domenica 27 agosto 2017

Cima Ombretta Est e il panino con lo speck




E' l'alba, il sole comincia il suo lavoro arrampicandosi sulle pareti del Pelmo e man mano che sale rende meno evanescenti le ombre delle montagne che cominciano a prendere le loro forme ben definite...........


Al Rifugio Falier, sotto l'immensa parete della Marmolada, dopo il maltempo e la giornataccia di ieri, è tornato il sereno e dopo una buona colazione, ( mi faccio preparare anche un panino con lo speck da portar via) salutato il gestore ci avviamo sulle tracce dei sentiero 610 in direzione del Passo Ombretta. Dopo un primo breve tratto che attraversa una fascia di rado bosco di abeti e larici e una successiva di grossi massi si esce sul ghiaione. Spicca evidente sopra il rifugio la sagoma caratteristica del Fungo d'Ombretta. 





Salendo ci si infila nella parte alta del Vallone e le pareti di Cima Ombretta nascondono progressivamente il Vallone di Ombrettola con le possenti pareti del Monte Fop e del Sass di Valfreida. Si sale sul ghiaione con fatica ma facilmente, sulla traccia i resti ghiacciati della grandinata di ieri. 



Raggiunto il Passo Ombretta la vista può spaziare anche sul versante opposto dove è evidente il sentiero che sale dal rifugio Contrin. Al cospetto della parete di Punta Penia iniziamo ad affrontare la via normale alla Cima Ombretta. 





Superato il Bivacco Dal Bianco, punto di appoggio per gli alpinisti,si risale il pendio seguendo i segnavia e gli ometti, fino all'attacco del breve e semplice tratto attrezzato che sfruttando dei cavi metallici consente di superare un tratto di placche rocciose comunque ben gradinate. 







Per arrivare alla forcella che separa la cresta verso cima Est e la cima di Mezzo c'è da affrontate un ripido e faticoso ghiaione, dove i più allenati prendono le distanze dal resto del gruppo. Io procedo con il mio solito passo, anche se mi accorgo di fare parecchia fatica. Forse pago ancora la mancanza di preparazione dovuta allo stop forzato di un paio di mesi, ma procedo, certo che è ripido. Alla sella si prende a sinistra, si può andare sul filo di cresta o un poco più sotto sulla destra, in ogni caso c'è da fare un po di attenzione, le tracce sono coperte di palline di grandine ghiacciata piuttosto scivolose. 










La fatica ha termine momentaneamente sulla cima che si raggiunge in pochi minuti. Una piccola croce segnala il punto più alto. Finalmente riposo un po in ammirazione della Regina Marmolada. Da questo versante lo sguardo è bloccato dalla grande parete di roccia che da qui appare ancor più gigantesca, mentre tutt'attorno le visioni si fanno davvero ampie e spettacolari. Vicino spicca la sagoma del Sasso Vernale con sotto la Vedretta il cui ghiacciaio è completamente assorbito dalle pietre. Una miriade di cime fa da contorno. La pausa per me è rigenerante, anche se il panino con lo speck non riesco a mandarlo giù e mi accontento di mezza barretta. 










Si riprende il cammino, ma invece di scendere per la via normale decidiamo di fare il periplo del Sasso Vernale per scendere al rifugio passando per il Passo di Ombrettola. Dalla sella tra la Cima Est e la Cima di Mezzo scendiamo nell'ampio catino morenico della vedretta racchiuso tra il Sasso Vernale e le Cime di Ombretta. Ormai del ghiacciaio non c'è traccia, solo pietre, bianche e grossolane. La discesa a tratti ghiaiosa consente delle divertenti scivolate, in salita però risulta sicuramente molto faticoso. Il bordo del catino sospeso coincide con un salto roccioso di un centinaio di metri praticamente verticale. Una breve ma esposta via ferrata di difficoltà media ci consente di scendere alla sua base, dove, poco distante si trova un incrocio di sentieri. 








Io comincio a sentire un po di stanchezza ma purtroppo per me riprendiamo subito e il panino resta ancora nello zaino. La giornata è spettacolare ma il sole che picchia duro come un fabbro sull'incudine non mitiga la fatica. Una traccia ripidissima sale diretta al Passo Ombrettola ,mentre un'altra più “morbida” fa un giro un po più largo in direzione del Passo delle Cirelle. La seguiremo fino a quando il segnavia 607 andrà ad incrociare il 612 proveniente dal passo. L'ambiente è bellissimo anche se la salita della Val Cirelle per me è immane. Per tirar fiato guardo un po in giro, spicca la sagoma di Cima Uomo, mentre girando lo sguardo a destra fanno da sfondo le sagome inconfondibili del Sassolungo. Raggiunto il bivio si inverte direzione e di nuovo mi ritrovo di fronte il calcare del Sasso Vernale e di Cima Ombrettola, dietro, protagonista indiscussa svetta compatta come un grande muro la Marmolada. Dai 3000 e passa metri di Cima Ombretta siamo scesi attorno ai 2500, ci aspetta dunque l'ultima fatica, il Passo Ombrettola a 2864 …... tutto ghiaione.







Finalmente il passo è raggiunto! Pensavo di aver ripreso abbastanza forma con le recenti escursioni ma evidentemente non sono bastate, oggi ho fatto parecchio fatica, anche se c'è da dire che il giro è piuttosto lungo e tutto sommato con un discreto dislivello. Ma sono contento, il percorso è splendido e la fatica viene ampiamente ripagata. Ora ci aspetta la discesa, gioiosi come bambini saltiamo sui ghiaioni e in un baleno siam fuori dalla parte alta della valle, con il panino allo speck ancora nello zaino.






Ora il sentiero si fa più comodo ed evidente, attraversa dei prati sospesi e poi con una stretta serpentina si fa gioco dell'ultimo salto roccioso. Bevo come un cammello presso una sorgente, finisco la barretta e poi con un breve traverso ormai in piano arrivo contento al rifugio Falier, dove tutto procede nella normalità. 




La giornata di ieri sembra dimenticata, gruppi di escursionisti affollano il rifugio, Dante il gestore e tutto il suo staff corrono avanti e indietro a servire le persone........Anche per noi una bella birra ! Viene il momento di scendere, gli ultimi 5/600 metri fino a Malga Ciapela. Dopo essermi accertato sulle condizioni del ragazzo che ieri ha avuto l'incidente in parete, saluto con una forte stretta di mano il gestore, un po mi dispiace andar via …....


......... durante il viaggio penso a questa due giorni e mi ricordo che nello zaino c'è ancora il panino con lo speck, effettivamente in tutto il giorno ho mangiato solo una barretta ......... cavolo se ho fame adesso ! 

2 commenti:

  1. Foto stupende per posti stupendi. Bravo Luca, sia come fotografo che come uomo di montagna.
    Il bivacco Dal Bianco.... sigh! Bei ricordi di quando ero giovane e un pò (tanto) più atletico di adesso.
    Ma Luca, mi meraviglio! Un panino d'alta quota si mangia in alta quota!
    Ciao. Decimo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ne avrei mangiati anche due.......ma non mi andava giù niente, forse il ritmo sostenuto mi ha messo un po sotto pressione .......... comunque ha fatto una brutta fine !

      Elimina