giovedì 15 maggio 2008

MONTE BRIZZIA :da Pontebba per il sentiero "Bepi della Schiava"

Domenica 11 maggio 2008 Marisa e Luca


Questa volta siamo soli io e Marisa. Volevamo in qualche modo contribuire anche noi alla"fiaccolata " in difesa dei diritti umani che oggi si manifesta con l'accensione di fumogeni colore rosso su numerose cime. Purtroppo non siamo riusciti a procurarci la materia prima e quindi con rammarico ci siamo limitati a scegliere una cima secondaria con un bel panorama, nella speranza di poter almeno vedere qualcosa ed essere vicino agli altri almeno con il pensiero.
...

Lasciamo l'auto su un piccolo tornante nei pressi della Chiesetta del Calvario sopra Pontebba e saliamo per una comoda strada forestale che coincide con il sentiero 501 "Bepi della Schiava" . Questo sentiero si sviluppa per una lunghezza di circa 19 km da Passo Pramollo passando per le creste dei Monti Carnizza e Corona , attraversa sella Barizze e poi attraverso loc. Puintaz raggiunge sella Brizzia per scendere poi fino a Pontebba. Ho già percorso il 501 in parte da Passo Pramollo fino a C.ra For nello scorso inverno, per cui l'idea di farne un ulteriore tratto ci prende e un pò ci rallegra per non essere riusciti nella "missione fumogena".

Già dopo i primi tornanti della forestale si godono i primi scorci panoramici sulla valle di Pontebba e verso Sella Cereschiatis con la Creta dei Cronz e dietro il Sernio e il Grauzaria. In breve si sale per la strada immersi nei faggi e abeti fino ad alcuni stavoli in località Ciofnik. Poco prima , in corrispondenza di uno spiazzo da dove si gode un bel panorama sulla Valcanale la strada finisce trasformandosi finalmente in sentiero. Se devo far risuolare gli scarponi almeno spero di consumarli su sentieri e roccia non sulla strada.

Uno degli stavoli è aperto e adibito a ricovero, lasciamo firma sul libro e poi via su per il sentiero che con piacevole e costante pendenza ci porta , affiancando dei dirupi sotto la parete del monte Brizzia, fino ad un tratto in cui dopo una curva, su cui sorge un pulpito molto panoramico,il bellissimo bosco di faggi lascia il posto ad una lunga cencia orizzontale caratterizzata in questo momento da numerosi tratti erosi. Lungo la cengia superiamo con un pò di attenzione alcuni impedimenti caratterizzati da terreno molto friabile su spazio abbastanza stretti ed esposti. La situazione della cengia è a mio avviso in peggioramento dovuto principalmente al disgelo e all'incendio del 2006 che ha spazzato via letteralmente i mughi sopra la cengia stessa. Speriamo che con il prossimo frequente passaggio di escursionisti e di animali, ritorni ad avere un fondo abbastanza consolidato tale da non presentare alcun problema. Un minimo di attenzione va posto comunque per la conformazione insicura del luogo. A parte questi aspetti c'è da dire che la cengia è altamenente panoramica e piacevole con ricche fioriture come la potentilla rosea. Dopo questo tratto velocemente arriviamo agli spazi prativi degli stavoli Scalzer, nei cui pressi sorge un piccolo cimitero di guerra immerso in un bel bosco di abete rosso. il sole va e viene tra le nuvole , ma la temperatura è molto gradevole e lungo l'itinerario possiamo ammirare genziane , orecchie d'orso, pinguicole alpine , ellebori e poi ancora scorci panoramici su tutta la catena alpina friulana , dal Mangart fino al Cavallo di Pontebba , passando per lo Jof Fuart , il cupolone del Montasio , lo Zuc del Bor , il Sernio e Grauzaria , il monte Cerchio. Non è ancora mezzogiorno , ci son un pò di nuvole in cielo e di fumogeni neanche l'ombra. Dopo un tratto di sentiero più ripido immerso in un bosco di stupendi faggi, ancora in parte in veste invernale arriviamo a sella Brizzia e superato un breve gradino roccioso con un quasi inutile cavetto passamano ci portiamo in fretta sulla vetta del Monte Brizzia con la sua enorme e fastidiosa croce. Foto di rito, panorami completi , pausa e dolce contemplazione delle vette che immediatamente mi rapiscono. Chiudo un attimo gli occhi cercando a memoria di dare la sequenza giusta dei monti che mi stanno di fronte e mi lascio andare. Sarà sempre così per me , ne sono sicuro ormai. Ogni volta che raggiungi una cima , per piccola o grande che sia dentro suonano le campane della passione e vuoi raccontare al mondo quanto è bello il nostro andar per monti. Poi Marisa che mi conosce mi ferma prima che parta con i miei "svarioni" dandomi una pacca che è una picconata e mi dice che le campane sono quelle di Pontebba della domenica. E'l'una, guardo in giro ma non vedo fumogeni e allora piano pianino, senza fretta, assaporandoci tutti i regali del giorno (compresa la pioggia) scendiamo verso valle.




E' dura la decisione su dove fermarmi per la consueta e meritata birra : "dall'ors" a Dogna o a Resiutta? Stavolta non ho voluto fare un torto a nessuno.....

Mappa 501.jpg quasi meglio del GPS

12 commenti:

  1. frivoloamilano15 maggio 2008 20:05

    ..ma una Domenica al mare...no eh!!!!E' solo invidia la mia.Grazie alle tue descrizioni conosco meglio Montagne delle quali mi era noto solo il nome. Bravo Luca, divulga. Peccato per il fumogeno ma idealmente è acceso!ciao frivoloamilano

    RispondiElimina
  2. montagnesottosopra15 maggio 2008 23:05

    No no al mare no. mi viene l'"eritema lucertolaris".Le nostre montagne sono piene di itinerari ingiustamente giudicati "minori" che nascondo sempre belle sorprese.Ciao Luca

    RispondiElimina
  3. Marco suimonti writes:

    Non è una montagna “minore”; non avrà un nome blasonato, o pareti di roccia famose, ma come hai potuto vedere anche tu, richiede rispetto ed attenzione in qualche passaggio... E poi è una montagna di casa....e panorami splendidi sulla bellissima Valcanale e su Studena, ecc…..E poi avete fatto bene: non si può rinunciare alla birra di Resiutta.... ma nemmeno a quella del “Michelino” di Dogna.Ciao ragazzi! Siete bravi!!

    RispondiElimina
  4. montagnesottosopra16 maggio 2008 01:05

    Ciao Marco so che sei molto legato a questo monte e spero di aver fatto rivivere in te bei ricordi . Non che sia difficile , volevo sottolineare il fatto che il sentiero se non viene rivisto nel tratto rischia di essere in pochi anni impraticabile e considerando che il sentiero del Rio degli uccelli è da tempo impraticabile , l'unico modo per salire sul Brizzia resta dalla strada del Pramollo e questo dispiacerebbe un po'.Un saluto Luca

    RispondiElimina
  5. Luca l'Alpinauta writes:

    va là montagna minore, è una bella cima con un bel panorama. bel sentiero per arrivarci, ci tornerò per andare a vedere le postazioni verso il pramollo. per il fumogeno c'è l'appuntamento dell'8 agosto, la giornata dell'apertura dei giochi, per rifarsimandi:knight:

    RispondiElimina
  6. montagnesottosopra17 maggio 2008 22:05

    Montagna minore , montagna minore ..... solo per la notorietà. Poi all'8 agosto allora, cercheremo di esserci. Mandi: :cheers:

    RispondiElimina
  7. Walter writes:Beh,per noi che siamo nati a Pontebba, è noto come Brisiach (m.1540, ma il punto più elevato è a quota 1570).Se ben ricordo dagli stavoli Ciofnik il sentiero si snoda in 14 tornantini fino all'attraversamento di un rio di solito secco (orecchietta d'orso su un masso), e poi altri 14 tornantini fino alla cengia che porta agli stavoli Scalzer (cimitero austriaco).Non mi pare che la cengia crei problemi,anche se bisogna fare un minimo di attenzione,come sempre in montagna.L'ultimo tratto è discretamente ripido,ma chi rinuncia di raggiungere la cima.Personalmente,assieme a M.Grazia,ci andiamo ogni anno e anche se abbiamo scalato quasi tutti i 3000 delle dolomiti,siamo sempre affezionati a questa montagna,ciao

    RispondiElimina
  8. montagnesottosopra24 giugno 2010 13:06

    Originally posted by anonymous:Walter writes:Beh,per noi che siamo nati a Pontebba, è noto come Brisiach (m.1540, ma il punto più elevato è a quota 1570).Se ben ricordo dagli stavoli Ciofnik il sentiero si snoda in 14 tornantini fino all'attraversamento di un rio di solito secco (orecchietta d'orso su un masso), e poi altri 14 tornantini fino alla cengia che porta agli stavoli Scalzer (cimitero austriaco).Non mi pare che la cengia crei problemi,anche se bisogna fare un minimo di attenzione,come sempre in montagna.L'ultimo tratto è discretamente ripido,ma chi rinuncia di raggiungere la cima.Personalmente,assieme a M.Grazia,ci andiamo ogni anno e anche se abbiamo scalato quasi tutti i 3000 delle dolomiti,siamo sempre affezionati a questa montagna,ciaoIn effetti è un itinerario molto bello. Per quanto riguarda la cengia rovinata io ho spesso la tendenza a mettermi nei panni di chi può leggere la descrizione e non sapendo che preparazione possa avere tendo a sottolineare forse un pò di più quelli che sono i punti dove bisogna avere un minimo di attenzione. Magari anche sbaglierò però mi sento di fare così. Di recente ho letto delle discussioni in merito su "Sentierinatura" e qualcuno si è lamentato proprio di questo tratto, preferendo tornare indietro. Di sicuro per noi che andiamo spesso e qualcosina abbiamo fatto non è un problema, per altri può esserlo e quindi una volta segnalato mi sento più a posto. Grazie del passaggio, mi ha fatto piacere e questa cima la ricordo sempre volentieri. Mandi Luca

    RispondiElimina
  9. loreno writes:non è fastidiosa quella croce specie per chi a Pontebba ha vissuto per tre lunghi anni nella caserma bertolotti.... la usavamo come riferimento per puntamento obici... era un punto quotato...

    RispondiElimina
  10. montagnesottosopra3 novembre 2010 22:11

    Originally posted by anonymous:loreno writes:non è fastidiosa quella croce specie per chi a Pontebba ha vissuto per tre lunghi anni nella caserma bertolotti.... la usavamo come riferimento per puntamento obici... era un punto quotato...ho una idea mia sulle croci di vetta, oltre alla loro importanza trascendentale , per me la croce di vetta rappresenta un punto di arrivo, la fine della fatica, la meta raggiunta che evoca pensieri personali per ognuno di noi. Per quanto mi riguarda la preferisco piccola, raccolta , qualcosa di intimo, anche un semplice mucchio di pietre o un bastone, per questo le croci troppo grandi non mi piacciono. Ma è personale, come per te un ricordo di tre anni di vita sicuramente splendidi. Un saluto

    RispondiElimina
  11. Giovanni Osso writes:Giorni fa' ho cercato di attaccare il sentiero 521"rio degli Uccelli"con scarsa fortuna vista la mancanza di tracce sopra il metanodotto,e allora ho ripiegato sul sentiero Della Schiava.Purtroppo una volta arrivato alla cengia ho constatato che il sentiuero e' quasi del tutto franato.Ho fatto un tentativo fino circa a meta' ma ho dovuto tornare sui miei passi rischiando perche' in due punti la cengia e' pressoche' inesistente.Prossima settimana monte Cit da San Lepoldo con arrivo a sella Barizze.Mandi e buone montagne.

    RispondiElimina
  12. montagnesottosopra2 giugno 2011 18:06

    Originally posted by anonymous:Giovanni Osso writes:Giorni fa' ho cercato di attaccare il sentiero 521"rio degli Uccelli"con scarsa fortuna vista la mancanza di tracce sopra il metanodotto,e allora ho ripiegato sul sentiero Della Schiava.Purtroppo una volta arrivato alla cengia ho constatato che il sentiuero e' quasi del tutto franato.Ho fatto un tentativo fino circa a meta' ma ho dovuto tornare sui miei passi rischiando perche' in due punti la cengia e' pressoche' inesistente.Prossima settimana monte Cit da San Lepoldo con arrivo a sella Barizze.Mandi e buone montagne.Ciao Giovanni già a suo tempo avevo scritto al CAI di Pontebba della situazione , che non può essere che peggiorata. il versante è assai friabile e penso che mettere in sicurezza il sentiero sia davvero difficile. Quello che torverei giusto e spero sia stato fatto o che venga fatto è almento mettere degli avvisi di impraticabilità o per lo meno indicare la pericolosità del tratto.

    RispondiElimina