domenica 4 novembre 2018

il camoscio


Salgo il costone tra le rocce e l'erba, tracce di animale e tracce di uomo sulla terra umida della mattina presto, un po fuori sentiero. 


Su uno sperone intravedo l' amico che con la mano mi fa un cenno di saluto. Poi con un gesto mi fa segno di fare piano, di attendere un attimo prima di raggiungerlo. Ricambio il saluto riconoscendolo subito, tenendomi basso salgo a ridosso del bosco facendo attenzione a dove mettere mani e piedi e a non fare il minimo rumore. 
Poco sotto, tra i rami, i colori e le rocce l'incontro sperato con la natura. Sapeva di essere visto, ma per pochi minuti che sembravano eterni, è rimasto li steso sui sassi sotto un timido sole autunnale. 



Stava in allerta, le narici umide in ascolto del vento a percepire l'odore, pronto a sentire il pericolo. Ci dobbiamo tenere alla giusta distanza, che non deve essere superata sapendo che la creatura è in grado di cogliere ogni minimo rumore senza esitare a mettersi repentinamente in fuga.


Resta lì immobile, si concede fino a quando queste regole non vengono infrante. Ha incrociato lo sguardo con il mio, poi dopo aver salutato l'aria è andato via, nel bosco, danzando silenziosamente su magici cuscinetti



A noi resta il difficile compito di far parlare la natura senza disturbarla .

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