giovedì 28 maggio 2009

MONTE ZAIAVOR: il punto debole del crinale dei Musi è piuttosto frequentato.

Giovanni Elena e Boom, Marisa e Luca , gueststars Marisa e Flavio domenica 24 maggio 2009


Il Monte Zaiavor è la cima più orientale della difficile catena dei Musi e ne costituisce il suo punto più debole dato il suo facile accesso. E così, in questo periodo in cui la neve ancora condiziona le scelte per le escursioni diventa oggi un punto di incontro … casuale.


...


In compagnia dei cari Giovanni, Elena e l'ormai mitico Boom, risaliamo l’alta Valle del Torre in direzione di Passo Tanamea. Lasciate le auto nel parcheggio siamo subito pronti ad iniziare questa giornata che si rivela subito per noi ricca di incontri imprevedibili. Il tam tam settimanale però preannunciava un certo traffico più o meno “futile”. Ho la sensazione che oggi sarà una bella giornata, ma al primo incontro del giorno sono subito costretto ad abbandonare queste frivolezze. Infatti poco prima dell’imbocco del sentiero 727 un grosso esemplare di vipera del corno fa le sue presentazioni.
Fa una certa impressione ma è tranquilla e non reagisce molto alla nostra fastidiosa presenza. Sarà, ma non ci sono più le vipere di una volta, questa vuol fare la diva e si lascia fotografare tranquilla.
Imbocchiamo il sentiero ben marcato che faticosamente sale nella splendida faggeta.


Splendide fioriture di genziane, mughetti, elleborine bianche, aquilegia e raponzoli ci accompagnano nel bosco mentre percorriamo i tornanti fino ad un traverso che lungamente ci porta nel versante nord del Rio Bianco che scorre molto in basso rispetto alla dorsale. Il sentiero nel bel bosco alterna tratti in piano a brevi salite e a residui di neve.

In questo versante siamo un po’ più in ombra e l’afa ci lascia un po’ più in pace. Il sentiero nel bosco è comunque molto bello e mai monotono. Mentre attraversiamo un canale innevato un secondo incontro che però non vediamo neanche in quanto sfreccia come un fulmine saltellando qua e là sul sentiero. Chi sarà mai? Boh.
Il sentiero continua ripido ma in ombra regalandoci le prime viste sul massiccio del Canin con il Lasca Plagna e le Babe che spuntano sopra le creste della dorsale sud della Val Resia con il Monte Guarda, poi il bosco si apre regalandoci la cima del Zaiavor, l’omonima bocchetta e tutto l’anfiteatro del Tazajauron.




Assecondiamo il sentiero che si sviluppa lungo il crinale della cresta Pligna. Ancora fioriture, diverse qualità ricamano i pendii, in prevalenza tra le roccette la potentilla rosea ma anche pinguicola alpina e genziane. Alla testata della valle superiamo una grossa slavina mista a terra che ci porta sotto l’ultima ripida salita verso la bocchetta di Zaiavor. Sopra compare la sagoma della piramide meta della nostra escursione. Peccato per la slavina perché l’ambiente alpestre che caratterizza questo bacino prativo sarebbe veramente incantevole.
Saliamo la parte finale che porta alla bocchetta su un sentiero ad ampie svolte, ancora immersi nel verde e in splendide fioriture. Sembra quasi che oggi il destino abbia voluto farci tutti i regali possibili. Ranuncoli, botton d’oro, ancora genziane, orchidee selvatiche e sambucine, uno spettacolo di colori e forme. Verso sud est si aprono gli sguardi sul Gran Monte e sullo Stol e più lontano le sagome velate di foschia del Monte Nero e Mataiur.




Arrivati alla bocchetta con sorpresa ci troviamo il sentiero sbarrato da un muro di neve. Dopo la cima avremmo voluto chiudere il percorso ad anello scendendo a sella Carnizza per poi proseguire alla chiesetta di S.Anna e casera Nischiuarch, ma ci accontentiamo e facciamo bene perché il destino ha oggi per noi altre sorprese da regalarci. Dalla bocchetta la vista si apre maestosa verso nord e Boom decide di rilassarsi un po’ guardando lontano.

La vista è spettacolare ma il panorama dalla vetta sarà ancora meglio.
Con Giovanni Elena e Boom salgo in cima allo Zaiavor. Ancora mezz’ora circa di sentierino ripido sul margine della cresta orientale. Il crinale sommitale è faticoso ma non difficile in condizioni normali e culmina sulla splendida e panoramica vetta.



Come ogni cima che si rispetti un piccola croce, un libro di vetta che firmiamo sempre con piacere e grandi panorami. Sarebbe lungo elencare tutte le cime, sembra di essere al centro della scena, da ogni parte mi giro la vista è magnifica, attirano gli sguardi il Canin e il Sart, ma anche il Montasio e il Cimone.



Bello il Mataiur che spunta in lontananza sopra un velo di foschia e più lontano il Monte Nero. E poi ancora il Plauris, il Sernio e Grauzaria, lo Zuc dal Bor, lontano la creta di Aip e il Cavallo. Sono magnifiche le nostre montagne.
Incominciamo a scendere verso la bocchetta dove ci attende Marisa. Non so perché ma sono sicuro che non si è annoiata di sicuro. Il sentiero è ripido e scendo per zolle erbose ammirando ancora le creste e i panorami. Giù alla bocchetta intanto vedo un po’ di movimento, la cosa mi fa piacere.
Mentre scendo, da lontano non posso fare a meno di notare un uomo che sale lentamente incontro a noi. E’ lontano ma mi pare che porti gli occhiali scuri e un gran paio di baffi. Nonostante la distanza son certo che si tratta di Frivoloamilano. Agito il braccio in segno di saluto e lui subito risponde allargando le braccia, come a conferma. Insomma una altra gradita sorpresa. Scendo ancora, un sorriso e finalmente un sana stretta di mano. Finalmente. Parliamo mentre scendiamo assieme gli ultimi tratti di sentiero verso la bocchetta. Lì con piacere faccio conoscenza anche di Marisa, sua moglie. In breve ci presentiamo tutti e l’atmosfera è piacevolmente frivola. Così tra una “babata” e l’altra Frivolo ci racconta che il personaggio che abbiamo visto salendo altri non è che tal Giovanni, quello della luna di miele sul Lander e del Pal Grande cul scagnut. Strano penso: mi ha visto sul Talm dal Pal Grande e poi mi passa a un metro senza vedermi. Comunque piuttosto frequentato oggi lo Zaiavor.
Scendiamo lungo l’itinerario di salita con molta calma, senza accorgerci del tempo che passa, approfittando per fare conoscenza un po’. Ripercorriamo assieme la valletta, il bosco di faggi, tra un fiore e l’altro, tra un discorso e l’altro giungendo infine al parcheggio. Ho fatto un po’ di fatica oggi, forse per il caldo o forse perché già stanco stamattina, ma tutto passa quando la giornata si svolge piacevole. Gli ultimi rimasugli vengono lavati via di fronte a delle magnifiche e fresche birre al Pian dei Ciclamini, che ci gustiamo tutti assieme. Boom vorrebbe dire qualcosa, lui sa tutto sull’amicizia, ma quando vede i cevapcici a portata di mano preferisce star zitto perché non si parla con la bocca piena. Grande giornata.
Alla fine ci salutiamo con allegria con la promessa di ritrovarci. Bella la montagna, molto meglio di internet.
Cambiano sempre le scene, con persone diverse ma eguali sotto certi aspetti, talvolta si precedono, talvolta si rincorrono lungo quel filo di una comune cresta della stessa montagna, possono cambiare le motivazioni o le aspettative ma quando ci si accosta ad una parete o si sale un sentiero tanti significati assumono lo stesso valore. Un valore che non si scioglie al nostro passaggio come fa la neve al sole di oggi, sullo Zaiavor.





< FOTO E SLIDESHOW DELL'ESCURSIONE >








11 commenti:

  1. giovanni writes:i tuoi racconti sono piacevoli fiabe e ne faccio tesoromandi

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  2. Bella la foto della vipera

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  3. giovanni writes:@lucasettore alto?

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  4. Luca L'Alpinauta writes:e se ti feramavi ai Ciclamini trovavi pure me!

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  5. montagnesottosopra28 maggio 2009 14:05

    @lorenzoci sono passato vicino che quasi ci mettevo il piede sopra, meno male che l'amico Giovanni si è accorto.

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  6. montagnesottosopra28 maggio 2009 14:05

    @ Alpinautaa dire il vero noi eravamo al Pian dei Ciclamini tra le 17 e le 18 e in un tavolo vicino al nostro c'era tutta la banda degli Orsi di Codroipo. Ma tu là eritu platat? :confused: salutoni Luca e Marisa

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  7. montagnesottosopra28 maggio 2009 14:05

    @Giovanni del Lander saluti a te e alla prossima. Sai che facciamo? proviamo a girare con degli specchietti, poi ogni tanti ci mandiamo dei segnali cosi sappiamo se nei dintorni c'è qualcuno :D Mandi daLuca e Marisa

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  8. Nadia writes:Insomma....ci manca solo a noi di incontrare per bene il Frivolo!!!! ma prima o poi ci becchiamo!!!Belle foto!!!Ciao!!!!

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  9. frivoloamilano28 maggio 2009 23:05

    Bella la vipera, belli i fiori, bello il racconto,bella la conclusione. Bella la gente che gira per i monti. Tra un pò arriva anche la mia versione.p.s. il fiore e la sua ombra:foto splendida:yikes:ciao, frivoloamilano

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  10. montagnesottosopra28 maggio 2009 23:05

    Saluti a te Frivolo.stavolta abbiamo dato una spintarella al caso e ne è venuta fuori una bella giornata:yes: saluti Luca e Marisa

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  11. Luca L'Alpinauta writes:per giovanni: prima settore massi con il corso poi a sgranchirsi un pò sopraper il paron di cjase: avevo lasciato i miei orsetti a gozzovigliare e io ero gia calato nel codroipese. pensa tu 4 piatti di affettato e un pò di birra 270 euro! erano diventati dei grizzly!!

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