domenica 3 dicembre 2017

VAL BARTOLO da fiaba



Attorno a noi regna il silenzio ovattato della neve, nel freddo gelato, sulla strada che sale alla Val Bartolo solo il rumore delle acque che scorrono sotto i ponticelli dalle sponde in legno, in un paesaggio trasformato. Stiamo in silenzio allora ad ascoltare ….......


Un'oretta e qualcosina sono il necessario per percorrere questo primo tratto, respirando fino a riempire i polmoni del sapore d'inverno che quest'anno è inaspettatamente arrivato prima. Nella stretta valle che risale a fianco del rio tutto sa d'inverno, gli alberi ricoperti di cristalli, la terra che scricchiola sotto i piedi, la roccia dove si stanno formando i ghiaccioli, la mia barba. Dove il sole filtra si sente un po la differenza ma oggi è comunque una giornata freddina. 










Poi finalmente si arriva su, dove la valle si allarga, una strada la percorre tutta fino in fondo, di qua e di la numerose baite circondate da rigogliosi boschi ammantati candidamente d'inverno. Pace e silenzio si assaporano procedendo in questo luogo da fiaba.
















Quando la valle si esaurisce una pista procede in direzione di Sella Bartolo, verso il confine con l'Austria, dove il fitto bosco nasconde la vista verso le vallate. Una breve sosta presso una baita prima di decidere il da farsi. Due soluzioni possibili, da una parte si può salire al Capin di Ponente e scendere per Sella Canton raccordandosi con la strada per la Val Bartolo, dall'altra si va verso la piramide innevata dell'Acomizza e volendo scendere per la forestale di Cima Muli. Entrambi le soluzioni sono affascinanti con la neve e offrono bellissime panoramiche sulle Alpi Giulie, ma discretamente lunghe. Senza velleità, con un occhio all'orologio optiamo per la seconda, anche perchè è molto più rassicurante vedere nella neve la traccia di qualcuno che ci ha preceduto.




Il segnavia austriaco 403 abbandona la strada, sale immergendosi nel fitto bosco, imbiancato di neve e ricamato di cristalli di ghiaccio. Il silenzio governa sovrano, solo il rumore di ciaspole che affondano nella neve candida. Dopo un tratto il sentiero sbuca nuovamente su una pista forestale che sale. 







Seguendo la traccia procediamo, un tornante, un lungo tratto rettilineo in leggera salita e sbuchiamo in spazi sempre più aperti dove fa bella mostra di se la mole dell'Osternig che spunta sopra i bianchi abeti del bosco. Due escursionisti scendono, hanno tentato di raggiungere l'Acomizza battendo neve fino alle ginocchia ma poi hanno rinunciato. Stessa cosa faremo noi …...









Ci fermiamo nel ripiano prativo sulla linea di confine ( credo sia Malga Cavalli) a goderci lo spettacolo del paesaggio incantato, sulle panche di una piccola baita con tettoia facciamo sosta, mentre la temperatura sta decisamente scendendo. Risaliamo brevemente i prati fino al punto più alto dove sull'opposto versante si spalanca la vista sulle Alpi Giulie, dal Mangart allo Jof Fuart, affascinati dallo spettacolo della montagna invernale.








Do una occhiata alla cartina e alla traccia per accorgermi che i chilometri percorsi son più di 10 e altrettanti dobbiamo fare per tornare giù. E' quindi giunto il momento di scendere, anche perchè il sole, pur essendo ancora alto all'orizzonte, non scalda più e il freddo “cricca” decisamente. Ancora bosco quindi, poi la Val Bartolo con il suo presepe di baite e fienili, poi la strada.






Scendiamo noi e scende anche il sole che ci fa il suo ultimo regalo incorniciando una giornata stupenda.




Prima il Mangart che si intravede tra i rami del bosco si tinge di rosa, poi, per pochi minuti, giusto al nostro arrivo a Camporosso, tutto il cielo si incendia. Un tramonto spettacolo sulle Giulie infuocate

4 commenti:

  1. Da fiaba e fiabesco, silenzioso..... affascinante.
    Alcune foto hanno un gioco di ombre e luci molto suggestivo. Chiudi gli occhi e vedi il Natale che si avvicina.
    Buon Natale a voi Luca e Marisa. Possa portare con sé serenità e armonia.
    Ciao. Decimo e Giuliana

    Ps Nonostante i tuoi sforzi nel mostrare luoghi e situazioni incantevoli continua a non piacermi camminare sulla neve, ma tu insisti, sai come si dice: chi la dura la vince!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Decimo, Buon Natale anche a te e Giuliana !

      Camminare nella neve non è comodo e si fa fatica, specie quando non c'è la traccia, ma la fatica, tra le tante non è che una delle sensazioni che si prova :-)

      Elimina
  2. Ciao Luca, Buon Natale e Felice Anno Nuovo a te e a tutta la tua famiglia....

    RispondiElimina