sabato 10 settembre 2011

CIME CASTREIN

Flavio e Luca sabato 10 agosto


Nel gruppo dello Jof Fuart, tra i profondi solchi della Forcella Lavinal dell’Orso e la Forcella Mosè, un grande corpo roccioso culminante in due vicine cimette risponde al nome di Cime Castrein. Tra gole e pareti rocciose saliamo su queste montagne ricche di storia, dove su splendide terrazze si possono godere magnifiche viste sulle Alpi Giulie e la piramide luminosa dello Jof Fuart appare in tutto il suo splendore.


 

Un ‘escursione decisa da tempo, con l’amico Flavio. Si trattava solo di mettere a punto alcuni dettagli e poi una volta deciso eccoci di nuovo assieme sulle Alpi Giulie.
Tra i diversi itinerari di approccio alle cime scegliamo uno piuttosto lungo , ma decisamente interessante e remunerativo, anche se presuppone un po’ di fatica, ma ne vale proprio la pena.
Altipiani del Montasio. La prima ora di avvicinamento passa per le malghe: Casera di Mezzo, Casera Larice e Malga Cregnedul. Da una parte il Montasio, con la sua aria maestosa fa da sfondo possente, dall’altra gli occhi possono spaziare più lontano, verso il gruppo del Canin e l’altipiano carsico del Foran del Muss e indugiare sul foro del monte Forato e su tutta la sequenza di pareti.





La passeggiata iniziale e rilassante si esaurisce a malga Cregnedul, dopo di che si inizia a salire in direzione del Modeon del Buinz e della cima della Puartate per poi piegare a destra, destinazione Passo degli Scalini.
Anche stavolta, come sul Cimone, il caldo soffocante ci mette alla prova. Io sono tormentato da un principio di virus influenzale che mi tormenta la gola, tanto che il giorno prima ero molto indeciso. Ma non potevo mancare ad un appuntamento desiderato e così si tiene duro, forti di un senso che a molti può apparire privo di importanza o irrilevante, ma che io preferisco definire inconfondibile, che solo la natura con le sue varie sfaccettature può dare.
C’è una certa sintonia con Flavio, il procedere è piacevole e i nostri passi mantengono un discreto ritmo. Ci conosciamo e sappiamo quando si può andare e quando è il momento di fermarsi e così tutto diventa serenamente gratificante. Superato lo spallone si esce dal bosco dove inizia il lungo traverso sotto il Monte Cregnedul che ci porterà al Passo degli Scalini. Lo spazio aperto ci regala ancora una volta grandi visuali e i nostri occhi come diaframmi magici scattano, perforando il controluce verso le cime lontane del Mangart e dello Jalovec e giù verso la valle del Rio del Lago..





La croce al Passo degli Scalini ci accoglie, dopo circa due ore e mezza dalla partenza, sotto un cielo azzurro decorato dalle nuvole. Dall’altra parte ci appare uno dei posti secondo me più belli delle Alpi Giulie. La grandezza dello Jof Fuart, un trono contornato da una corona di cime minori, svetta sulla valle del Rio del Lago. Sulla sinistra le nostre Cime Castrein, la parete delle Gocce, il campanile di Villacco, dietro una schiera di pinnacoli, guglie e torri e poi sotto, al centro della conca il rifugio Corsi.
Ci fermiamo per una discreta sosta, anche perché la vista dall’intaglio del passo è davvero magnifica. Siamo carichi di entusiasmo e già pregustiamo il grande dipinto della natura che dalle cime sarà in primo piano, con noi spettatori silenziosi di questi spazi dalla bellezza senza paragoni, con il “Mons Fortis” sopra di tutto.





Breve discesa e poi, sempre spinti dalla curiosità raggiungiamo Forcella Lavinal dell’Orso. La forcella è una sorta di porta di accesso, un valico, da sud si raggiunge per comodo sentiero lungo un bel valloncello erboso e ghiaioso, mentre a nord precipita in un ripido canale verso il bivacco Mazzeni e l’alta Spragna. Il gruppo del Montasio separato dal gruppo dello Jof Fuart, qui termina il sentiero Ceria Merlone e inizia l’Anita Goitan.









La salita si fa interessante, il sentiero erboso è ripido sugli strapiombi e richiede un po’ di attenzione e passo sicuro. Man mano che si sale si sente la fatica ma le viste sulla grande bastionata rocciosa del Monte Cregnedul e della Cima della Puartate regalano forti emozioni e ci stimolano invitandoci a proseguire e poi il più bello deve ancora venire.
Il fianco erboso delle Cime Castrein alterna tratti ripidi a traversi dove la pendenza si attenua un po’ concedendoci di riprendere fiato e di godere ancora di altre grandi viste sulle lontane Giulie slovene, con il Triglav che svetta in cielo apparentemente velato dalla foschia.
Poco prima di un breve tratto protetto da un cavo metallico noto un ometto di sassi ma non gli do importanza perché il sentiero procede a destra verso un pulpito roccioso e così ci sfugge la deviazione che porta alla selletta che da accesso alla scalinata delle cime orientali.











Arriviamo quindi sul punto più alto dell’escursione, una splendida terrazza naturale. Prima di una lunga sosta, perlustriamo la zona attorno, resti di trincee, camminamenti, esili cenge che portano a veri e propri nidi d’aquila, capisaldi austriaci durante la prima guerra, ora lasciati andare, con i soli stambecchi a fare da custodi.
Ignari di aver mancato il vero accesso alla cima cerchiamo invano un passaggio sulle rocce per scendere alla sella tra le cime e poi risalire l’ardita scalinata delle cime orientali. Il passaggio non lo troviamo, arriviamo sulla cresta dell’antecima dove si può davvero ammirare da un punto strategico la scalinata in pietra esposta sulle pareti e gli ingressi delle gallerie che portano in cima. Dopo un po’ di tentennamenti decidiamo di desistere, dovremmo scendere una paretina di una decina di metri esposta e friabile e di sicuro non è quella la giusta direzione. La cima è li a portata di mano e il fatto un po’ disturba, ma non sappiamo di aver sbagliato.
L’imprevisto ci toglie l’emozione, il premio finale dopo la fatica, soprattutto perché inaspettato, del raggiungimento della vetta e di gustarci il panorama. Ma scendere di lì, fuori percorso, su roccia friabile non ha alcun senso e così decidiamo di rinunciare. D’altronde il nostro rapporto con la montagna è fatto anche di questo. Momenti preziosi, dove nella rinuncia si impara ad agire meglio e a dare la giusta misura a tutte le cose.
E in men che non si dica ci ritroviamo rilassati al sole, con un bel panino in mano e un gran sorriso sui nostri volti e dopo un po’ (ci vuole un po’, però) per nulla scocciati. Anzi comunque soddisfatti per la gran giornata. E manca ancora un bel pezzo di questo splendido itinerario. Poi a casa rileggendo la relazione mi viene in mente l’ometto, ma la traccia non era molto visibile.
Bellissime da quassù le viste sullo Jof Fuart e sul Montasio.














La discesa sull’altro lato delle cime si svolge su ripido sentiero, con tratti esposti e friabili che richiedono in alcuni punti un po’ di attenzione in più, ma niente di difficile. Un po di ripide serpentine, tratti detritici e qualche breve attrezzatura e siamo alla base della forcella Mosè dove ancora ci sorride il Montasio, mentre sopra di noi svetta lo strano monolite di roccia. Il sentiero scende nel canalone districandosi benissimo tra le rocce e ci porta giù al bel rifugio Corsi, dove Cristiano ci accoglie sempre gentile.














Necessita una bella rigenerazione e poi via per il sentiero costeggiando l’Ago di Villacco e la parete delle Gocce. La strada è ancora lunga per gli altipiani ma per fortuna dopo l’ultimo strappo per il Passo degli Scalini è tutta discesa fino a Malga Cregnedul.
E intanto si avvicina la sera. Un’altra sosta alla malga. La giornata è filata via e i nostri animi sono soddisfatti, si capisce dalla serenità che ci ha fatto compagnia. Un gran bel percorso, oltre una ventina di chilometri, un po’ di fatica per il discreto dislivello e per il caldo, ma posti così in giro ce ne sono davvero pochi.







Ci incamminiamo al tramonto verso gli altipiani del Montasio, le cime vengono dipinte dai colori rossi arancio e viola della luce calda della sera che accarezza le rocce. L’aria è fresca e la luna diffonde il suo alone mentre il cielo assume rare tonalità. Momenti magici. Poi quando il sole scende dietro le pareti del Cimone tutto si spegne, solo la Luna e il suo pallido richiamo, mentre il Montasio si addormenta.







Buona giornata Flavio, da non dimenticare e …………alla prossima.

(alcune foto sono state scattate da Flavio Molinaro)

14 commenti:

  1. Grazie Luca, mi hai fatto rivivere una giornata riccca di fatica,sudore, allegria ed emozioni. Ne sono certo, nuovi percorsi ci attendono, e sarà bello percorrerli in tua compagnia ;)

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  2. montagnesottosopra23 settembre 2011 23:09

    Originally posted by frivoloamilano:Grazie Luca, mi hai fatto rivivere una giornata riccca di fatica,sudore, allegria ed emozioni. Ne sono certo, nuovi percorsi ci attendono, e sarà bello percorrerli in tua compagnia :up: grazie anche a te. Aprirò la carta delle Giulie e punterò il dito allora....... :)

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  3. montagnesottosopra27 settembre 2011 00:09

    Originally posted by anonymous:Anonymous # Monday, September 26, 2011 10:05:37 PMLuca l Alpinauta writes:certo che Flavio col baret sembra jim bridwell in yosemite! bel giro, uno dei prossimi in programma anche per noi!Beh, i baffi son quelli:D . Il giro poi secondo me, partendo dagli altipiani è davvero molto bello.:up: Mandi Alpinauta

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  4. Luca l Alpinauta writes:certo che Flavio col baret sembra jim bridwell in yosemite! bel giro, uno dei prossimi in programma anche per noi!

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  5. giovanni writes:che bello leggere la vs amicizia. ciao luca

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  6. Fab writes:Se vi può consolare anch'io ho fatto questa cima quest'anno e ho preso il sentiero sbagliato. Poi sono tornato indietro e ho preso quello con l'ometto ( tutt'altro che agevole su ripidi verdi ) per scoprire alla fine scendendo che quello giusto era un comodo sentiero non segnalato non facile da vedere. Non sono favorevole ai bolli rossi ovunque ma almeno una freccia quando ci vuole si può anche mettere.Gran bella cima comunque.

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  7. montagnesottosopra28 settembre 2011 23:09

    Originally posted by anonymous:Anonymous # Wednesday, September 28, 2011 9:11:24 AMgiovanni writes:che bello leggere la vs amicizia. ciao lucaCiao Giovanni. Certo la montagna unisce e molte volte la pensiamo allo stesso modo, il passo è allineato e poi ...... ci divertiamo.:up:

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  8. montagnesottosopra28 settembre 2011 23:09

    Originally posted by anonymous:Anonymous # Wednesday, September 28, 2011 8:45:18 PMFab writes:Se vi può consolare anch'io ho fatto questa cima quest'anno e ho preso il sentiero sbagliato. Poi sono tornato indietro e ho preso quello con l'ometto ( tutt'altro che agevole su ripidi verdi ) per scoprire alla fine scendendo che quello giusto era un comodo sentiero non segnalato non facile da vedere. Non sono favorevole ai bolli rossi ovunque ma almeno una freccia quando ci vuole si può anche mettere.Gran bella cima comunque.Per questa cima ci siamo proprio ispirati alla tua relazione, solo che dopo averla letta la sera prima, l'abbiamo lasciata a casa e all'altezza dell'ometto o eravamo distratti o sinceramente un pò stanchi e non ci abbiamo fatto caso. Il fatto che poi il sentiero per la cima sia mal segnato a posteriori penso sia appositamente voluto, per evitare un pò di problemi :confused: Ciao e grazie del passaggio

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  9. Fab writes:Forse hai ragione...Se interessa ho postato sul sito le foto della salita ( si erano perse nei meandri del computer... ).http://thedharmabum.altervista.org/portale/?q=node/101Ciao e buone salite ( speriamo che l'estate continui ancora per un po' )

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  10. dopo aver visto le foto non saprei davvero cosa aggiungere...TUTTO MERAVIGLIOSAMENTE SPLENDIDO...grazie ancora che mi mostriate la terra a cui mi sento particolarmente legato...mandi

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  11. montagnesottosopra30 settembre 2011 22:09

    Originally posted by anonymous:Anonymous # Thursday, September 29, 2011 6:46:39 PMFab writes:Forse hai ragione...Se interessa ho postato sul sito le foto della salita ( si erano perse nei meandri del computer... ).http://thedharmabum.altervista.org/portale/?q=node/101Ciao e buone salite ( speriamo che l'estate continui ancora per un po' )ho dato una occhiatina alle foto . Ce ne sono parecchie interessanti , speravo qualcosa in più sulla scala in pietra per capire cosa ci siamo persi. Ci c'è stato mi ha confermato che sono un pò ostiche .

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  12. montagnesottosopra30 settembre 2011 22:09

    Originally posted by Highlanders:FabioHighlanders # Friday, September 30, 2011 7:34:23 PMdopo aver visto le foto non saprei davvero cosa aggiungere...TUTTO MERAVIGLIOSAMENTE SPLENDIDO...grazie ancora che mi mostriate la terra a cui mi sento particolarmente legato...mandiè giunta l'ora che tu ti faccia vedere da queste parti no? :yes:

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  13. montagnesottosopra4 ottobre 2011 13:10

    Originally posted by lor74cas:Luca Skywalker + Hobby One http://www.guerrestellari.it/gallery/zoom.php?id_img=1393Mitico duo!......e che la forza sia con te ! :D

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