta ad attraversare ancora spazi un po’ più aperti. Ancora bosco misto di faggi e abeti, che percorriamo con fatica tra i rami spezzati e la vegetazione che invade tutto, anche stavolta residuo di questo inverno, per lasciar posto ai mughi dove il sentiero a tratti friabile e stretto ci accompagna fino ad un bel punto panoramico.

Sguardi sul Lago e sulle cime circostanti ci rasserenano un po’. Ha smesso di piovere, però oggi sarà così e l’afa ancora non molla.
Il sentiero prosegue sempre assecondando le pendici dello Jof del Lago entrando nel Vallone del Rio della Malga. Percorriamo un lungo tratto nella faggeta e sempre in costante salita superiamo un paio di lunghi tornanti. Altra pausa, si fatica oggi.

Lontano dai rumori, facciamo ormai parte del bosco anche noi e per la terza volta di seguito di nuovo il solito capriolo. Cammina solo nel bosco di faggi, in alto fuori dal sentiero. Va per la sua strada e non lo disturbiamo.
La vegetazione cambia e progressivamente il bosco si trasforma. Larici e radi mughi lasciano trasparire le rocce dei monti circostanti: le Vette Scabre. Entriamo in leggera discesa, quasi in piano nella valle che scende dalla forcella delle Cenge. Il mondo solitario alpino si offre a noi. La roccia bianca, il rododendro nano, camedri alpini e genziane fanno da contorno mentre passiamo sul terreno che è un soffice tappeto.



Poi usciti definitivamente dal bosco, già in vista della Forcella si ricomincia a salire tra balze rocciose, mughi e lingue di neve. La pendenza si fa più decisa e i bollini segnavia scompaiono sotto la neve. Aggiriamo l’ostacolo "neve ripida" salendo ai bordi per erbe e terreno friabile. Ricompaiono i segnavia che da adesso in poi vanno seguiti con scrupolo per evitare inconvenienti, è tutto un po’ sporco e friabile.





Pochi metri di rocce dove ci si aiuta con le mani poi un tratto franato da superare “tirandosi su “ per i mughi e fine della difficoltà. Da qui in poi il pendio è si ripido ma solido e tra le erbe a strette svolte si arriva alla Forcella delle Cenge. Lo stretto intaglio tra la Cima delle Cenge e le Vette Scabre è raggiunto.



La prima cosa che ti colpisce è la vista insolita e magnificamente grande sul Vallone di Rio Bianco, sulle cime circostanti che formano il bellissimo catino dove sorge il Bivacco Gorizia, un puntino rosso al centro della scena. Cima Alta di Rio Bianco, Cime Piccole di Rio Bianco, Cima del Vallone, Cima Piccola della Scala, Vetta Bella. Più dietro la Cima di Rio Freddo e lo Jof Fuart. Magnifico. C'è ancora tanta neve. Dalla forcella delle Cenge un canalone vertiginosamente ripido precipita verso valle. Impraticabile. Sulla destra l’attacco della via delle Cenge, a sinistra il canalino attrezzato che porta su per poi scendere nel vallone di Rio Bianco verso il rifugio Brunner.
Risalgo qualche metro per concedermi una foto della forcella poi ridiscendo. A giudicare dal canalone c’è neve dall’altra parte.
Uno sguardo verso est dove ancora un bel panorama regala la grande mole del Mangart e a fianco lo Jalovec. Valeva la fatica la salita alla forcella, peccato che anche stavolta il cielo grigio non ci conceda i colori che questo bel posto merita.



Scendiamo a valle con calma a tratti sotto la pioggia , poi sotto un beffardo sole, concedendoci tutti i momenti e le parole che vogliamo senza accorgerci che l’acqua di scorta è finita e la discesa è lunga. Teniamo duro per il giusto premio finale, tanto per non interrompere le tradizioni.






< FOTO E SLIDESHOW DELL'ESCURSIONE >












9 commenti:

  1. Marco suimonti writes:Nonostante il cattivo tempo deve essere stato un bel giro. Stupenda la vista sul vallone di Rio Bianco... che già fa progettare altre escursioni!!!Bravi ragazzi! Ciao

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  2. giovanni writes:bravi che avete sfidato le previsioni!mi piacerebbe salirci dal bruner ma nn sono riuscito ad avere informazioni sulla praticabilita'bello, veramente bello il giro che mi hai fatto fare virtualmente stamane :-)mandulis

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  3. montagnesottosopra1 luglio 2009 14:07

    Originally posted by anonymous:giovanni writes:bravi che avete sfidato le previsioni!mi piacerebbe salirci dal bruner ma nn sono riuscito ad avere informazioni sulla praticabilita'bello, veramente bello il giro che mi hai fatto fare virtualmente stamane :-)mandulisnon c'era anima viva nei dintorni. Non si vedeva nessun movimento neanche in rio Bianco, solo un paio di auto all'inizio del sentiero del Brunner. Il canalone che scende dalla forcella è stracarico di neve per cui presumo che dal lato Brunner ci sia ancora qualche problema. Ma forse no. Normalmente è percorribile.http://my.opera.com/luca_63/albums/showpic.dml?album=807819&picture=10990495Poi sfidar le previsioni ..... lo facciamo spesso. Non riesco a star sul divano!!!!!:D :up:

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  4. giovanni writes:grazie luca! la foto rende benissimo...

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  5. Luca l'Alpinauta writes:ah che bel posto. memore di molte belle arrampicatedal brunner son saliti la scorsa settimana degli amici miei per salire sulla cime delle cenge. mandi

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  6. frivoloamilano1 luglio 2009 16:07

    ...i "montagne sottosopra", non saltano un domenica. Per fortuna, cosi possiamo condividere angoli aspri e selvaggi che ci piacciono sempre. ;)

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  7. Nadia writes:Ma Marisa??? dove ti porta Luca a ravanare??? ahahahh...fa per tenerti in forma eh? bravi bravi e belle le foto!!!

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  8. montagnesottosopra1 luglio 2009 23:07

    Originally posted by frivoloamilano:...i "montagne sottosopra", non saltano un domenica. Per fortuna, cosi possiamo condividere angoli aspri e selvaggi che ci piacciono sempre. Mandi Frivolo, per un pò di scorci di Rio Bianco sfiderei ancora il meteo :D . d'altronde se no che sottosopra siamo? :cheers: :cheers: :cheers:

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  9. montagnesottosopra2 luglio 2009 01:07

    Originally posted by anonymous:Nadia writes:Ma Marisa??? dove ti porta Luca a ravanare??? ahahahh...fa per tenerti in forma eh? bravi bravi e belle le foto!!!Mandi Nadia.Con Luca è sempre una incognita. Bel giro, ma che fatica nel bosco con tutti quei rami spezzati dalla neve. Ma i panorami meritavano davvero. Alla fine ancora una volta a Resiutta abbiam mandato a quel paese la dieta :chef: Ciao, Marisa

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