domenica 16 settembre 2012

ANELLO DELLO ZOLLNER SEE

Marisa e Luca 16 settembre 2012

Da Casera Ramaz, attraverso il sentiero dei silenzi, il sentiero delle farinarie, il sentiero dei Celti e un pezzetto di Karnischer Hohenweg mettiamo insieme senza volere un bel percorso ad anello tra Italia e Austria passando per il rifugio Fabiani e lo Zollner See. 


 
Poco prima di Casera Ramaz imbocchiamo la pista forestale di servizio alla Casera Lodin alta in direzione dei Rifugio Fabiani, poi decideremo il da farsi. Dopo poco lasciamo la strada forestale che di fatto, almeno per ora sostituisce il vecchio sentiero 454 e imbocchiamo il segnavia 407 che porta nella valletta di Pecol di Chiaula e attraverso Sella Cercevesa, nella conca di Pramosio. Il sentiero è attualmente inagibile ma lungo il suo percorso si trovano le deviazioni del vecchio 454 e del 454A che portano al rifugio Fabiani. Naturalmente noi deviamo alla prima indicazione, dato l’evidente cartello, ma dopo poco ci ritroviamo nel bosco a cercare di seguire una vecchia traccia apparentemente dismessa tra le ortiche. Ravanando un pochino nel bosco troviamo il passaggio che ci riporta sulla forestale che da qui fino al bivio per il rifugio non molliamo più. La strada è monotona ma comoda, a lunghe svolte ci porta su offrendo scorci di paesaggio sul Sernio, sul Dimon, sulla Cuestalta.
Poco dopo i prati di Casera Lodin siamo costretti nostro “ malgrado “ ad una tappa forzata. Un campo intero di lamponi ci attira, come dire uno tira l’altro, tanto che il tempo passa, ma non abbiamo fretta ne mete prestabilite.







Lasciata la strada imbocchiamo finalmente il sentiero per il rifugio, entriamo nel bel bosco di Chiaula per poi uscire sui prati del vasto pianoro dove ai limiti della foresta è collocato il rifugio, al centro del semicerchio sovrastato dalla mole della Cuestalta. Punto di transito della Traversata Carnica dalla sua posizione si gode di panorami incantevoli verso il Sernio e la Grauzaria, verso lo Zermula e il Passo di Lanza.










Il rifugio è una vera fattoria, un muss, quatri ciavris, il dindi, il cian. Un posto piacevole, che mette allegria e che meriterebbe una maggiore frequentazione. Il gestore è gentile, metto il timbro e chiedo indicazioni, comincia a delinearsi l’idea di proseguire con la possibilità di realizzare un bell’anello, intanto andiamo fino al passo. So che certi sentieri dalle parti del Lodin che scendono a Ramaz non sono molto individuabili per cui le notizie del gestore ci sono molto utili.




Un saluto e ripartiamo verso il Passo Pecol di Chiaula proseguendo lungo il sentiero 454 che riprende il suo percorso proprio dietro il rifugio, sale un costone dentro un bel boschetto di larici per poi uscire sugli spazi prativi che precedono il passo, a maggio ricchi di abbondanti fioriture.











Il Passo lo raggiungiamo in meno di un’oretta, si passa una staccionata per entrare in Austria. Resti di reticolati ci ricordano che qui si è fatta la guerra del 1915-18, che su questi confini passava la linea del fronte come testimoniano anche i numerosi ed evidenti resti di trincee visibili sui fianchi della Questalta. Al Passo cambiano gli scenari, si apre la Valle del Gail, la vista vola lontano verso i Tauri e le lontane Dolomiti, vicino invece c’è il grazioso rifugio austriaco Steinwender con la sua caratteristica cappella.








Facciamo sosta, un’occhio alla cartina e uno all’orologio. Da qui è più corto proseguire che ritornare sui nostri passi, c’è poi da vedere il piccolo lago Zollner e il gioco è fatto, l’anello si completa da solo.
Seguendo le indicazioni del GeoTrail raggiungiamo lo Zollner See con un percorso in leggero saliscendi in un habitat naturale davvero bello, ricco di acque e particolari strati di rocce fra le più antiche della catena Carnica.Quello che colpisce di più è il verde lussureggiante degli spazi, la morbidezza delle forme, la presenza del laghetto ad abbellire e completare questo tratto che dolcemente ci porta verso il Monte Lodin dove attraverso il Passo di Lodinut si dovrebbe scendere a Casera Lodin Alta.












Troppo facile. Poco dopo il lago, anziché proseguire lungo l’evidente sentiero saliamo ad una selletta seguendo una traccia un po’ più debole che però dovrebbe ricongiungersi dopo il Passo Lodinut. E’ un vecchio sentiero non segnato, che passa sul versante italiano e meno evidente, con qualche passaggio più “emozionante” ci porta, abbreviando, nei pressi dei ruderi di casera Lodinut Alta, dove si ritrova il sentiero segnato. Da lì si arriva ai complessi delle Casere Lodin Alta.



















In parte molto ben ristrutturata la malga si trova in una posizione molto panoramica, dove lo scenario verso il Passo di Lanza da un lato e verso Paularo dell’altro ti fanno restare a bocca aperta.









Siamo stati fortunati oggi, la giornata è molto bella e la luce pomeridiana del sole che di poco precede il suo calare dietro i monti illumina lo Zermula, il Cavallo di Pontebba e la Creta di Aip che sembrano spuntare dai verdi boschi sottostanti, sotto un cielo azzurro con le nuvole a donare profondità alla scena. Impossibile non fermarti lì a godertela tutta.



Ci resta ora l’ultimo tratto, la discesa. Individuato il segnavia 457 dal panoramico ripiano proseguiamo prima in rettilineo poi in discesa sotto le pendici verdi, ricche di strati rocciosi, del monte Lodin. Perdendo quota entriamo nel bosco seguendo il sentiero, si passa per Casera Ramaz Alta.





La luce del sole prima di sera allunga le ombre all’interno del bosco, odore di funghi, profumi selvatici, silenzi rotti dalle vicine acque del Chiarsò che si lasciano andare vivaci verso la forra de Las Callas, ci accompagnano durante la lunga discesa che ci porta sulla strada nei pressi di Casera Ramaz.





Bel percorso, anche piuttosto lungo, panorami, resti di guerra, paesaggi alpini e silenzi, senza premura, come piace a noi.

8 commenti:

  1. un lampone tira l'altro, un passo tira l'altro, una sella tira l'altra, un dosso tira l'altro...alla fine vi ritrovate ad aver fatto un signor anello, laghetto e magnifiche viste compreso! ciao :happy:

    RispondiElimina
  2. Anonymous writes:sssst ;). proprio un bel giro!!!ciao

    RispondiElimina
  3. Il dindio in tavola lo vedo un po' crudo :)

    RispondiElimina
  4. montagnesottosopra23 settembre 2012 22:09

    Originally posted by anonymous: Unregistered user # Sunday, September 23, 2012 4:20:40 PMAnonymous writes:sssst ;). proprio un bel giro!!!ciao alla fine le uscite non programmate sono sempre le migliori !

    RispondiElimina
  5. montagnesottosopra23 settembre 2012 22:09

    Originally posted by frivoloamilano:frivoloamilano # Sunday, September 23, 2012 3:41:03 PMun lampone tira l'altro, un passo tira l'altro, una sella tira l'altra, un dosso tira l'altro...alla fine vi ritrovate ad aver fatto un signor anello, laghetto e magnifiche viste compreso! ciao si però alla fine mancava poco che Marisa mi tirasse dietro uno scarpone ..... e se uno tira l'altro ...... :D

    RispondiElimina
  6. montagnesottosopra23 settembre 2012 22:09

    Originally posted by lor74cas:Lorenzolor74cas # Sunday, September 23, 2012 7:51:27 PMIl dindio in tavola lo vedo un po' crudo il dindi apparecchia, sparecchia e prende le comande :D

    RispondiElimina
  7. vinicio writes:Son fuori allenamento, ma spero di riuscire a farcela per prox domenica.

    RispondiElimina
  8. montagnesottosopra23 giugno 2013 18:06

    Originally posted by anonymous:vinicio writes:Son fuori allenamento, ma spero di riuscire a farcela per prox domenica.

    un passettino alla volta e si arriva in fondo. Il rifugio Fabiani quest'anno è chiuso però ......

    Mandi

    RispondiElimina