domenica 1 luglio 2018

Sui pascoli di Lanza


Da Paularo risaliamo la stretta rotabile per il Passo di Cason di Lanza. Al Passo omonimo, per un attimo tralasciamo il segnavia 148 per imboccare la pista forestale di Val Dolce.........

Oggi siamo andati volutamente alla ricerca di un itinerario rilassante, privo di difficoltà, di ampio respiro e panorama. La comoda strada l'abbandoniamo dopo un po, quando il sentiero per un attimo si ricongiunge, salvo poi salire per ampi prati in fiore. Alle nostre spalle la grande mole del Monte Zermula, davanti a noi le altrettanto affascinanti forme della Creta di Aip. Provo da sempre una certa attrazione magnetica verso questa montagna, verso questa forma strana che assomiglia vagamente ad un ferro da stiro. Molto spesso durante le nostre escursioni nei dintorni non posso fare a meno di immortalarla e sempre ne resto colpito. Anche oggi tra uno sbuffo di nuvole e un raggio di sole ci appare in tutta la sua bellezza mentre risaliamo la bellissima torbiera in direzione di Sella Val Dolce.





Tutto è semplice oggi, si assapora il gusto del camminare senza velleità alcuna, in mezzo a prati fioriti e ampi panorami, tra rivoli circondati da rododendri e praterie invase da eriofori ondeggianti al vento. Pennacchi di Scheuchzer si chiamano queste strane fioriture che caratterizzano il paesaggio acquitrinoso che precede la Sella, che poi in realtà questi morbidi fiocchi di cotone non sono i fiori bensì i frutti. Comunque particolari tanto da rendere unico il piacere di passarci in mezzo.





Classico è il passaggio alla Grotta di Attila, di cui si narrano numerose leggende, che precede il nostro arrivo alla Sella dove il panorama si ampia ancora, offrendoci il versante austriaco con il sottostante ripiano della Rattendorf Alm.






Nuvole e Sole si alternano cambiando colore ai paesaggi mentre riprendiamo il cammino verso le Pale di San Lorenzo. Tra mughi e fiori saliamo senza fatica, solo un po di attenzione per la presenza di una vipera sul sentiero. Basta girare la largo e non succede nulla, non metterci quasi il piede sopra come ha fatto Marisa. Solo il sibilo di preavviso ha fatto in modo che si accorgesse all'ultimo istante, con buona pace di chi dice che le vipere sentono le vibrazioni e si allontanano. Questa non ne voleva sapere di andarsene, ho dovuto tirar fuori la macchina fotografica e allora si è spaventata. Morale è che lei ha fatto fuga e io non ho scattato la foto. Ad un bivio si potrebbe prendere a destra e risalire alla forcella tra le Pale di San Lorenzo e la Creta di Lanza, per raggiungere la bella cima dell'Hochwipfel, percorso già fatto alcuni anni fa, ma stavolta decidiamo di andare diritti verso Sella Cordin passando accanto alla Cima di Lanza che risaliamo.





Contrariamente alla sua modesta elevazione questa cimetta si affaccia sulla Valle da posizione isolata e offre un bellissimo panorama. La presenza di alcuni resti di trincee e di numerose fioriture ci induce a fare una sosta riposante. Naturalmente non posso fare a meno di cercare la posizione dove mettere la Creta di Aip all'interno del mirino in modo di darle la giusta importanza nel panorama che si ammira da lassù.


E' fantastico a volte perdere tempo in queste cose che magari a tanti possono sembrare insignificanti. Sempre presi da ansie da prestazione o da cime da raggiungere. Se poi metti vicino che la discesa fuori sentiero ci porta diritto diritto incontro a splendide fioriture di Giglio Martagone, ecco che anche una giornata semplice può diventare speciale.






Un bel traverso tra rododendri in fiore ci accompagna verso Sella Cordin, dove, sulla linea di confine scorre il sentiero che scende alla Malga omonima, per l'occasione occupata da un conviviale pranzo di cacciatori. Non essendo molto loquaci dopo una breve sosta riprendiamo il cammino.










Un sentiero attraversa i prati davanti alla Casera, trattasi del sentiero dei contrabbandieri, che dopo un breve tratto all'aperto entra in un bel bosco di pini e larici. Tra le felci e i fiori, tra piccoli ruscelli e qualche graziosa radura facciamo ritorno a Cason di Lanza. Va sottolineato però che il sentiero dei contrabbandieri pur non presentando normalmente difficoltà, nel suo tratto finale prima di arrivare alla strada, attraversa, tra le alte erbe un pendio piuttosto scosceso su un tratto molto ripido che sicuramente in caso di pioggia o in periodo invernale potrebbe essere decisamente scivoloso.



A parte questo piccolo dettaglio, vale la pena in questa stagione e forse ancor di più in autunno perdere un po di tempo su questi sentieri

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