mercoledì 23 luglio 2008

IL ROSSKOFEL: un Cavallo nella nebbia.

Domenica 20 Luglio 2008 Marisa e Luca

Volevamo salire il Monte Cavallo di Pontebba o Rosskofel e per farlo abbiamo percorso un itinerario generalmente molto remunerativo dal punto di vista paesaggistico e panoramico, ma oggi non è così. Partiamo presto la mattina e il cielo è nuvoloso, ma fiduciosi e ben decisi ci avviciniamo velocemente a Pontebba. Spunta il sole, ma le nuvole vanno e vengono minacciose e guardare su sulle cime non è molto rassicurante.


...



Ma ormai ci siamo e decidiamo di risalire la strada del Cason di Lanza fino a Malga Caserutte dove, lasciata l’auto, ci incamminiamo per il segnavia CAI 440. Il sentiero è ricco di fioriture del periodo, campanule, genziane, aconito giallo e qualche giglio martagone.

 

Velocemente superiamo il primo tratto immerso nel bosco e il breve tratto attrezzato di una ventina di metri sopra “le busatte” e in un’oretta siamo sulla piana della Casera di Aip dove ci perdiamo un po’ ad inseguire una graziosa famigliola di marmotte nella speranza di ricavarne qualche scatto fotografico, ma niente. Risaliamo il terreno acquitrinoso fino alla Casera di Aip sotto un cielo grigio e poi lungamente percorriamo il Vallone di Rio Secco fino alla pietrosa rampa finale che porta alla sella di Aip e al Bivacco Lomasti, sotto le imponenti pareti calcaree e bianche della creta di Rio Secco. Il sole ogni tanto fa capolino e il cielo quando si apre è di un azzurro intenso. Le nuvole che contornano la Creta di Aip nascondendo la tipica parte piana sommitale, con la luce del sole le donano un aspetto maestoso.


Saliamo sperando di raggiungere in fretta la cima nella speranza che il gioco delle nubi ci regali qualche spettacolo, visto che il Cavallo gode di un panorama a 360 gradi. Al bivio che porta alla creta di Rio Secco e Pricotic saliamo ancora rapidamente a sinistra alla sella, evitando il Bivacco Lomasti. Proprio in questi giorni sto leggendo “Non si torna indietro” la storia di Ernesto Lomasti che Marco mi ha prestato e un pensiero va a questo ragazzo : queste sono le sue montagne e un piccolo brivido mi corre lungo la schiena. Forse è solo il freddo e il vento che improvvisamente aumentano di intensità, preferisco pensarla così.
E allora “non si torna indietro”. Seguendo le indicazioni 414 per la via normale risaliamo il primo tratto di roccette che porta ad una conca pietrosa sotto la parete NE della creta di Pricotic. La nebbia comincia a calare ma noi continuiamo a salire seguendo la traccia e i bollini fino alla selletta erbosa prima del cupolone del Cavallo.

 

Fino ad ora non abbiamo incontrato nessuno se non un gruppetto di ragazzi che scendeva già nel vallone di Rio Secco presumibilmente dopo un bivacco. Prima della cima la nebbia ci impedisce di vedere oltre dieci metri ma sentiamo suonare la campana, segno che qualcuno ci ha preceduto di poco. Saliamo e arriviamo in cima dove incontriamo alcuni austriaci che salutiamo cordialmente come buona abitudine.
La nebbia cala ancora e il vento diventa forte, fa un po’ freddo, è meglio coprirsi . Una pausa, qualche foto al nulla, niente panorami per oggi, è già tanto che non ci becchiamo un temporale come domenica scorsa.

 

Non riesco a pensare ad altro se non a scendere in fretta. Seguendo il sentiero passo passo costeggiamo un tratto di pietre verdi presso la cima e poi una breve schiarita ci consente di scorgere i segnavia, poi tutto diventa facile scendendo il sentiero che costeggia la parete rocciosa. Ad un tratto sento Marisa che si spaventa, una scarica di sassi scende dalla parete, ma forse si è spaventato di più il camoscio nel vederci spuntare dal nulla. Con grandi salti scompare avvolto nella nebbia prima che riesca a prendere in mano la digitale. Non è proprio giornata per le foto. L’ultimo tratto di facili balze ed eccoci alla sella. Guardando verso il vallone lo spettacolo della nebbia e del sole in lontananza crea dei giochi di luce spettrali.

 

L’idea era quella di risalire per un tratto l’alta via del Cai Pontebba per il 403 fino sotto la Creta di Aip per poi scendere alla casera di Aip per una traccia ma da dove siamo si vede appena la sagoma del monte. Siamo già stati fortunati per oggi e va bene così. Il rientro è ancora lungo,lo percorriamo a ritroso e in circa 2 ore arriviamo al parcheggio. Una sola auto c’era stamattina e una sola auto c’è ora : la nostra.
Con calma scendiamo per una sosta a Resia, una telefonata al Zio Enso ( mio cugnat) che andava sullo Jof Fuart. A loro è andata meglio, hanno avuto sole. Una birra, un polec e via a casa. Naturalmente contenti lo stesso.





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9 commenti:

  1. marco writes:Vista l’ultima foto, l’emozione di fare una uscita “notturna” di giorno. Ma l’importante è “naturalmente contenti lo stesso”. Mandi fruts!

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  2. montagnesottosopra23 luglio 2008 14:07

    Ciao MarcoSiamo andati insistentemente alla ricerca di un varco tra le nuvole per raccogliere quelle immagini che fanno volare. Ma tra le cose vicine e quelle lontane c'era la nebbia. Poi l'ambiente aveva un forte carica emotiva e allora ......"contenti lo stesso".Mandi ragazzaccio :) :) :)

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  3. Anonymous writes:anche voi sempre costanti. bene| poi le nebbie danno sempre quell atmosfera particolare

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  4. montagnesottosopra27 luglio 2008 18:07

    Ciao Anonimo. La nebbia cambia tutte le dimensioni e rende tutto un pò più strano. Un salutoLuca

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  5. montagnesottosopra27 luglio 2008 20:07

    Ciao Frivolo Bentornato!!!!!!!!!!Certo che è bello sentirti. Come è andata in Val di Fassa? Noi sul Cavallo ce la siamo proprio "spassata".Mandi Luca

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  6. Frivoloamilano writes:

    L'avventura è a portata di mano. La nebbia, l'incontro inaspettato con il camoscio, un pò di adrenalina. Non sempre un cielo azzurro, senza nuvole, regala le stesse emozioni.ciao.

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  7. montagnesottosopra29 luglio 2008 14:07

    Salute a te Nadia, grazie per la visita. Il Cavallo con la nebbia è stato anche divertente alla fine. Per il prossimo week-end non so ancora niente , sono giorni pesanti prima delle ferie, si corre come matti e si decide tutto all'ultimo momento. Tengo presente comunque. Mandi Luca

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  8. Anonymous writes:Ciao!! noi stati il sabato ad arrampicare e domenica 20 invece eravamo "cui peis sot la panche" nel tendone della Wolf a Sauris....e il tempo ha tenuto più che bene con anche sprazzi di sole. Ma il Cavallo merita e se si è in buona compagnia van bene anche le nuvole!!

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  9. nadia writes:

    ...ops..scusa...dimenticato di firmare il post qui sopra...ps. Se vi interessa sabato 2 agosto facciam assieme a quelli di Resia il pellegrinaggio alla Madoninna nella grotta sul Veliki Rop. Partenza da Sella Carnizza alle 7.00Ciaooo

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