lunedì 28 aprile 2008

VAL ROSANDRA: una bella escursione tra le rocce dei famosi alpinisti triestini .

Sabato 26 aprile 2008 Giovanna e Marco, Elena e Giovanni, Marisa e Luca

Sull'altura che domina la valle sorgeva, un tempo ormai lontano, un castello abitato da una bellissima principessa di nome Rosandra. La fama della sua beltà aveva raggiunto ogni angolo della terra e dai regni più lontani giungevano principi e cavalieri a chiedere la sua mano.Ma Rosandra preferiva correre e giocare lungo i sentieri della sua valle.Un giorno incontrò un giovane cavaliere, venuto per vederla, e se ne innamorò. Ma poiché il bel cavaliere doveva compire un'impresa in una terra lontana, i due si scambiarono amore eterno e la promessa di matrimonio. Purtroppo la nave che lo doveva condurre laggiù affondò e finì in fondo al mare. Quando Rosandra seppe di quella triste fine impazzì dal dolore e la clemenza del cielo la tramutò in pietra. Ma quelle lacrime disperate scorrono ancora ed alimentano il torrente che ha acquisito il suo nome. ...

Sempre in compagnia dei carissimi amici di “Suimonti” decidiamo per una escursione un po’ inusuale, che però alla fine si rivelerà una bellissima sorpresa. Percorriamo la Val Rosandra in lungo e in largo per una decina di chilometri ed oltre e circa 700 mt di dislivello (tanto per lasciar riposare la mia caviglia che mi sono massacrato domenica scorsa). Partiti da Draga S.Elia dietro la trattoria da Mario attraversiamo praticamente tutto il comprensorio di questa magnifica vallata, meta di escursioni naturalistiche, speleologiche e anche (udite, udite) alpinistiche. I paesaggi che ci si presentano sono un susseguirsi di spettacolari dirupi, boschi, ghiaioni, pareti a strapiombo sul torrente Rosandra, viste panoramiche sul golfo di Trieste. Tutta la vallata è un piccolo paradiso di pietra, dove si possono ammirare numerose specie di fiori, ascoltarne i profumi sospinti dal vento, ascoltare il suo canto tra le rocce, un alternarsi di strapiombi e risalite su ghiaie, antichi borghi e estesi boschi incantati.
Doveroso è anche ricordare l’aspetto sportivo di queste pareti meta e scuola di numerosi alpinisti triestini tra i quali il più famoso è senz’altro Emilio Comici a cui è dedicato un cippo su una roccia in posizione dominante sulla vallata.
Lo sviluppo dell’itinerario necessita di una buona conoscenza dell’ambiente in quanto la vallata è attraversata da un dedalo infinito di tracce e sentieri; saliamo quindi seguendo il n.1 il Monte Stena per scendere poi a S.Lorenzo con la sua chiesetta e poi ancora giù, si attraversa dapprima una strada e poi il tracciato della vecchia ferrovia e poi passando a fianco dei ruderi del castello di Mocco’ per il n.15 fino al Rifugio Premuda. Da dietro il rifugio tralasciando dopo poco le indicazioni del sentiero dell’amicizia riprendiamo a salire ripidamente per ghiaioni dall’aspetto tipicamente alpino per il sentiero n.1(37) per circa 350 mt che ci porta in un’oretta sulla vetta del monte Carso. Poco prima della vetta si attraversa un cencia protetta da vegetazione dove si trova la cavità di Mejina Jama con le antiche iscrizioni “Gemeinde Dolina 1819 “ e Gemeinde Bolunz” 1819 confine tra due comuni. Evitando la cima vera e propria si segue il n.46 che ci porta su una radura panoramica ai limiti dei boschi che passa sopra ai pendii appena percorsi per immergersi in un bosco di roverelle. rigeneriamo un po’ in discesa fino ad un bivio dove seguendo il segnavia 25 raggiungiamo l’ardito sperone del Cippo Comici eretto in memoria del famoso alpinista morto in Val Gardena durante una discesa. Seguendo il percorso in cresta si scende per terreno friabile e detritico fino alla chiesetta di S.Maria in Siaris, per poi raggiungere abbastanza comodamente la base del crinale che ci riporta sul sentiero proveniente dal rifugio Premuda che si collega a Bottazzo. Qui in totale rilassamento si può ammirare il sottostande canyon e la cascata alta una ventina di metri formata dalle acque del torrente Rosandra. Sorpassiamo in breve Bottazzo e dopo un’ultima sfiancante ma breve salita di altri 150 mt raggiungiamo il vecchio tracciato della ferrovia che ci porta in una decina di minuti a Draga S.Elia.
Come si conviene e per non lasciarci così come “cani” ( Kugy e Boom non c’entrano) tappa a Kozina da Mahnic per grigliata mista con birra artigianale . Anche per oggi abbiamo riempito il cuore e lo spirito.


piccolo gruppo "Suimonti" Marco, Elena, Giovanni, Giovanna, Marisa, Luca




Per i dettagli tecnici dell'escursione , altre bellissime foto , traccia Gps e scheda stampabile vi rimando alla sezione "escursioni" di Marco su http://www.suimonti.it

1 commento:

  1. Marco writes:

    Inaspettatamente bella la Val Rosandra....ottima la compagnia....spettacolare il modo di Luca di tramutare in parole le sensazioni di ogni escursione, ma.......ineguagliabile la birra di Mahnic! Grazie!

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