lunedì 26 dicembre 2011

QUASI CAPIN DI PONENTE: come il peso di una farfalla

Marisa e Luca 26 dicembre 2011

Non è tanto presto quando imbocchiamo la prima curva, sulla stradina che porta in Val Bartolo. 

 


All’improvviso fermo l’auto, scendo con calma, sono tre. I suoni della civiltà non arrivano, silenzio, solo il leggero rumore dell’acqua del ruscello e dei sassi sulle rocce. Saltano da una roccia all’altra e noi quasi stregati restiamo senza fiato per la stupenda visione di tre camosci. Forti, lievi ed eleganti si muovono sfidando la gravità, danzando in punta dei “piedi” sulla montagna.



Proseguiamo lungo la strada della Val Bartolo fino all’imbocco della mulattiera per Sella Canton dove si inizia a salire. Il nostro procedere è lento, pesa il pranzo di Natale. Decisamente i camosci sono più agili, su di noi grava il peso della farfalla, anzi più che farfalle direi tortellini ripieni.
Il terreno è duro, ghiacciato, ma la mulattiera è sempre comoda, sale a svolte continue lungo il bosco a tratti innevato che piano piano si trasforma da faggeta a bosco di conifere. Sotto le foglie e il sottile strato di neve si scivola un po’, però saliamo e tra i rami degli alberi si intravedono finalmente le cime delle Alpi Giulie.
Sella Canton, un crocevia di sentieri, segna la fine del sentiero nel bosco. Il percorso verso il Monte Goriane continua sulla strada forestale coperta di neve. Normalmente ci vogliono ancora due ore.






La vista ora si allarga, si può vedere oltre il bosco e finalmente compaiono interamente le Alpi Giulie, dalle Ponze al Montasio, passando per il cupolone del Mangart e l’elegante piramide dello Jof Fuart. Purtroppo il cielo si è chiuso e non ci consente di godere al massimo questo spettacolare panorama come spettatori in prima fila. La stradina sempre in decisa salita prosegue a mezza costa e le viste si aprono anche sull’altro versante, verso l’Osternig e l’Acomizza. Finalmente si appiana, adesso la neve si fa un pò più consistente. La Goriacher Alm è ancora abbastanza lontana ma noi proseguiamo, senza le ciaspe lasciate in auto, facendo fatica fino ad una sella dove troviamo una indicazione per il monte Capin di Ponente. Il cartello è inesorabile: Goriacher Alm 45 min e sono già le due passate. Vista lo sforzo che faccio oggi ad andare avanti nella neve faccio un rapido calcolo e come ripiego cerco di convincere Marisa a salire i poco più di cento metri che ci separano dalla cima del Kapin. Non ci sono tracce e si sprofonda. Niente, oggi non va, penso ai camosci e a come a volte sia grave il peso di una farfalla…..











Dopo una pausa e qualche scatto alle Giulie approfittando di qualche finestra di azzurro e di sole rubato al grigio del cielo ritorniamo a Sella Canton e imbocchiamo il sentiero 509 per la Val Bartolo.





Siam partiti tardi, fuori forma. Niente cima, niente panorami solari, ma almeno ci consoliamo per l’incontro con i camosci di stamattina. Scendiamo lungo il sentiero, ci sono tracce che stamane non c’erano, la neve lascia il ricordo di un passaggio, l’impronta inconfondibile dell’uomo, ma anche degli animali che popolano il bosco. La luce comincia decisamente a calare e il bosco si riempie dei suoi misteri.
Di nuovo come stamattina i camosci. Con un gesto avviso Marisa, procediamo come cacciatori, probabilmente non sentono il nostro odore perché l’aria soffia leggera ma contraria e questo ci consente di arrivare abbastanza vicino da poterne osservare ancora una volta due. A differenza dei cacciatori per noi non è uno scontro, ma un incontro, con la natura, con l’animale, che poi scompare, per poi riapparire, adesso ci ha visto, ma non ha paura, perché la montagna lo sa e glielo ha detto, di noi non può aver paura. Si lascia fotografare, quasi sentiamo il suo respiro, ci consente di ammirarlo però tenendoci a rispettosa distanza con il suo soffio, non ci teme. Poi, all’improvviso vola sulle zampe, nascondendosi tra le rocce, poi riappare sul sentiero e io benevolmente lo “trafiggo” con lo zoom al massimo il più vicino possibile , consentito dall'animale.


Il camoscio ha protetto la sua femmina, poi se ne va, senza fuggire. E anche noi possiamo scendere senza disturbare, senza affanno, con rispetto. Anche questa è montagna.

8 commenti:

  1. frivoloamilano1 gennaio 2012 19:01

    Cosa c'è di più bello ed esaltante dell'incontro con un animale delle terre alte! Se inaspettato poi, e con queste modalità, è un'esperienza veramente indimenticabile. Spero che capiti anche a me... ciao

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  2. giovanni writes:ha ragione flavio, con una partenza cosi' capin di ponente puo' rimanere dov'e' ;)

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  3. montagnesottosopra2 gennaio 2012 21:01

    Originally posted by anonymous:Anonymous # Sunday, January 1, 2012 7:33:27 PMgiovanni writes:ha ragione flavio, con una partenza cosi' capin di ponente puo' rimanere dov'e' ;)certo, sul Capin di Ponente ci posso tornare quando voglio ..... spero:)

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  4. montagnesottosopra2 gennaio 2012 21:01

    Originally posted by frivoloamilano:Cosa c'è di più bello ed esaltante dell'incontro con un animale delle terre alte! Se inaspettato poi, e con queste modalità, è un'esperienza veramente indimenticabile. Spero che capiti anche a me... ciaoCiao Flavio, la giornata grigia è stata compensata da questa bella sorpresa, veramente emozionante.

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  5. sentieridimontagna writes:"A differenza dei cacciatori per noi non è uno scontro, ma un incontro, con la natura, con l’animale, che poi scompare, per poi riapparire, adesso ci ha visto, ma non ha paura, perché la montagna lo sa e glielo ha detto, di noi non può aver paura."Bellissime parole Luca, c'è tutta la passione per la natura e la montagna in queste. Adesso conosco il retroscena delle foto!PS: lato meno poetico e tecnico, ho aggiornato il feed RSS, che mi sono accorto solo oggi che era sbagliato, così vi seguo nuovamente.

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  6. montagnesottosopra4 gennaio 2012 17:01

    Originally posted by anonymous:Anonymous # Wednesday, January 4, 2012 9:22:52 AMsentieridimontagna writes:"A differenza dei cacciatori per noi non è uno scontro, ma un incontro, con la natura, con l’animale, che poi scompare, per poi riapparire, adesso ci ha visto, ma non ha paura, perché la montagna lo sa e glielo ha detto, di noi non può aver paura."Bellissime parole Luca, c'è tutta la passione per la natura e la montagna in queste. Adesso conosco il retroscena delle foto!PS: lato meno poetico e tecnico, ho aggiornato il feed RSS, che mi sono accorto solo oggi che era sbagliato, così vi seguo nuovamente.Grazie Omar. anchio ti seguo, appena le condizioni diventano ideali vorrei fare un giro sulla neve a casera Pradut ! Ciao

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  7. Trekker (montagneluminose) writes:Bellissima escursione. Colgo l'occasione per ricambiare gli auguri di vero cuore. Buon anno!!

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  8. montagnesottosopra4 gennaio 2012 19:01

    Originally posted by anonymous:Anonymous # Wednesday, January 4, 2012 6:36:25 PMTrekker (montagneluminose) writes:Bellissima escursione. Colgo l'occasione per ricambiare gli auguri di vero cuore. Buon anno!!Mandi Trekker, grazie del passaggio e buon 2012 :up:

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