lunedì 25 agosto 2008

ELOGIO DELLA LENTEZZA: non tutte le domeniche sono uguali. parentesidel cammino .

domenica 24 agosto 2008

Le domeniche non sono tutte uguali. In attesa del più temuto lunedì dell’anno, quello della ripresa del lavoro contornato dalla fretta, dai mille impegni, ci siamo dedicati una domenica speciale. 
In realtà avevamo una mezza idea, ma poco convinta di fare i nostri soliti “quattro passi”. Mi sono alzato alle 6.30 e pioveva ancora, così come verso le 8 e allora, abbandonato qualsiasi idea “sottosopra”, anche se sapevo che il sole sarebbe spuntato vincitore, in attesa che Morfeo molli la presa su Marisa ho approfittato per riflettere e per dare un po’ di ordine al mio tempo. Oggi giornata lenta ….. (poi CAI in friulano significa lumaca). ...

Quindi con assoluta lentezza andiamo a gustarci un po’ di paesaggi in Val Trenta che poi tutto sommato non è così male. Piano piano risaliamo la strada per Bovec fermandoci ad ammirare le cascate del Boca.


Risaliamo il greto del torrente tra roccette senza tempo e a passo lento, osservando gli angoli, dando nomi agli alberi e ai fiori, guardiamo poi le Alpi Giulie da un’altra prospettiva, magari seduti su una panchina. Ci rinfreschiamo l’anima e il cuore con l’acqua fresca di una sorgente, lasciando affiorare i nostri pensieri involontari, quelli che vengono fuori da soli dalla mente, senza tempo ne tabelle di marcia. E così il Triglav, il Mangart, lo Jalovec, il Razor, il Canin e il Monte Nero diventano punto focale dei nostri sguardi. Lascio anche che vecchi ricordi sbiaditi affiorino nella mia mente raccontando a Marisa qualche mia vecchia storia su queste montagne.


Più vicini a immensi desideri ammiriamo questi teatri della natura da dietro le quinte, anzi, da spettatori lenti, così lenti da non perderne i particolari perché la lentezza stimola, è inutile negarlo. Non serve a nulla oggi, agitarsi con frenetiche “corse su per i monti” per un fine che poi è fine solo per se stesso.
Elogiando il lento procedere recuperiamo un po’ di valori e scopriamo ciò che spesso, anche sui monti, la fretta impedisce di vedere. Per un attimo facciamo tesoro dello sguardo di Kugy cercando di rubarne i
pensieri.


Questo ci permette di riprendere il cammino con nuove consapevolezze.

2 commenti:

  1. frivoloamilano26 agosto 2008 18:08

    Bella la Val Trenta, lo spirito di Julius Kugy lo senti in tutto ciò che ti circonda. Bello il tuo elogio alla lentezza...proviamoci,nella vita di tutti i giorni a soffermarci, a considerare l'altro, proviamoci a non farci stritolare, a fare a meno dell'orologio...è dura, lo sò....ma dobbiamo tentare...R A L L E N T A R E è obbligatorio se vogliamo salvare noi stessi e questa terra!!frivoloamilano

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  2. montagnesottosopra27 agosto 2008 14:08

    Non è possibile certamente sopravvivere ai ritmi fuori di senno della vita. Allora ogni tanto facciamo come dici tu, ci proviamo. Ritagliamo un pò di spazio dalla scena per farcelo nostro. In questo caso le Alpi Giulie. La più grande conquista, la più grande vetta raggiunta,senza tempo, anzi con tutto il tempo che vuoi e per la via che ti piace di più. Ognuno per la sua via più "normale".Luca

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