domenica 3 maggio 2009

SOGNANDO ZLATOROG.

Marisa e Luca 1 maggio 2009

“Un bianco camoscio dalle corna d’oro correva libero all’alba dei tempi in un verde giardino sulle alte pareti del Triglav." ...
"Si muoveva tranquillo tra l’Alpe Jezerca e i pascoli della Komna, protetto dalle Rojenice, le tre dame bianche. Il popolo delle montagne diceva che lui era il custode di un enorme tesoro nascosto sul Bogatin e le sue corna erano le chiavi. Volevano bene a Zlatorog e alle Rojenice perché in quel tempo gli uomini vivevano in pace. Le Rojenice aiutavano la gente e non volevano essere ringraziate e se qualcuno aveva il coraggio di avvicinarsi veniva colpito da enormi macigni e dai fulmini del temporale. Le Rojenice avevano reso Zlatorog invulnerabile con un incantesimo, tanto che se ferito o ucciso resuscitava e il suo colpitore moriva all’istante. Le goccie del suo sangue facevano nascere dei fiori rossi: la roza mogota (rosa del Tricorno).
Come sempre l’avidità dell’uomo rovina tutto e questo magnifico paradiso alpino si è trasformato ora in un deserto di pietra e rocce. Una ragazza di nome Jerica spinse un giovane cacciatore …………….”

Mi giro, apro gli occhi, ancora buio. Stavo sognando.
"Se qualcuno poi si avvicina alla tua preziosa e meravigliosa flora con intenti egoistici solo per ricavarne vantaggi e gloria, colpiscilo con i sassi di Zlatorog e con i fulmini che perseguitarono anche Bosio: allora il suo animo avido proverà spavento………….”
Stavolta mi alzo, conosco la storia, è triste e famosa in Slovenja, nella Val Trenta.
Avevamo in mente altro ma ho cambiato idea. Farò un giro in Slovenja attorno al Triglav senza nessuna velleità. Per oggi risparmiamo un po’ le suole e andiamo passando per Caporetto, che come sempre ci regala splendide visioni del Monte Nero e poi per Tolmino. Il passo che porta a Bohinj è chiuso e allora allungo un po’ per Skofja Loka passando per splendide verdi vallate.

Il sogno ha risvegliato vecchi pensieri “…… le nuvole girano veloci intorno alla vetta, alta, bianca di rocce e neve. Scompare, ricompare a tratti, sotto un cielo grigio, chiuso. Sotto la valle, profonda, senza fine, stupenda visione. Gocce di pioggia, vento che sibila mescolandosi con il suono del temporale che presto arriverà. Indugiamo, pensierosi, valutati i timori abbandoniamo il Dolic per una ritirata ormai decisa…………”.
Passiamo il lago di Bled e seguendo un po’ il corso della Sava in breve siamo a Bohinj, una perla di lago incastonata in una bellissima valle nel cuore delle montagne, l’immagine del ponte con il piccolo paesino dal grazioso campanile è la più famosa del luogo.
Ci fermiamo in un bar, ordino una birra: Zlatorog naturalmente. Una passeggiata sul lago, una pausa a gustarci la pace del versante settentrionale, immersi nelle quiete e nei nostri pensieri. “ Mentre scendiamo un gruppo di camosci ci controlla dall’alto, uno sembra più grande, possente, senza paura, le corna hanno un aspetto strano, diverso, per un po’ ci controlla, è suo il territorio e noi oggi non abbiamo cercato a tutti i costi di conquistarlo. Si gira e se ne va fiero ………".


Dolci acque calme che riflettono le immagini dei monti che le circondano. Poi una sgambettata di una mezz’ora a visitare le cascate Slap Savica, davvero spettacolari. Per un po’ il cielo si è chiuso, poi il sole è tornato a farsi largo tra le nubi e il cielo è ritornato azzurro. Attendiamo il tramonto che ci regala un dono prezioso e lo Zlatorog dall’alto della rupe ci saluta.
Mentre la luce del giorno se ne va percorriamo la strada verso Kranjska Gora e passando per Mojstrana gli sguardi vengono attirati dalle gigantesche pareti del Tricorno che risaltano nella penombra della sera. E la leggenda continua.




“…………Da quel tempo l’uomo non tocca i tesori di Zlatorog, bellezze naturali di notevole valore, conservate per noi nel Parco Nazionale del Triglav.”

6 commenti:

  1. frivoloamilano6 maggio 2009 20:05

    Complimenti Luca, questa foto è davvero splendida: Zlatorog esiste davvero!ciao

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  2. montagnesottosopra6 maggio 2009 23:05

    Zlatorog esiste davvero. E' dentro di noi, l'eterna lotta del bene contro il male. La durezza della montagna a volte serve a conservarne i segreti e le bellezze dall'avidità dell'uomo.Ciao

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  3. montagnesottosopra7 maggio 2009 00:05

    Caro Alpinauta, lo Zlatorog esiste davvero e non è solo quello della birra di Lasko Brewery :cheers: :cheers: Purtroppo a volte pochi uomini, solo avidi, che non c'entrano nulla con la montagna la cancellano con tutti i suoi segreti. Per la massa.Mandi Luca e Marisa

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  4. Luca l'Alpinauta writes:per fortuna ci sono ancora pochi uomini "avidi" di montagna.. e essa rimane ancora avventura.. fuga dall'avidità della massa

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  5. giovanni writes:mio nonno mi raccontava le storie del mitico camoscio bianco... e penso proprio che se le inventasse di sana pianta; ma poi mi addormentavo, sempre

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  6. montagnesottosopra7 maggio 2009 15:05

    Ciao Giovannisi vede allora, che anche tu stai dalla parte di Zlatorog.:D :D :D Mandi Luca

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