mercoledì 10 febbraio 2010

A CASERA PODESTINE: Nel gruppo del Caserine - Cornaget, i silenziselvaggi della Grave de Giere

Marisa e Luca domenica 7 febbraio 2010



Mentre calpestiamo la neve nella Grave de Giere, sentiamo tutta la tormentata e selvaggia bellezza della montagna, raccolta, concentrata e racchiusa in un anfiteatro dolomitico, una Valle alluvionale difesa da una sequenza interminabile di cime aspre, che si sviluppa nella nostra mente come una successione suggestiva e continua di pensieri. Una Valle senza forma, senza prati, nuda coperta dalla neve che apparentemente cancella ogni segno d’uomo se non poche tracce di passaggio. Quello che ti colpisce di più è l’armonia del Silenzio.



Risalendo la statale verso Maniago e Montereale Valcellina di fronte a noi ci appaiono le Prealpi Carniche, i primi terrazzi fanno da sipario alle muraglie rocciose delle Dolomiti Friulane. Una serie di dorsali che si sovrappongono apparentemente inviolabili, aspre come a difesa di un mondo, quasi una sorta di protezione della Natura dalla bassa civiltà della pianura. Al loro interno il Parco delle Dolomiti Friulane. 
Una serie di gallerie viola sfacciatamente la montagna, la buca parte a parte per permettere all’uomo di risalirne le valli. Anche noi oggi proviamo a inoltrarci in Valcellina alla riscoperta degli orizzonti selvaggi nel Parco. 
La strada si snoda tra alte pareti, costeggiando il torrente Cellina che altro non è che la naturale prosecuzione dei tre grandi torrenti Cimoliana, Settimana e Cellina di Claut, che si fondono in un unico corso nella conca di Pinedo.
La prima galleria si rivela come una specie di portone, un ingresso verso un altro mondo. Alla sua uscita, meravigliati, ci troviamo in un altro giorno, il sole è sparito sotto le nuvole basse e compare la neve fin sulla strada. Nella pianura il sereno e il cielo limpido, a monte l’inverno grigio e freddo. Sembra quasi che la Natura voglia farci pagare il biglietto. 



Con rispetto risaliamo lungamente la strada e pian piano le montagne si concedono a noi, complice un cielo azzurro e un sole nuovo che bucano le nubi regalandoci preziose finestre sul gruppo del Fratte e del Resettum. Comunque almeno per un po’ tocca guardare in su per vedere l’azzurro oltre le anguste pareti.
Superiamo Claut imbiancata e assonnata, diretti alla graziosa borgata di Lesis dove in località Pian del Muscol possiamo lasciare l’auto. Superato il Ponte degli Alpini imbocchiamo la vecchia strada militare per Forcella Clautana a fianco del torrente Cellina che oltrepassiamo sul ponte de Sala per giungere dopo poco sui prati innevati delle Stalle Parentonia.




Ci vuole ancora un'oretta e mezza e una innumerevole serie di tornanti, che evitiamo con delle comode scorciatoie per arrivare al Pian de Cea. La strada della Val Margons, racchiusa tra le alte pareti calcaree, sale alta sulla forra del torrente fino alle sue sorgenti naturali. 
Ci troviamo ora all'imbocco della Grave de Giere. Un immenso anfiteatro racchiuso tra le vette dolomitiche. D'estate una distesa profonda di pietre, oggi un mare bianco di neve che ricorda le terre del nord America. Lasciate le indicazioni per Casera Casavento e le impronte del Dinosauro, seguiamo le tracce che si perdono lontane lungo il vallone. Lo sguardo va a sbattere sul Monte Cornaget. Il gruppo Cornaget-Caserine sorge a sud del Pramaggiore e rappresenta la dorsale montuosa che delimita il parco verso est e costituisce uno dei gruppi più selvaggi e meno esplorati dell’intera regione, pur non raggiungendo altezze notevoli. La catena costituita da diverse cime attorno ai 2000 mt si raggruppa su diversi nodi. Il centrale del Monte Caserine, le Pale di S.Francesco lungo la Val Settimana con la Cime della Meda, il Cornaget, le Cime Prendera e le Pale di Cione. Le altre dorsali fanno capo ai monti Dosaip e Pinzat tra la Val Cellina e la Val Meduna.



Solo poche tracce nella neve, per il resto silenzio. Puntiamo al fondo della valle ascoltando il rumore della Terra. Una forte sensazione di isolamento ci accompagna. Ombre e luci, un lieve cinguettare di piccoli uccelli, per il resto solo silenzio. Dietro a sud tutto il comprensorio del Monte Fratte e Resettum. Piano piano risaliamo questa immensa cattedrale, sembra di entrare in un tempio, le pareti sono di roccia, il tetto è il cielo. Il soffio del vento è leggero e piacevole e anche il sole. Il passo rallenta consapevole, mentre percorriamo l'interminabile fiumana.
Arriviamo alla Casera Podestine in fondo alla Valle senza incontrare nessuno, seguendo le tracce senza una chiara regolarità. La casera ora ristrutturata offre ottimo riparo in caso di necessità. Ci riposiamo all'esterno prima di riprendere il cammino in senso inverso.



Uno sguardo indietro verso le Pregoane mentre il sole piano piano cala oltre il Monte Chiampons. Le ombre si allungano al nostro passaggio poi si richiudono nascondendo le tracce e riportando la valle nella solitudine. Sembra che il silenzio si ricomponga alle nostre spalle restituendo alla montagna i suoi segreti.




Scendiamo verso Claut soddisfatti portando dietro il soffio del Silenzio della Grave de Gere. 


Prima di imboccare l'angusta Val Cellina l'ultimo sole accende per qualche istante le alte pareti del gruppo del Vacalizza e della catena del Duranno e della Cima dei Preti. L'ultimo azzurro si spegne mentre imbocchiamo la galleria, dall'altra parte la sera ormai è calata sulla pianura.


17 commenti:

  1. giovanni writes:wow che bello. ricordo un vecchio giro sul dosaip. questa primavera/estate un paio di giri da quelle parti lo faccio di sicuromandi luca e marisa

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  2. Per andar da quelle parti dovrei alzarmi la notte, ma almeno vedo le tue foto.

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  3. Mi sto abituando troppo bene ad andare in Slovenia a due passi, dove ho fatto due escursioni bellissime, con un comodo risveglio.

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  4. montagnesottosopra11 febbraio 2010 14:02

    Originally posted by anonymous:giovanni writes:wow che bello. ricordo un vecchio giro sul dosaip. questa primavera/estate un paio di giri da quelle parti lo faccio di sicuromandi luca e marisaL'ho visto il Monte Dosaip, sembra vicino ma partendo da Lesis è una bella impresa. Comunque, ho già visto che ci sono dei giri interessanti........finito l'inverno.Mandi Luca e Marisa

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  5. montagnesottosopra11 febbraio 2010 14:02

    Originally posted by lor74cas:Per andar da quelle parti dovrei alzarmi la notte, ma almeno vedo le tue foto.Ciao LorenzoMacchè la notte, solo mezz'oretta prima del solito :D .... al limite arrivi alla fine con il buio. Pro - molto bello- pochissime persone solo all'inizio dirette a Casera Pradut- solitudine, silenzio - giornata stupenda contro - non ho trovato un posto dove mangiare il polletto

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  6. Luca l'Alpinauta writes:la solitudine di quei posti è impagabile

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  7. .....e questo sarebbe stato il piano B!!!!!!Bellissimo l'incipit del post, bisogna andare a verificare.saluti a te e Marisa

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  8. montagnesottosopra11 febbraio 2010 18:02

    Originally posted by anonymous:Luca l'Alpinauta writes:la solitudine di quei posti è impagabilee già , proprio come "Nelle terre estreme".

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  9. montagnesottosopra11 febbraio 2010 18:02

    Originally posted by lor74cas:Mi sto abituando troppo bene ad andare in Slovenia a due passi, dove ho fatto due escursioni bellissime, con un comodo risveglio.Come non darti ragione ? :) però lo spirito d'avventura .........

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  10. montagnesottosopra11 febbraio 2010 19:02

    Originally posted by frivoloamilano:.....e questo sarebbe stato il piano B!!!!!!Bellissimo l'incipit del post, bisogna andare a verificare.saluti a te e Marisa Ciao Frivolo ho chiamato piano B quello che in realtà è stata una improvvisata. Un pò lunghetto, ma ogni passo è ricco colori, luci, tracce di animali e segni. Vale la pena alzare gli occhi e osservare, senza forzare. Non ha senso in un posto dove il tempo non cambia le cose. Comunque non era male neanche il piano A ........:up: Ciao, a presto Un saluto alla Frivolo's Family :) :) :) :) Luca e Marisa

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  11. quei posti son bellissimi... in più si ha la fortuna di incontrare pochissima gente... per esempio quando son andato sul monte fratte partendo da lesis, non ho incontrato nessuno, neanche alla casera pradut...quest'anno avevo l'intenzione di andare o sul dosaip o sul resettum...qualcuno sa dirmi se è ancora possibile arrivare al pian di cea in macchina?? una volta si poteva ma adesso che hanno cambiato la viabilità non so più...

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  12. montagnesottosopra13 febbraio 2010 19:02

    Ciao DenisSono posti davvero molto belli e il Dosaip il Resettum li ho adocchiati anch'io da fare più avanti. La strada fino al Pian de Cea secondo me d'estate è aperta visto che lassù c'è anche un parcheggio a pagamento. Se così non fosse da Lesis sarebbe davvero lunga al Dosaip.Mandi

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  13. se ti capita fai una scapattina anche sul fratte, e bellissima la vista...

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  14. bepi da roseit writes:mandi luca,son stato 2 domeniche fa, partendo da rio gere su fin fprcella progoanne. una sfachinata su per il canalone. volevo fare il giro fino al bivacco anita goitan...mi è bastata la forcella. ma che spettacolo, che silenzi, quanti fiori e animali. domenica scorsa libri di san danieli e cima borgà. altro mito.mandi bepi

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  15. montagnesottosopra9 luglio 2010 20:07

    Originally posted by anonymous:bepi da roseit writes:mandi luca,son stato 2 domeniche fa, partendo da rio gere su fin fprcella progoanne. una sfachinata su per il canalone. volevo fare il giro fino al bivacco anita goitan...mi è bastata la forcella. ma che spettacolo, che silenzi, quanti fiori e animali. domenica scorsa libri di san danieli e cima borgà. altro mito.mandi bepiMandi Bepi, grazie del passaggio. Mi piacerebbe quest'anno salire alla forcella delle Pregoane ma dalla val Settimana ......vedremo:confused: Monte Borgà e Libri di San Daniele ? altra buona sfacchinata mio pare :up: Ciao Luca e Marisa

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  16. Fede writes:Complimenti questo blog è molto interessante; approfondirò i testi e le bellissime immagini!Ciao!!

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  17. montagnesottosopra23 agosto 2010 18:08

    Originally posted by anonymous:Fede writes:Complimenti questo blog è molto interessante; approfondirò i testi e le bellissime immagini!Ciao!!Ciao! grazie della visita

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