sabato 5 gennaio 2013

KOLOVRAT: sul sentiero della Pace

La strada provinciale sale da Ponte San Quirino al Passo Solarie, numerosi borghi e piccole frazioni si alternano a tratti di bosco fitto e incontaminato, territorio montano unico e affascinante. Le Valli del Natisone da una parte, la Valle dell’Isonzo dall’altra, nel mezzo il Kolovrat, con il suo lungo “altipiano”. Da una parte l’Italia, dall’altra la Slovenja, nel mezzo la linea di confine.

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L’auto di Flavio sale, con tranquillità, ci porta tutti al Passo Solarie. Pensare che poco meno di un centinaio d’anni fa questa splendida piccola porzione di terra fu coinvolta in una delle più grandi tragedie della prima guerra mondiale sembra impossibile. Il posto è tranquillo, i panorami favolosi.
Il rifugio sembra godere il riposo della mattina. Eppure proprio qui, sulla dorsale del Kolovrat, sulla linea di confine ebbe inizio la “disfatta di Caporetto”.
Ora c’è un museo all’aperto, le trincee della terza linea di difesa Italiana, qui stava la 2° armata quando il 24 ottobre del 1917 l’esercito austro-ungarico con un attacco a sorpresa si lanciò alla conquista delle cime e della pianura Friulana.
Come altre volte quando facciamo escursioni sui sentieri della memoria, lo facciamo con rispetto, senza disturbare. Si parte dal Passo Solarie, superando il monumento a Riccardo di Giusto nei pressi della vecchia guardiola di confine, poi dopo pochi metri abbandoniamo la strada per risalire il pendio che ci porta sulla prima delle quattro “vette” che oggi raggiungeremo. Uno strappo di un paio di centinaia di metri e mentre le Marise se la prendono con calma io e Flavio siamo in cima al Klabuk/ Na Gradu a fare il timbro, firmare il libro di vetta.

















“Poti Miru”, Sentiero della Pace. La pace, è quella tra i popoli, ma oggi è anche quella di una dolce escursione, a godere di incredibili panorami sulle montagne della Slovenia da una parte e sulle Valli del Natisone velate dall’inversione termica dall’altra.
Siamo entusiasti, procediamo davvero sereni, seguendo le tracce di sentiero, prima ad ammirare le postazioni di difesa, ben conservate e ristrutturate, poi superato il Passo Zagradan saliamo sulla vetta del Monte Piatto, anzi sulle vette del Monte Piatto, la est e la ovest(Trinski Vrh).





















Ancora in primo piano il Krn meglio conosciuto come Monte Nero, con tutta la sua dorsale di monti innevati sopra Tolmino. Lontano, sopra la cresta dello Stol appare il gruppo del Canin, a sinistra il mio caro Mataiur.







La dolce dorsale procede quasi in falsopiano, comunque i saliscendi sono quasi impercettibili, per la gioia delle nostre signore, ma sinceramente anche nostra. Temperatura mite, assenza di vento, paesaggi rilassanti e buona compagnia fanno di questa semplice escursione un giornata da ricordare.











Il bivacco Zanuso ci accoglie per una bella sosta, un po’ di the e un bel panino al sole e poi ci tocca l’ultimo “sforzo”, la salita alla cima del Monte Nagnoj per la foto di vetta.





















Mentre torniamo indietro chiudendo un bell’anello, non posso far a meno di pensare che l’escursione al Kolovrat è una escursione che non può mancare, dall’alto dei suoi poco più di mille metri, all’estremo confine orientale, dal Klabuk al Monte Kuk domina le Valli del Natisone e la Valle dell’Isonzo. Regala, specie con il tempo di oggi, orizzonti lontani, cieli azzurri striati di nuvole, straordinari e suggestivi ricordi di guerra, adatta a tutti, a chi non vuole fare troppa fatica ma anche a chi soprattutto ama la montagna in tutti suoi aspetti, nella sua magica bellezza, nella spontaneità dell’andare con la mente e l’anima a percorrere i sentieri a raggiungere anche semplici cime, alla ricerca di quello spazio che sta dentro ognuno di noi e che spesso non riusciamo a tirar fuori.
Ripensando ai sorrisi che ci hanno accompagnato durante la giornata sono convinto di questo, è l’effetto, la trasmissione di un messaggio rigenerante che nel caos della città perdiamo e che la montagna ci restituisce con i suoi colori, con i suoi silenzi, con i suoi profumi. Sul sentiero della pace sentiamo l’invito a far pace, specie con noi stessi.



Assieme a Flavio e Marisa 5 gennaio 2013 - alcune foto sono di Flavio Molinaro

6 commenti:

  1. frivoloamilano10 gennaio 2013 22:01

    Non sempre e non solo, sono le cime aspre ed alte a dare la maggiore soddisfazione; anche modeste elevazioni possono farlo. Così è stato con questa camminata, semplice e piacevole...e noi, insieme, ne abbiamo colto l'essenza pacata e rilassante...verrà il tempo della "lotta con l'Alpe"!!!! ;)

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  2. hai messo delle foto che oltre ad esser belle sono definite come non mai, giornatona o hai cambiato qualche cosa?Saluti a tutti

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  3. montagnesottosopra11 gennaio 2013 22:01

    Originally posted by frivoloamilano:Non sempre e non solo, sono le cime aspre ed alte a dare la maggiore soddisfazione; anche modeste elevazioni possono farlo. Così è stato con questa camminata, semplice e piacevole...e noi, insieme, ne abbiamo colto l'essenza pacata e rilassante...verrà il tempo della "lotta con l'Alpe"!!!! ;)

    hai ragione, alla fine non è la cima che conta ma "l'orizzonte" che c'è dietro.:) !

    Mandi

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  4. montagnesottosopra11 gennaio 2013 22:01

    Originally posted by lor74cas:hai messo delle foto che oltre ad esser belle sono definite come non mai, giornatona o hai cambiato qualche cosa?Saluti a tutti

    Ciao Lorenzo, la macchina è sempre quella ( verserò una lacrima quando la cambierò). Ho solo cambiato modo di regolare il contrasto e il bilanciamento del bianco. Il resto è giornatona....:D !

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  5. giovanni writes:tutte le belle foto vengono al pettine. puntate in alto quest'anno... bene cosi'! mandi sotsore

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  6. montagnesottosopra18 gennaio 2013 23:01

    Originally posted by anonymous:giovanni writes:tutte le belle foto vengono al pettine. puntate in alto quest'anno... bene cosi'! mandi sotsore

    Ciao Giovanni.
    l'importante è avere............ degli obiettivi ( :D :D :D buona questa !)

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