domenica 24 luglio 2011

LA NEBBIA E LA CRETA: la valle di Aip

Marisa e Luca 17 luglio 2011

Cosa spinge talvolta l’essere umano a camminare verso l’alto anche quando il meteo non è dei migliori? è quella voglia di ritrovare se stessi, quell’allontanarsi dal mondo cittadino falsato, alla ricerca del distacco, verso il naturale, l’autentico e il genuino procedere della mente. 
Si ritrova il gusto naturale della concentrazione, dell’inconsueto, dell’utilizzo dei sensi, accentuato oggi dalla nebbia e dal vento, nella bellissima valle di Aip.


 

Risaliamo la valle del torrente Chiarsò ( quello della forra di Las Callas ), fino ad arrivare con la stretta e tortuosa rotabile sugli ameni pascoli del Cason di Lanza. “Ricca di acque, ammantata di abetine e pascoli ubertosi, dolce nel suo rilievo, circondata da monti dall’aspetto assai vario, che offrono grande interesse e panorami incantevoli, la conca di Lanza non sarà mai abbastanza raccomandata come centro turistico” ( M.Gortani) .
Al nostro arrivo dobbiamo fare i conti con il freddo, le nuvole e il vento di una giornata non proprio ideale per salire una cima. L’idea sarebbe stata la via normale alla Creta di Aip o in alternativa alla Creta di Rio Secco, ma il tempo ci costringe a rivedere i nostri programmi e così decidiamo per un giro in quota fino al Bivacco Lomasti, sperando in caso di apertura del cielo di raggiungere almeno la seconda delle nostre mete, decisamente più facile.
Il cielo ci risponde con qualche spiraglio di azzurro, ma nulla di più mentre saliamo i dolci pascoli del Cason di Lanza in direzione di Sella Val Dolce e della base del canalone sud-ovest della creta di Aip che domina il paesaggio. Una successione di verdi valloncelli attraversati da rivoli e da un bel sentiero ci porta alla sella passando accanto alla grotta di Attila, una fenditura nella roccia da dove spunta un rivolo. “ Si dice che Attila passò di qui prima di invadere Aquileia e qui trovo una lancia magica in grado di infilzare più nemici in una sola volta, da qui prende il nome di Passo di Lanza” Leggende dei Carni




Dalla sella si potrebbe godere di splendidi panorami ma oggi non è così, una discreta vista verso la malga Rattendorf in Austria e verso la Valle del Gail e ci dobbiamo accontentare. Le nuvole basse avvolgono lo Zermula e la Creta di Lanza, mentre uno spiraglio di azzurro porta i nostri sguardi in direzione della Creta di Aip, attirandoci in quella direzione. Dalla sella procediamo lungo il crinale diretti alla base delle rocce e tra mughi, ontani e resti di trincee raggiungiamo il crocevia sotto il canalone. Un sentiero corre alla base della parete mentre sotto, fino ad ora nascosta da morbide ondulazioni, appare la valletta sospesa del catino di Aip, protetta da muraglie di calcare fasciate da ghiaioni che scendono fino al fondo acquitrinoso che caratterizza questo terreno. Sarà un piacere percorrere al ritorno la valle nel suo verdeggiante rivestimento di erba e fiori, in contrasto con le rocce carsiche.






L’ultimo azzurro se ne va, si alza il vento freddo e una nebbia a tratti impenetrabile e preoccupante sale dal basso fino a coprire tutto. Costretti dal tempo percorriamo il bellissimo sentiero sotto la creta incrociando successivamente l’inizio dell’Alta Via del Cai Pontebba, la via normale alla creta che evidentemente trascuriamo per oggi e l’attacco della ferrata “Crete Rosse”in direzione della Sella di Aip. Un vero peccato non poter ammirare l’unicità della rossastra colorazione calcarea che solo a tratti appare spettrale tra le nebbie in contrasto con le ondulazioni verdeggianti della sottostante valle.
Il sentiero è un continuo saliscendi tra i ghiaioni di splendide e inusuali tonalità e la nebbia a tratti molto intensa accentua la sensazione di isolamento, di procedere verso un posto che non è nessun posto, dove l’essenziale prende il posto del materiale confinandoci in un ambiente di intima atmosfera.





La nebbia oggi fa da sottofondo, come uno schermo, al di là del quale si intravedono le sagome della montagna e della natura. Noi siamo ospiti, spettatori di un film già visto, ma comunque sufficiente al nostro spirito. Oggi abbiamo percorso un sentiero parallelo, una traccia che non ci consente di guardare il cielo da vicino ma di poterlo immaginare e sentire con tutte le sue caratteristiche.







Alla Sella di Aip ancora nebbia, ma la montagna oggi non è solo questo. Violento è il vento che da prova di se sulla cresta, portando giù la temperatura e anche il nostro sano volo pindarico. Il monte Cavallo e la Creta di Rio Secco sono immersi nel grigio e una salita sarebbe inutile per cui decidiamo di ripiegare verso il bivacco Lomasti, accontentandoci per oggi di aver assaporato lo stesso l’essenza di montagna.









Dopo la sosta, la discesa per l’articolata pietraia fino al fondo del catino della Valle di Aip che si presenta a noi splendidamente fiorita.








Superata la sella senza nome scendiamo in Val Dolce, verso l’omonima casera e poi ancora trai i fiori siamo di ritorno al Cason di Lanza dove una fetta di strudel non ce la toglie nessuno.



9 commenti:

  1. E le ciaspe? Con quel freddo magari potevano servire da un momento all'altro.

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  2. montagnesottosopra24 luglio 2011 12:07

    :lol: :lol: :lol: Mancava poco. Ad un certo punto alla Sella di Aip ho dovuto prendere Marisa che se no volava via con il vento :whistle:

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  3. frivoloamilano24 luglio 2011 12:07

    Una giornata non proprio estiva scaldata però dal calore delle vostre sensazioni. Belle parole che ci fanno vedere quello che dalle nebbie viene nascosto.:)

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  4. montagnesottosopra24 luglio 2011 13:07

    Originally posted by frivoloamilano:Una giornata non proprio estiva scaldata però dal calore delle vostre sensazioni. Belle parole che ci fanno vedere quello che dalle nebbie viene nascosto.Meno male che c'era anche il vento forte a coprire quello che Marisa mi urlava dietro sulla sella ( belle parole naturalmente:love: :love: :love: ) :D

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  5. frivoloamilano24 luglio 2011 13:07

    Sentimentalona Marisa... :whistle: :D

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  6. giovanni writes:eravate ben intabarrati, ce timp mat! belle atmosfere comunque. ciao sottosopra

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  7. montagnesottosopra25 luglio 2011 23:07

    Originally posted by anonymous:giovanni writes:eravate ben intabarrati, ce timp mat! belle atmosfere comunque. ciao sottosopraCi portiamo sempre qualcosa di pesante anche in estate, ci serve per aumentare il peso dello zaino....... per fare allenamento:D

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  8. condivido tutto quello che hai scritto all'inizio...non siamo gente strana...siamo forse solo malati di montagna...mandi:)

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  9. montagnesottosopra30 luglio 2011 00:07

    Originally posted by Highlanders:FabioHighlanders # 29. July 2011, 21:52condivido tutto quello che hai scritto all'inizio...non siamo gente strana...siamo forse solo malati di montagna...mandi:) Mandi Fabio malati di montagna certo! ecco la spiegazione :D

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