domenica 26 luglio 2009

MONTE MANGART: una bella cima tra le più alte delle Giulie per una bella ricorrenza.

Paolo, Elisa, Enzo, Rosy e Luca


In occasione del 45° anno di fondazione della Scuola di Alpinismo e Sci-Alpinismo “V.Vuattolo” del CAI di Cividale del Friuli, la sezione organizza una salita simultanea delle principali cime delle Alpi Giulie.
Si parla quindi dello Jof di Montasio, Jof Fuart, Monte Canin, Jalovec e Mangart.
E’ una bella iniziativa e il traguardo raggiunto presuppone una giornata di festa. Le previsioni meteo sono decisamente buone e quindi tutto fa ben sperare in una splendida giornata.


...


Per il Mangart praticamente facciamo una spedizione in famiglia. In compagnia di Zio Enso (mio cugnat) e Rosy ( me cugnade), l’amico Paolo(il copari di Enso) e sua figlia Elisa organizziamo quindi la salita per la ferrata slovena con discesa per la via normale italiana.

Il ritrovo e poi un saluto a Cividale agli escursionisti che saliranno per la normale con la promessa di vederci in cima e partiamo per la Slovenia via Caporetto, Bovec, Passo Predil. Superiamo il paesino di Log pod Mangrtom. Da qui si aprono già splendide visioni sulla Val Koritnica circondata dalle possenti montagne che culminano sullo sfondo nella immensa mole del Mangart con a fianco lo Jalovec. La strada che porta a sella Mangart è una vecchia strada militare ormai asfaltata ma ripida ed esposta e offre stupendi panorami. Davanti a noi il gigante, la seconda vetta delle Giulie se escludiamo il Triglav e la Skrlatica in Slovenja. I paesaggi a forcella Mangart, dove lasciamo l’auto sono decisamente belli e meriterebbero una bella sosta in contemplazione…… magari al ritorno.



Una volta pronti, da vicino alla forcella della Lavina ci incamminiamo sul sentiero della comune via normale che evita la cima del Travnik passando per la forcella Mangart. C’è parecchia gente che sale in cima per la stessa. Si sa il Mangart è una montagna frequentatissima dagli sloveni per il suo relativamente facile accesso diretto. Noi, poco prima del raccordo con la ferrata italiana, deviamo verso il percorso attrezzato della via Slovena che appare evidente sviluppandosi praticamente all’interno di un vistoso solco obliquo che taglia quasi tutta la parete. Non sono un amante dell’abuso di attrezzature ferrate sulle montagne e nemmeno del chiasso e del rumore, ma c’è parecchio movimento oggi. Vedo davanti a me la possente mole del gigante che sembra addormentato, ma in realtà ogni tanto, quando qualcuno lo sveglia mettendo alla prova la sua pazienza, si scrolla un po’ le spalle e qualcuno va giù. Fatalità dice qualcuno, fatalismo dico io, specie quando vedo gente salire senza protezioni e scarponi all’assalto della cima.
Di per se, per la via normale e anche per la ferrata slovena non è una montagna particolarmente difficile, ma come tutte le montagne non è mai banale e quindi da non sottovalutare. Altro discorso sono le difficili vie che salgono dai laghi di Fusine. Così mentre mi gusto già i primi paesaggi e i maestosi panorami dei lontani gruppi del Canin e Jof Fuart, mi appresto alla salita con la giusta disposizione d’animo nei confronti della montagna che non è solo un insieme di rocce ma è per me un essere vivente che ha una sua anima. Non so quanta gente la pensi come me ma io la vedo così.





Inizio il percorso attrezzato con tutte le precauzioni anche se si rivela subito abbastanza facile, ma non banale. Così me l'aspettavo dai racconti di Enzo e Paolo. Hanno abusato un po’ con le attrezzature fisse con ancoraggi anche ogni mezzo metro, per poi non metter niente dove serve. Procedo lento assaporandomi la giornata, passo dopo passo, su per il canale disarticolato che porta al grande terrazzo prima del tratto finale. Mi fermo a guardare attorno, assorbito da tanto spettacolo, poi riprendo. Paolo assicura con la corda per un pò Elisa, Rosy sale di buona lena, mentre Zio Enso e un po’ più avanti di me. La spalla fa ancora un po’ male ma sopportabile e quando acquisto familiarità con il terreno, addomesticato dai numerosi appigli naturali apprezzo di più questo bel percorso e non faccio tanto caso alla fila di chiodi e tanti cavi, staffe e fittoni che sembrano quasi incatenare il gigante. Raggiunta la terrazza panoramica facciamo una breve sosta.




Intanto mi guardo un po’ in giro per cogliere tanti particolari, dai papaveri delle Giulie che spuntano sulle rocce, ai prati della sella Mangart dall’alto, alle Cime Verdi, ai laghi di Fusine giù sotto, ai monti lontani e vicini, al mare, sì perché oggi si vede il mare. Lo sguardo spazia verso l’orizzonte svelando sotto di noi la valle Koritnica e la Valle del rio del Lago sovrastate dai monti. E’ una magnifica giornata e dalla cima sarà un vero spettacolo.


Riprendiamo la salita per una grossa cengia evitando una traccia a destra per salire invece a sinistra tra grandi massi, roccette e detriti fino alla grande cupola sommitale che si presenta a noi strapiena di ogni sorta di escursionista.
Finalmente la vetta. gli amici si sono ricompattati con il gruppo di escursionisti saliti per la normale e arrivati poco prima di noi. Saluti, complimenti e strette di mano e buona montagna.



La cima del Mangart è un vero spettacolo e la giornata di oggi particolarmente nitida contribuisce a rendere questo mondo particolarmente vivo. L’altitudine della possente cima ti da subito quella bella sensazione che non ci sia più niente tra la terra e il cielo e evoca pensieri dettati dall’anima. Così non senti il tintinnio di bicchieri e di voci chiassose di ogni genere di conquistatore. Nel mio piccolo, ascolto la voce della montagna e mi guardo in giro incantato dallo spettacolo di cime, valli e panorami.

E’ una gran bella montagna, peccato però perché forse per il suo facile accesso per la via normale e per la vicinanza della strada è un po’ troppo profanata.

Paolo che fa da capogruppo, dopo una lunga sosta ristoratrice ci invita alla discesa. Abbiamo molto tempo prima di trovarci “Al Girarrosto” con il resto dei gruppi delle altre cime salite oggi in questa giornata CAI, per cui possiamo fare con calma e ammirare ancora i monti senza trascurare la via normale. Ancora lo Jalovec, poi la crestina verso il piccolo Mangart di Coritenza, le Ponze. Lontani il Triglav, le Mojstrovke il Prisojnik la Skarlatica. Uno scenario di cime che sembra perdersi all’infinito tra le nuvole. Poi le acque smeraldine dei laghi di Fusine sotto i verdi colori dell’Alpe Vecchia.


Per un sentiero di roccette e detriti scendiamo con attenzione per circa 200 mt lungo la linea di cresta per poi piegare lungo la dorsale che abbraccia la cupola.


Il sentiero non presenta difficoltà normalmente, mentre è assai infido in presenza di neve o ghiaccio per l’incombere dei vicini e immensi precipizi del versante italiano e spesso fa parlare di se. E' comunque riservato a mio avviso ad escursionisti un pò esperti. I cavi aiutano a superare in discesa dei tratti di roccia resi lisci dai passaggi per poi calarsi per tratti erbosi e roccette nel magnifico anfiteatro della forcella Mangart e da qui per prati all‘auto. Bel giro, decisamente.



Una telefonata a casa e poi scendiamo la rotabile per il Passo del Predil. Lungo la strada per Sella Nevea una sosta sul Rio del Lago per rinfrescare le articolazioni nell’acqua del torrente. Una puntatina al rifugio Julia per una meritata birra in attesa degli amici del Canin poi, insieme scendiamo a valle per l’appuntamento con il resto dei gruppi. Con un giro di telefonate sappiamo che sono tutti più o meno in arrivo e tutto e andato per il meglio. La giornata è stata splendida e il meteo clemente. Quale miglior modo per festeggiare la ricorrenza? Una gran giornata per la sezione del CAI.
Mi mancava la cima del Mangart. Mi piace l’idea di associare alle cime un aspetto o una sensazione e così il Montasio è per me il Re, il Canin è il regno di Giove e dei fulmini, lo Jof Fuart è il trono degli Dei, lo Jalovec il guerriero, il Triglav il paradiso di Zlatorog e il Mangart il gigante guardiano dei laghi. Penso che la miglior cosa da dire ( e non vale solo per il Mangart) è fare silenzio e ascoltare nel vento quei segreti che sono custoditi lungo i suoi sentieri e sulle sue immense pareti, anche senza arrivare in cima costi quel che costi. E la sua bellezza resterà lì per tanto tempo ancora.



< FOTO E SLIDESHOW DELL'ESCURSIONE >




13 commenti:

  1. Splendida giornata!

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  2. giovanni writes:ben fate Luca ;-)mandi

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  3. Luca l'Alpinauta writes:bellisssssima giornata e bell'occasione di festa!vedere il Luca Sottosopra con l'elmo di scipio è una gran soddisfazione!!!

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  4. Nadia writes:aah...che bello il Mangart...e che splendida giornata che avete avuto!!! non ho ancora fatto le ferrate, anche io son salita dalla normale e pure Nik!!! comunque ammetto anche io che non è proprio banale e la gente in certe occasioni è davvero spericolata e incosciente!ricordo infatti due bimbi che han fatto il tratto in discesa dalla croce alla cengia sottostante rincorrendosi...con il padre tranquillo dietro!!!ne sono rimasta scioccata!ciaoooo

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  5. Marco suimonti writes:Bravi!Bellissima giornata. Il Mangart è sempre meraviglioso!

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  6. montagnesottosopra31 luglio 2009 00:07

    Originally posted by lor74cas:lor74cas # 29. July 2009, 07:16
    Splendida giornata!

    è stata una bella idea e il bel tempo ci ha aiutato
    Ciao

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  7. montagnesottosopra31 luglio 2009 00:07

    Originally posted by anonymous:Anonimo
    # 29. July 2009, 07:43
    giovanni writes:

    ben fate Luca ;-)

    mandi

    o soi stat content une vore
    mandi

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  8. montagnesottosopra31 luglio 2009 01:07

    @Marco e gli AlpinautiVeramente una gran bella festa. Il Mangart è molto bello ed è stata una bella occasione.:up:poi pan salame e buon vino hanno fatto il resto.Ciao

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  9. la scorsa settimana ero in cima alla ponza grande, e contemplando il veunza mi è balzata in mente l'idea di un giro che mi piacerebbe fare... salire al mangart dalla via ferrata italiana, pausa in vetta, poi costeggiare tutta la cresta fino al bivacco tarvisio, dormire lì, ed il giorno dopo salire al veunza, interminabile pausa "perchè so gia che non vorro piu scendere", e poi ridiscendere fino al bivacco, da li fare la via della vita arrivando al rifugio zacchi per la meritata birra!!!spero solo di non trovare cosi tanta gente in cima!!! sembra di essere al mercato :D cmq avete fatto proprio un bel giro!!!!!

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  10. montagnesottosopra1 agosto 2009 21:08

    fai attenzione ,la via italiana non è agibile, manca un tratto di cavi di alcuni metri che qualcuno ha sostituito con uno spezzone di corda. Secondo me non so se è in buon stato, è meglio che ti informi. Il giro che vorresti fare lo trovi su CIMEFVG.ciao

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  11. grazie, ho gia parlato con i gestori del rif. Zacchi, mi han detto che dovrebbe essere finita di riparare entro fine agosto (anche la via della vita è inagibile per ora)... la ferrata che porta alla ponza è stata sistemata la settimana prima che io ci salissi (che fortuna!)...!!!!

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  12. frivoloamilano13 agosto 2009 18:08

    Bello veramente il Mangart. L'unica cosa fatta sulle sue pendici il Bivaco Nogara. La normale potrebbe essere una buona occasione per conoscerlo meglio. Belle le foto e c'era pure il gracchio.ciao, ci vediamo a Canazei o sui monti di quelle parti ;) ;)

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  13. montagnesottosopra13 agosto 2009 20:08

    Originally posted by frivoloamilano:frivoloamilano # 13. August 2009, 15:05
    Bello veramente il Mangart. L'unica cosa fatta sulle sue pendici il Bivaco Nogara. La normale potrebbe essere una buona occasione per conoscerlo meglio. Belle le foto e c'era pure il gracchio.

    ciao, ci vediamo a Canazei o sui monti di quelle parti

    Ricordo il bivacco e la ferrata italiana come fosse ieri(20 anni fa). Ma sulla forcella ho trovato nebbia e ci siam fermati lì. Stavolta è stata una buona occasione per finire il lavoro iniziato.

    Fare tutto un tiro dai laghi anche per la normale sarebbe una bella sfida.

    a presto
    Ciao

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