domenica 8 maggio 2011

LO SPETTACOLO DE "LAS CALLAS"

Marisa e Luca 8 maggio 2011


In un tempo non molto lontano i boscaioli utilizzavano la “stua”, una chiusa costruita in prossimità di valli tributarie dei torrenti di montagna per creare dei bacini d’acqua dove far arrivare il legname dei boschi e una volta raccolto veniva abattuta. La forza dell’acqua trasportava a valle il legname. Lungo il passo che porta a Cason di Lanza a valle della “stua di Ramaz” il ripido solco del torrente Chiarsò scorre e si infila in una forra spettacolare : La forra di Las Callas.

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Mentre io mi scervello per programmare qualche uscita sulle nostre splendide cime delle Carniche e delle Giulie, cercando possibili e gratificanti itinerari dove i residui di neve non possano creare problemi, zitta zitta, quatta quatta Marisa se ne sta in disparte, silenziosa a presagire che dato l’umore questa domenica in montagna non si va. Così mi metto il cuore in pace e usciamo a cena con gli amici, la tiriamo anche a lungo facendo tardi. Solo prima di andare a dormire faccio un ultimo tentativo rassegnato. In realtà la sorpresa: Marisa mi propone la forra de Las Callas. Io penso che sia uno scherzo, magari ha bevuto un po’ e sta fuori, però ……….. Insomma dopo aver dato una occhiatina all’itinerario sono un po’ perplesso, ma la cosa tutto sommato non mi spiace. Intanto andiamo a dormire, vediamo quando si sveglia, magari andiamo sul Corona o a Passo Rest, penso io.
Sono da poco passate le nove quando supero la frazione di Villamezzo sopra Paularo e su un tornantino imbocco una sterrata in discesa per parcheggiare l’auto nei pressi di una briglia sul rio Ruat. Direzione la forra di Las Callas.



Il sentiero 442 è un comodo camminamento, alto sul Vallone del Chiarsò. Sentiamo scorrere le acque giù in basso e ogni tanto in corrispondenza di qualche apertura tra i rami le riusciamo anche a vedere, abbondanti. Dobbiamo raggiungere il fondo della forra, attraversando il ponte Fuseit sospeso tra le alte rocce, ci vuole un po’ di cammino lungo la bella anche se un po’ inerbita mulattiera, superiamo alcuni ponticelli metallici e un paio di tratti franati dove il sentiero scompare e l’esposizione sul fondo del vallone esige un passo sicuro. Un bel tratto ancora di sentiero a ridosso delle rocce, ricco di fioriture di clematide, anemoni bianchi e gialli, ci porta quasi in piano a raggiungere il bivio per Cuesta Robbia, poi finalmente si comincia a scendere fino alla passerella metallica del Ponte Fuseit. Il torrente scorre, laggiù in fondo tra le rocce erose e levigate e noi ci passiamo sopra. Inizia il tratto spettacolare, sale il piacere dell’emozione e il rumore dell’acqua che scorre ci isola dal resto, concentrando i nostri sensi sulla dinamicità del luogo, ancora una volta sulla spettacolarità della natura.





Superata la passerella si risale un attimo fino ad un bivio. Diritto si sale da Nelut, a sinistra si scende a Las Callas. Per raggiungere il fondo della forra sul greto del torrente percorriamo uno stretto e ripido sentiero fino alle rive. Ecco le acque del Chiarsò, ecco come si presenta il torrente all’uscita dalla forra. E l’emozione cresce assieme alla tensione, fra poco inizia il tratto più spettacolare ma anche il più impegnativo. Un grosso tronco che dovrebbe servire da passaggio in caso di acqua un po’ più alta di oggi, in realtà viene utilizzato per riposare un attimo, mentre io scatto qualche foto, poi con uno stretto tornantino siamo sul sentiero.







Il torrente ha inciso con le sue acque la valle formando una stretta gola, di qua e di la pareti rocciose alte oltre 200 mt. Ecco il tratto, ecco la stretta forra, ecco Las Callas. Il sentiero tagliato nella roccia, le pareti liscie e levigate, l’erosione del torrente, cascatelle, pozzi, marmitte, piccoli salti e poi i colori. La luce del sole di oggi è davvero buona e il contrasto tra le pareti sembra formare un dipinto di tinte quasi innaturali. L’acqua scorre verso il basso mentre il sentiero risale, fedele alle pareti ne segue le forme e noi siamo lì attenti all’esposizione ma letteralmente assorbiti dallo spettacolo della suggestione, dal rumore e dal colore, una parete sembra blu e fredda, l’altra rossa,grigia, calda e invece è solo un gioco di luci e ombre. Meraviglia. Ma il sentiero non è proprio semplice, bisogna stare attenti all’esposizione, non sono presenti attrezzature, anche se alla fine un solo punto in corrispondenza di un ansa dove il sentierino si fa davvero stretto e bagnato occorre prestare davvero attenzione. Per il resto, sempre però con passo sicuro e giù la testa è spettacolo allo stato puro.











Usciti da questo tratto uno sguardo indietro e poi su per una traccia ripidissima a superare i 200 mt di dislivello che ci portano sulla strada del Passo di Lanza nei pressi dell’Osteria da Nelut.




Una schiumosa birra si mescola al sapore di una grossa soddisfazione. In discesa ritroviamo il 442 che ci porta per un bellissimo sentiero nel bosco di faggi e pino nero, rasentando pareti rocciose al bivio e poi di nuovo al ponte Fuseit dove riprendiamo la bella mulattiera dell’andata gustandoci ancora le fioriture, i rumori dell’acqua lontana, qualche scorcio sullo Zermula e sul Sernio, con tutto il tempo a disposizione per osservare i particolari, le targhe il lavoro fatto per la sua costruzione.





Se la SADE (quella del Vajont, per capirci) avesse costruito una diga nella forra come era previsto, tutto questo non ci sarebbe


Non potremmo rinfrescarci con queste acque dopo uno splendida giornata . Ottima scelta Marisa


usciamo dal bosco , la strada sterrata ci ricollega alla vita quotidiana , ma come sempre con uno sfondo di montagne da portare a casa.


10 commenti:

  1. frivoloamilano15 maggio 2011 21:05

    Veramente spettacolare. Un altro gioiello dello scrigno di madre natura. Bella scelta Marisa e bravo Luca ad averti dato ascolto. ;)

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  2. montagnesottosopra16 maggio 2011 00:05

    Originally posted by frivoloamilano:Veramente spettacolare. Un altro gioiello dello scrigno di madre natura. Bella scelta Marisa e bravo Luca ad averti dato ascolto. brava Marisa :flirt: un bel posticino, era da tempo nel mirino ma l'avevamo sempre rimandato ........................ ottimo per far allenamento con i pesi nello zaino :D ;)

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  3. giovanni writes:;)

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  4. montagnesottosopra17 maggio 2011 12:05

    Originally posted by anonymous:giovanni writes:;)Ciao Giovannialla fine ci siam stati e grazie per lo spunto preso dal tuo blog.

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  5. Graziano writes:Semplicemente stupendo. Grazie per le foto e per i commenti. Mi avete fatto venire gola e quindi domenica ci andrò con mio figlio

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  6. montagnesottosopra18 maggio 2011 00:05

    Originally posted by anonymous:Graziano writes:Semplicemente stupendo. Grazie per le foto e per i commenti. Mi avete fatto venire gola e quindi domenica ci andrò con mio figlioCiao Graziano divertitevi ... Se hai bisogno di indicazioni aggiuntive chiedi pure :up:

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  7. Devi sempre dare retta a Marisa, guarda in che posti ti porta!

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  8. montagnesottosopra19 maggio 2011 01:05

    Originally posted by lor74cas:Devi sempre dare retta a Marisa, guarda in che posti ti porta!....... e già ! Non ho ancora finito di congratularmi :)

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  9. luca l'alpinauta writes:bielonon

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  10. montagnesottosopra26 maggio 2011 23:05

    Originally posted by anonymous:luca l'alpinauta writes:bielonon:happy:

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