mercoledì 17 marzo 2010

MONTE CUARNAN: tra parole e immagini .

Marisa e Luca 14 marzo 2010


Saliamo al Monte Cuarnan dalla piccola frazione di Borgo Jouf nel comune di Montenars. Una stradina si snoda tra le case del piccolo borgo abbarbicato su questo monte dal facile accesso ma dai grandi panorami.
[/I]

...


Il monte Cuarnan gode di una posizione davvero privilegiata, a picco sulla pianura friulana e protetto dalle alte pareti del Monte Chiampon separato da questo dalla Sella Foredor. E’ un monte molto amato dagli escursionisti proprio per i suoi grandiosi panorami che nelle belle giornate spaziano fino al mare. Il clima mite garantito dalla sua protetta posizione dai freddi venti del nord ne fa un sito che gode di una ricca varietà floristica e i numerosi sentieri che ne risalgono i fianchi consentono una gradevole escursione anche fuori stagione.
Tant’è vero che mentre nei fondo valle delle montagne ancora si cammina nella neve sul Cuarnan è già spuntata la primavera. Il segnavia 715 coincide per un po’ con la strada forestale, superata una antica fontana in muratura dopo la prima curva un vero spettacolo di crochi ci accoglie, un tappeto dalle sfumature viola nei prati e una doppia scia ai bordi della stradina ci invita mitigando la salita.
Un inconveniente incomprensibile fa si che la macchina fotografica non funzioni e così, lanciando accipicchia, perdinci, perbacco e perdindirindine varie mi accingo a percorrere questa bella e tranquilla escursione rassegnato a imprimere i ricordi solo nella mia mente. Che fare? niente purtroppo. C’è però un vantaggio: in questi casi i sensi si amplificano e i particolari piacevoli si imprimono meglio, i colori sembrano risvegliarsi sotto i raggi di un bel sole primaverile. Le parole assumono una bella e piacevole sensazione, che si mescola con la tranquillità variopinta del sentiero.
Seguiamo la strada per un po’, tra crochi, primule e verdi ellebori, per poi finalmente entrare nel bosco, sul sentiero che piega a destra. Brevi svolte e si esce dal bosco sul pulpito dello Zuc de Cros. La giornata non è limpida e non possiamo godere degli splendidi panorami verso la pianura e questo mi fa leggermente dimenticare la macchina fotografica.
La dorsale sale fino ad incrociare il sentiero 716 che proviene da Gemona e piega verso il grande anfiteatro de “Lis Presis”. Un cartello del CAI avvisa che il sentiero è chiuso per una frana e questo ci limita nel completare l’anello dalla cima scendendo dalla cresta sud-est, ma poco importa.
Il sentiero ora si fa ripido e mira alla cresta sopra di noi. Con numerose svolte saliamo il pendio verso “l’Ors di Cuarnan” dove il paesaggio cambia, con affioramenti rocciosi a carattere carsico. Peccato per la foschia perché il posto è davvero molto bello, si intravedono comunque spuntare le cime del Cuar e del Flagjel ancora imbiancate di neve. Qui ci vorrebbe una foto. Le possenti pareti del Chiampon compaiono comunque attirando l’attenzione e uno sguardo va alla grande frana del terremoto del 76. Lontano, ma non troppo compare la Cappella del Redentore. Risaliamo la dolce dorsale a tratti ancora coperta di neve e superato il Ricovero Cuarnan in pochi minuti siamo in cima.
Avevamo deciso di salire il Cuarnan per goderci il magnifico panorama verso sud che la cima regala. Se non ci fosse foschia sarebbe davvero eccezionale. Facciamo una breve pausa nei pressi della pittoresca cappelletta del Redentore mentre il cielo si chiude ancora di più. Ci sono un po’ di escursionisti ma tutto sommato non molti e si sta davvero bene .

L’idea sarebbe di scendere per la cresta sud – est, ma il ripido spallone è ancora coperto di neve, tra l’altro piuttosto molle. Aspettiamo per vedere se qualcuno sale o scende ma forse il fatto che il sentiero sotto è chiuso fa comunque cambiare idea a tutti.
Al riparo dal vento, appoggiati ai muri della cappella per una sosta, provo per l’ennesima volta a “mettere in moto” la macchina. Lo sguardo di Marisa mi fa pensare che non mi creda e che la mia sia solo una scusa per prendermi una reflex nuova, ma non è così ( davvero ? mah ). Nello zaino c’è sempre di tutto e alla fine con un improvvisato cacciavitino alla Mc Gyver risolvo il problema……. E vai.

































La discesa la lascio alle immagini, mi dispiace per il cielo, ma davvero mi accontento. Sono sicuro che anche così e forse ancora di più abbiamo apprezzato la salita e questa piacevole cima.

14 commenti:

  1. giovanni writes:bella tonalita' le foto. il cuarnan lo ricordo bene perche' ci son salito il 31 dicembre del 2008 :-)mandi Luca & Marisa

    RispondiElimina
  2. frivoloamilano18 marzo 2010 18:03

    Il tappeto di crochi... un bel dejà vu. Il Cuarnan regala sempre sensazioni e belle immagini sia con le parole che con la fotocamera che funziona solo da metà dell'escursione. :D ciao

    RispondiElimina
  3. montagnesottosopra18 marzo 2010 19:03

    Originally posted by frivoloamilano:frivoloamilano # 18. March 2010, 17:27
    Il tappeto di crochi... un bel dejà vu. Il Cuarnan regala sempre sensazioni e belle immagini sia con le parole che con la fotocamera che funziona solo da metà dell'escursione.

    ciao

    Meno male che ha ripreso a funzionare mi sarebbe dispiaciuto. Per rispetto al Redentore mi sono contenuto assai
    :furious:

    RispondiElimina
  4. montagnesottosopra18 marzo 2010 19:03

    Originally posted by anonymous:Anonimo
    # 18. March 2010, 10:11
    giovanni writes:

    bella tonalita' le foto. il cuarnan lo ricordo bene perche' ci son salito il 31 dicembre del 2008 :-)
    mandi Luca & Marisa

    con il sereno e le stelle dovrebbe essere spettacolare.
    Ciao

    RispondiElimina
  5. giovanni writes:@lorenzopreso :-D!

    RispondiElimina
  6. Il kit di MacGyver http://www.flashki.it/foto/1185020237_mc_gyver_kit.jpg un must per ogni escursionista.Belle foto, solo il bucaneve mi sembra strano, sarà la compressione jpg, ma sembra quasi abbia un alone, sarà mica che hai infilato il cacciavite troppo in fondo? :D

    RispondiElimina
  7. montagnesottosopra19 marzo 2010 14:03

    Originally posted by lor74cas:Il kit di MacGyver http://www.flashki.it/foto/1185020237_mc_gyver_kit.jpg un must per ogni escursionista.Belle foto, solo il bucaneve mi sembra strano, sarà la compressione jpg, ma sembra quasi abbia un alone, sarà mica che hai infilato il cacciavite troppo in fondo? per di la verità ho sfuocato lo sfondo per nascondere ramaglie ma è anche colpa del programma per mettere il logo che ha compresso la foto riducendo il tutto a meno di 30K . Casomai se avessi infilato il cacciavite troppo a fondo sarebe uscita una foto con le lacrime :cry: :D Ciao

    RispondiElimina
  8. Ma il logo non è un'immagine che hai fatto tu?Perchè usi un programma per appiccicarci il logo se ti fa disastri in fase di salvataggio?Se hai problemi con certe foto lo importi come layer e lo cacci in basso a dx o sx nel punto dove si vede o non da fastidio a seconda della foto. Poi salvi nel formato che vuoi alla compressione che vuoi.Faccio il figo perchè mi sto leggendo un manuale sull'utilizzo di Gimp :D Siamo sulle 500 allegre paginette

    RispondiElimina
  9. montagnesottosopra22 marzo 2010 09:03

    In effetti vorrei fare come dici tu per esempio con photoshop però non ho ancora capito come farlo in automatico su più foto e farlo una per una mi fa perdere un sacco di tempo. Uso Visual Watermark dove puoi applcare ad una intera cartella il logo che ho fatto da solo. Magari è facilissimo ma a volte non mi applico. Tu contiuna a fare il figo e così dopo ti strappo le notizie :D

    RispondiElimina
  10. Con photoshop non saprei dirti, quando arrivo al capitolo delle macro o script in gimp ti faccio un fischio.Ora come ora potrei dirti come farlo manualmente, penso si stia circa 2 minuti a foto, anche meno con un po' di pratica, certo che se devi farlo su 30 foto è lunga la storia, per contro hai il controllo totale: del posizionamento e puoi scegliere se proiettare dietro al logo un'ombra chiara in caso di fondo scuro o viceversa scura su fondo chairo in modo che non si perda nella foto.Mi piace quella dell'elleboro, io ci ho provato, ma la mia scatoletta non ne vuole sapere di mettere a fuoco in macro come dico io.

    RispondiElimina
  11. montagnesottosopra22 marzo 2010 14:03

    va un pò meglio se inserisco il logo prima di ridurre la foto e poi di nuovo con photoshop la ridimensiono a 800x600. Per le macro si potrebbe parlare ore. Io non uso mai l'automatico ma lavoro con il diaframma tutto aperto per avere meno profondità e lascio che macchina scelga il tempo di scatto più opportuno. Ma c'è tanto da imparare.....:( dicono che è fondamentale il treppiede , ma tra quello e dover rinunciare al peso di un panino con lo speck preferisco il panino :D

    RispondiElimina
  12. Luca l'Alpinauta writes:parole sante per le macro. a parte che ci sono treppiedi micro che van bene e pesano come due biscotti.certo che per fare una bella macro con il digitale devi fare trenta foto. con la vecchia cara reflex montavo il 200 al contrario con il riduttore e ogni clic era quasi perfetto! ogni tanto mi vien voglia di darmi all'archeologia fotografica, ma i panini in meno diventano 5 o 6!!!mandiiiiiiiii!!!!

    RispondiElimina
  13. montagnesottosopra26 marzo 2010 19:03

    Ciao Alpinauta, con due treppiedi e una tavola mi faccio una panchina e mi mangio il panino in pace, alla faccia delle macro:D :D

    RispondiElimina
  14. bellissimo monte!!!!!

    RispondiElimina