domenica 7 luglio 2013

CIMA DEL LAGO / JEREBICA

CAI Cividale 7 luglio 2013

Quando arriviamo al parcheggio alla confluenza tra il Rio del Lago e il Rio Bianco ci accoglie un fresco venticello che non sembra estate. Il cielo è come una coperta grigia, avvolge le cime più alte e non promette nulla di buono. Ma non si sa mai magari tra un pò gira il vento e noi saremo li da qualche parte magari sopra le nuvole, con un po' di pensieri ma sempre con il sorriso.

...

Pensieri che ci spingono al di là dell’ampio greto di ghiaia dove inizia il nostro sentiero, quello che nella parte finale si intravede sulle ripide pareti sotto la cima Inese, fino alla sella un bel sacrificio per le mie gambe che quest’anno sono ben lontane da una forma decente.


Ma bisogna pur iniziare a fare qualcosa e così andiamo a ficcare la testa tra le nuvole, nella speranza che durante la giornata cambi quel tanto che basta per godere del panorama indescrivibilmente bello che questa cima ingiustamente poco frequentata può regalare. La bellezza alpina della Cima del lago si specchia sulle acque azzurro/verde del Lago del Predil riflettendo le sue splendide pareti. La sua posizione consente nelle belle giornate di abbracciare tutte le cime attorno, dal Rombon allo Jalovec, dal Mangart al gruppo dello Jof Fuart, a tutte le cime che formano il sotto gruppo di Rio Bianco. Ma oggi non è una bella giornata.
Per quanto faticoso, ripido e con discreto dislivello, il sentiero per la cresta sud-ovest risulta il più conveniente, ma son pur sempre 4 orette, dapprima in un bel bosco di abete, pino bianco e faggio, poi in un sottobosco un po’ scomodo e intricato, infine per arrivare alla Forcella del Rio del Lago un ultimo tratto di ghiaione detritico dove tra mughi, ometti e qualche passo indietro in un paio d’ore raggiungo l’intaglio sotto la Cima Mogenza Grande.
Il gruppo si è sgranato perché conoscendoci ognuno va con il suo passo, tanto la meta è unica. Ai primi che si allenano per i campionati italiani di marcia in montagna sto dietro per 10 minuti, poi sorrido, non ce la posso proprio fare e rallento, prendo il mio passo, quello fatto di pause, fotografie e interesse per quello che mi circonda. Altri sono più indietro. Se ci fosse il sole già dalla forcella sarebbe splendido, le viste sul gruppo dello Jof Fuart sono comunque molto belle, c’è neve al Lavinal dell’Orso e a Forcella Mosè, svettano la Cima Alta di Rio Bianco, le Castrein e la Vetta Bella, mentre la cima più alta è coperta dalle nuvole, oltre la Cengia degli Dei.









Alla forcella faccio dunque una pausa, chiamo Marisa a casa per raccontargli un po’ il percorso fin qui, sperando che si rimetta presto, per poter pian piano riprendere insieme il nostro andar per monti. Poi sarà bello chiamarla di nuovo, dalla cima.
Sono sulla cresta di confine, per valloncelli carsici ricchi di fiori, seguo il sentiero verso la cima Inese, ogni tanto si aprono i panorami anche sul versante del Rombon e dell’impressionante parete del Vrh Ribeznov. In splendida solitudine percorro la cresta sud-ovest, passo la cengia sotto la cima Inese, supero la quota 2009 a fianco del Gorenji Krivi Rob per poi scendere il breve canalino roccioso e l’ulteriore cengia erbosa fino alla sella dove, quando la nebbia e le nuvole si diradano, un po’ si intravede la cima del Lago. Qui giunge anche la traccia del ben più impegnativo sentiero del “Canale del Camoscio”.













La mancanza di allenamento si fa sentire e mi devo fermare, ho bevuto poco, mi prendono i crampi ad una coscia e mi blocco nell’ultimo tratto di paesaggio carsico che precede la cresta finale. Il dolore non mi fa di certo gustare questo bel tratto, guardo indietro, il pensiero di risalire non è il massimo ma comunque dopo un po’ riprendo, un sguardo di sfuggita al lago, un ciglione erboso e arrivo in cima dove viste le nubi è molto bello immaginare come possa essere il panorama.








Qualche schiarita sul lago o verso sud, ma per il resto solo grigie nuvole minacciose. Mi consolo con il panino allo speck, un bel po’ di acqua e sali minerali per reintegrare e un po’ di battute con il resto della compagnia. Alla fine, qualche decina di minuti più tardi arriva anche Enzo, una stretta di mano, un bel traguardo per lui, reduce da qualche problema serio al cuore, 1200 mt di dislivello sono sempre una gran conquista. I complimenti del gruppo son tutti per lui. Firma e foto di gruppo, poi via la discesa.







La luce migliora, a tratti esce il sole così da ripagare almeno in parte la fatica di oggi, qualche cimetta si vede. L'altipiano del Canin appare e scompare, lasciando intravedere il bel nevaio.
















Nonostante il sole ci abbia preso in giro splendendo come non mai al nostro arrivo al parcheggio, noi non ci lasciamo abbattere, fuori i salami, fuori li formaggio e il vino, si festeggia. Il rientro a Cividale lo facciamo per Bovec, urge una sosta, al gruppo è venuta sete di nuovo ……… Alla fine nonostante la fatica e un pò di delusione per il tempo, resta una gran bella cima. Fantastiche come sempre le Alpi Giulie.


le foto originali le ho messe qui
CIMA DEL LAGO / JEREBICA

6 commenti:

  1. giovanni writes:ottimo Luca, bella atmosfera. tutto sommato meteo clemente con la vista sul lago che e' un po' lo scopo di questa cima a mio avviso. mandi e un augurio di pronta guarigione a Marisa

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  2. frivoloamilano14 luglio 2013 19:07

    Cima del Lago...dunque almeno quello lo avete visto e non solo. Poi se in buona compagnia anche il cielo sembra meno grigio. Esigente l'escursione... ma non esagerare Luca "che hai una certa età" !!! :D :D ciao

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  3. montagnesottosopra14 luglio 2013 22:07

    Originally posted by anonymous:giovanni writes:ottimo Luca, bella atmosfera. tutto sommato meteo clemente con la vista sul lago che e' un po' lo scopo di questa cima a mio avviso. mandi e un augurio di pronta guarigione a Marisa

    Quello che è mancato è stata la vista sulle Giulie slovene, per il resto è andata bene !

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  4. montagnesottosopra14 luglio 2013 22:07

    Originally posted by frivoloamilano:Cima del Lago...dunque almeno quello lo avete visto e non solo. Poi se in buona compagnia anche il cielo sembra meno grigio. Esigente l'escursione... ma non esagerare Luca "che hai una certa età" !!! :D :D ciao

    Per la cima del Lago non posso che confermare, per il resto..... aspetta che mi renda conto, mi devo abituare :D !

    Ciao

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  5. Graziano writes:invece esagera Luca...proprio perchè hai una certa età...e non è detto che... (toccata scaramantica). Auguri Marisa..Quando ti rimetti Luca ti porta una settimana sul Triglav così ti fa passare l'astinenza da alte quote

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  6. montagnesottosopra16 luglio 2013 23:07

    certo , io vado ma con giudizio :spock: ! Marisa ringrazia, magari una settimana !

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