domenica 20 maggio 2012

MONTE CHIAMPON

Flavio e Luca 20 maggio 2012


Mancano pochi metri, chiudiamo un attimo gli occhi, lasciamo che i passi ansimanti della nostra anima volgano alla cima, a valle ogni compromesso. Le nuvole salgono appese nel vuoto ed ecco che improvvisamente dopo la fatica ci sentiamo più leggeri proprio come il soffio del vento tra la terra e il cielo. La croce, la campana, la vetta. La soddisfazione di una salita come il Chiampon, pur non difficile, non può lasciarci indifferenti. 

...

Mentre assaporo a sorsi una fresca birra a Malga Cuarnan ripenso a questa giornata in compagnia dell’amico Frivoloamilano. Vorrei descrivere con infinite parole le infinite forme e gli infiniti colori pur velati dalla foschia, l’andar per monti non è così effimero come molti tendono a pensare, magari sarà un po’ essenziale, ma ti porta lontano, incontro a luoghi, persone e dimensioni che non immagini. Lo sguardo può davvero viaggiare, come un segnale radio in campo aperto, superare distanze inimmaginabili. Ma mentre un segnale radio è si effimero e può interrompersi, tutto il resto no perché è dentro e fuori di noi e ci appare ad ogni passo, ad ogni respiro.
Io e Flavio avevamo pensato da un po’ al Chiampon, una bella cimetta, un buon allenamento dopo la staticità di una stagione non proprio entusiasmante. Abbiamo rimandato di domenica in domenica, poi questo sabato, mentre sono intento ad ammirare il Bondone e la Paganella dalla piana di Trento, l’amico Flavio mi chiama: “ Ueh Luca che dici, qui il tempo tiene, andiamo?” “Ciao Flavio, rientro stasera, ma domattina mi faccio trovare pronto, si parte dal ponte sul Vegliato, qualsiasi ora va bene”.
La cima ha un fascino particolare, è un simbolo per il Gemonese, la possiamo ammirare mentre in auto saliamo l’autostrada, con il suo Passo della Signorina, miracolosamente sospeso sulla profonda ferita inferta dal terremoto del 76.
La stradina sale a tornanti verso malga Cuarnan e anche noi. Distratti saltiamo il tornante dove si imbocca il sentiero 713 e ci ritroviamo sul piazzale di ghiaia al termine della strada. Poca voglia di tornare indietro e 300 mt risparmiati. Abbreviamo la salita, così abbiamo tutto il tempo di godercela questa bella giornata.
Passiamo per la malga e in breve raggiungiamo Sella Foredor, incrocio di sentieri provenienti da Gemona e dalla Borgata di Pers in alta Val Torre. Camminando tra migliaia di narcisi selvatici imbocchiamo la traccia per la cima.



A strette svolte ci avviciniamo alle rocce e già le prime viste su Gemona e sulla pianura fanno la loro splendida comparsa. Dietro di noi il Cuarnan fedele vassallo con la sua bianca cappella del Redentore che si staglia verso il cielo in controluce.
Il sentiero sale ripido, concedendo pochi momenti di riposo, alternandosi tra resti detritici, sellette erbose e crestine rocciose, in direzione dello sperone che separa il grande canale della Val Vedronza dal baratro della grande parete ovest che precipita verso Gemona. Un breve tratto roccioso ci separa dal Passo della Signorina, esposto ma molto ben attrezzato.












Condizionati dalla ripidità del sentiero saliamo, dando slancio alle nostre forze, le mani al contatto di un terreno multicolore, bianco, grigio, verde, pieno di genziane e orecchie d’orso, la mente rivolta al cielo ma attenti alla realtà che ci circonda, assaporando le emozioni delle soste, sospesi sulla pianura, in ascolto di quello che la montagna ci sa offrire.
A dispetto dell’altezza della cima, il sentiero sembra senza fine, aperto nella sua danza a svolte lungo l’ultimo crinale.















Dalla cima il panorama è estesissimo, ma dobbiamo aspettare un po’ che le nuvole se ne vadano per poter vedere le grandi montagne. Tutto sommato abbiamo fatto presto per cui ci godiamo la cima. In campo aperto il segnale radio della piccola PMR446 va lontano, come i nostri pensieri e le quinte di monti dell’Alta Via si mescolano con la foschia risaltata verso est da un pallido sole. Mentre sopra le nuvole spunta lontana la cima del Monte Nero e finalmente appare oltre i Musi il Canin e tutto il gruppo del Montasio.
La cima è esile ma può lasciar spazio a diverse persone che come noi oggi hanno scelto questa montagna.














Una firma, un tocco di campana, di buon auspicio e poi, ormai abbandonata l’idea della traversata per gli stavoli Scric e Sella Sant’Agnese, riprendiamo la discesa, di passi e balzi. Salita fatta di forza respirata e soffiata fuori e discesa rallentata tra autonomia di movimento e verticalità di orizzonti vicini e lontani.







Poi il pendio si appiana ed eccoci qui seduti su una panca, con una birra in mano a guardare in su con rispetto.
Ci lasciamo con una stretta di mano, anche oggi una buona cima, alla prossima …………

9 commenti:

  1. frivoloamilano24 maggio 2012 23:05

    Ormai siamo sincronizzati, stesso ritmo, stesse esigenze di sosta, stessi scatti, stessa soddisfazione e stessa accettazione del destino soprattutto se decide per 300 metri in meno...Alle prossime senz'altro Luca ;)

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  2. giovanni writes:e' bello leggere le avventure del bi-cilindrico!ciao luca

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  3. montagnesottosopra26 maggio 2012 19:05

    Originally posted by anonymous:giovanni writes:e' bello leggere le avventure del bi-cilindrico!ciao lucadopo l'avventura però, facciamo sempre il tagliando e rimettiamo subito a posto il livello di additivi :cheers: :cheers:

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  4. Graziano writes:Anche con trecento metri in meno, immagini e commento arrivano dritti al cuore. Bravi ragazzini... continuate così

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  5. montagnesottosopra29 maggio 2012 09:05

    Originally posted by anonymous:Unregistered user # Monday, May 28, 2012 10:49:32 PMGraziano writes:Anche con trecento metri in meno, immagini e commento arrivano dritti al cuore. Bravi ragazzini... continuate cosìCiao Graziano. grazie per i "ragazzini", così ci fai sentire giovani e trecento metri in più non ci peseranno ;).Mandi

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  6. Luca l Alpinauta writes:manca solo che sincronizziate barba e baffi!

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  7. montagnesottosopra29 maggio 2012 18:05

    Originally posted by anonymous:Unregistered user # Tuesday, May 29, 2012 10:48:22 AMLuca l Alpinauta writes:manca solo che sincronizziate barba e baffi!e' un pò difficile, li il Frivolo è inconfondibile :D

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  8. montagnesottosopra29 maggio 2012 18:05

    Originally posted by frivoloamilano:Ormai siamo sincronizzati, stesso ritmo, stesse esigenze di sosta, stessi scatti, stessa soddisfazione e stessa accettazione del destino soprattutto se decide per 300 metri in meno...Alle prossime senz'altro Luca e io non mi sento per niente in colpa anche con 300 mt in meno, avremo sicuramente tempo di aggiungerli la prossima volta ...... :D

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  9. "Carpe diem" ...cogli l'attimo... in questa società dove tutti vanno di corsa e pochi si soffermano a cogliere l'attimo, quei pochi secondi che rimangono nella vita di ognuno di noi...mandi;) ;)

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