giovedì 23 ottobre 2008

MONTI ARVENIS E TAMAI

Marisa e Luca domenica 19 ottobre 2008


Dopo il Cuel de la Bareta di domenica scorsa , anche sta volta assecondo le idee di Marisa. Era un po’ di tempo che mi faceva continuamente solletico per questa semplice ma gratificante escursione e così domenica, giornata di sole e sereno stupendi andiamo a raccogliere i colori autunnali e i panorami del comprensorio del Monte Arvenis.


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Era molti anni che non tornavo da queste parti e non mi attirava affatto fare escursioni in mezzo a piste da sci , tralicci in acciaio, reti di protezione. Ma poi...
Partiamo presto domenica, in direzione del comprensorio sciistico dello Zoncolan. Una pausa caffè e brioche in un ancora assonato Sutrio e poi su. Saliamo la rotabile per le piste dello Zoncolan superando la Baita Cocul. In corrispondenza di un tratto piano prima di due evidenti e marcati tornanti parcheggiamo l’auto e andiamo alla ricerca di dove dovrebbe essere il sentiero (quota 1500 circa). In mezzo ad una pista scorre una traccia sterrata di servizio. Uno sguardo all’altimetro e alla carta e …….. dovrebbe essere qui. Non ci sono segni di sentiero, bollini rossi ecc. Però è qui. Dove una volta c’erano stupendi boschi di larici ora ci sono solo piste da sci con numerosi cannoni per neve artificiale ricavata prelevando acqua dalla montagna confluita in due invasi artificiali mascherati da laghetti alpini. Ma che ci vuoi fare , le piste e il ciclismo hanno ormai reso “famosa” quella che una volta era una bella montagna. Ci sarebbe un bel panorama dal Coglians fino oltre il Cavallo di Pontebba se non fosse per i piloni in acciaio.

Andiamo oltre la pista seguendo la stradina e finalmente troviamo una marcata traccia di sentiero con un segnavia biancorosso (dovrebbe essere il CAI 158). Ci addentriamo, leggermente più contenti, per un bel sentierino in breve tratto di bosco di larici e abeti e con strette serpentine ci portiamo su una specie di selletta erbosa molto panoramica trasportando i nostri sguardi sul versante del rio Zuppigne a sud del monte Tamai e in breve raggiungiamo l’omonima malga. Da qui una strada carrareccia in leggera e piacevole salita porta verso le vicine malghe Agareit e Meleit traversando il versante est del monte Tamai. Il paesaggio cambia radicalmente: piccoli laghetti, pendii di abeti, larici e faggi dai stupendi colori autunnali ci accompagnano sulla strada che asseconda il fianco della montagna. La luce del sole mattutino crea verso est un gioco di sovrapposizioni di cime velate d’azzurro, come quinte di uno stupendo scenario. Nella foschia che man mano si dirada, in primo piano il Tersadia, il Cimon di Crasulina, poi evanescenti sagome del Sernio e dietro appena riconoscibile il gruppo del Montasio. Dietro di noi evidenti, sotto uno cielo azzurro ammiriamo la Creta di Timau, il Cuestalta,lo Zermula e poi le inconfondibili forme della Creta di Aip e del Cavallo. Sarà pure una facile escursione ma il posto è veramente stupendo. Lo terrò a mente da fare con le racchette da neve.
Abbandoniamo la pista forestale per prendere il sentiero 170/158bis che in breve con un paio di tornanti ci porta a forcella Tamai, una piccola insellatura che divide il Monte Arvenis dal Monte Tamai. Già dalla forcella ancora grandiosi panorami. Non c’è che dire, oggi grazie alla stupenda giornata di sole, c’è proprio tanto da gustare.

Sotto la sella la valle che ospita la Malga Arvenis Alta e la Malga Arvenutis. Chissa dove sono Marco, Gio e il resto di Suimonti? Dovrebbero essere da queste parti con il CAI di Manzano per un pranzo conviviale a Malga Arvenutis.
Saliamo verso l’Arvenis seguendo il sentiero scosceso tra roccette e pino mugo e poco prima di passare sull’altro versante del monte sentiamo delle voci che ci par di conoscere. Si sono proprio loro, Marco & Co. che scendono dal Tamai. Li aspettiamo per salire assieme gli ultimi metri prima della vetta. Un po’ di foto una firma sul libro e poi ci separiamo dopo i saluti di rito. Loro verso Malga Arvenutis scendendo per l’altro versante e noi ritorniamo per lo stesso sentiero in direzione del Monte Tamai. Ciao ragazzi.

Dalla sella saliamo alla cima del monte Tamai dove speriamo di poter gustare un’altra fetta di panorama. Sull’Arvenis il panorama è davvero magnifico e si può ruotare veramente lo sguardo a 360°. Oltre ai già citati monti i nostri occhi posso godere i monti della Val Pesarina, il Volaia, le sagome dei Monfalconi, i massicci del Bivera e Clapsavon e lontani il Pelmo e l’Antelao. Grandioso.
Speravamo altrettanto dal Tamai, ma veramente è difficile guardare le bellezze dei nostri monti attraverso stazioni d’arrivo, piloni, cavi, reti di protezione. E’ perfino difficile scattare foto verso il Coglians o Il Cavallo senza averne l’inquadratura rovinata.


Una bella nota positiva la presenza di un cippo in legno con indicazioni e direzioni delle principali vette circostanti.
Facciamo la nostra pausa sulla cima con gli sguardi rivolti verso la vallata di Ovaro sotto un cielo azzurro e un tiepido sole. Abbiamo tempo a disposizione pertanto ci fermiamo un po’. L’itinerario dovrebbe portare in discesa per il 170 verso l’auto, ma sinceramente, dopo tanto visto, non ce la sentiamo di chiudere l’escursione sulle piste da sci. Scendiamo perciò verso sella Tamai e allunghiamo il percorso in direzione delle Malghe Agareit e Meleit, in mezzo ad un bel boschetto di fitto pino mugo. Tralasciate le indicazioni per Malga Claupa raggiungiamo il bel pianoro sotto l’Arvenis dove sorge malga Agareit distrutta da un incendio di un paio di settimane fa. Seguendo la pista forestale rientriamo verso Malga Tamai.

Il sole pomeridiano alle nostre spalle colora stupendamente il paesaggio regalandoci riflessi d’autunno. Un altra giornata da incorniciare.



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6 commenti:

  1. montagnesottosopra23 ottobre 2008 12:10

    Grazie. è veramente un bel posticino. Buona montagna e a presto.

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  2. Silenzi d'Alpe writes:

    Bellissima gita, splendide foto !!!a presto sui ns Blog Silenzi d'Alpe

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  3. frivoloamilano23 ottobre 2008 18:10

    .....ecco un'altra Montagna "persa", prigioniera delle sovrastrutture del divertimento. Grandi o piccole che siano non dovremmo denudarle, sottometterle, umiliarle.....è così bello solo amarle! Belle foto. Dopo essere passato date adesso vado a fare un giro nei Silenzi d'Alpe.Ciao.

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  4. montagnesottosopra23 ottobre 2008 19:10

    Le parole e le immagini che ogni volta vogliamo mettere sui vari blog e siti di montagna non sono sufficienti a descrivere quello che passa nei nostri pensieri, per questo cerchiamo di fare del nostro meglio. Silenzi d'Alpe dell'amico Andrea è un altro angolo fantastico di parole e immagini di montagna.Ciao.

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  5. Paolo e Annarì writes:Ciao...pensa che noi abbiamo preso casa e residenza nella borgata di Trischiamps nel versante incontaminato dell'Arvenis, sotto malga Meleit e Chias di Sotto. Un paradiso incontaminato e silenzioso. Se passi di nuovo fermati per un saluto.

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  6. montagnesottosopra16 dicembre 2008 22:12

    Stavo pensando infatti ad una uscita invernale con le racchette in questi posti , se passo di lì ci fermiamo di sicuro. Grazie per la visita Un saluto Luca

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