domenica 1 aprile 2012

MATAJUR

Marisa e Luca 1 aprile 2012

Caro Mataiur, montagna simbolo delle Valli del Natisone, ancora una volta mi hai regalato qualcosa, ancora una volta non mi hai tradito. E io te ne sarò grato! Ti ho lambito, accarezzato, visitato e coccolato ormai da tutti i versanti, mi mancava da Mersino Alto e devo dire che l’attesa è stata ripagata. Tra l’altro un’ ottima scelta per riprendere il dialogo con la montagna insieme a Marisa. 

...

Montagna ricca di storia, montagna ricca di fiori e di essenze uniche, facilmente accessibile, rivestita di boschi e di prati, con una vista davvero magnifica sulle Alpi Giulie, sulle montagne più lontane, sul mare.
L’escursione è piacevole, lunga, ma non eccessivamente, mai ripida se non nell’ultimo tratto prima della cima.
Una bella mulattiera tapezzata di fiori, che mentre sali sembra raccontarti la storia della montagna. L’escursione inizia nei pressi della chiesetta di San Lorenzo, si sale da Pulfero in direzione di Mersino alto seguendo la strada che attraversa numerose borgate antiche per collegarsi a Montemaggiore attraverso il Passo di Glevizza.
Un gruppo di case per ogni borgata, Juret, Marseu, Pozzera, Bardo, Zorza, Medves, Oballa e infine Jerep. Paesini che devono il loro nome ai toponimi del luogo, ai cognomi delle famiglie che vi abitavano.
Salendo non abbiamo potuto fare a meno di notare gli alberi in fiore. Fiori bianchi che poi ho scoperto essere una qualità di pero da succo dal quale si ricava un sidro, il tebukovac, oppure un distillato (zganje), dolci e dall’intenso profumo.
In pochi minuti si può raggiungere la chiesetta di S.Lorenzo, godendo già di splendide visuali sulle valli e sul Cividalese, sulla conca di Montefosca, sul Kanin, sulla catena dello Stol e dei Musi, oltre che sul Kraguenca, sul Mija, sullo Joanaz e sul monte Vogu. Se guardi attentamente puoi vedere il foro del Monte Forato sul kanin.










Seguendo il sentiero che proviene da Stupizza, dopo un breve tratto di strada ci si collega alla traccia proveniente da Jerep. Una vecchia mulattiera di servizio alle malghe sale dolcemente, ben conservata, in un bel boschetto di abeti e pini che poi subito si trasforma in carpino, orniello e noccioli e ancora castagno, roverella e acero di monte. Anche la varietà floristica è notevole, primule, erba trinità, una infinità di crochi, anemoni, polmonaria, dente di cane. E’ un piacere salire questo sentiero. Siamo sul costone del Monte Nabruna. Le vecchie attività legate alle malghe e allo sfruttamento dei boschi sono testimoniate dalla presenza di antichi ruderi di teleferiche in legno, che servivano al trasporto pesante fino a Jerep.
La prima malga che incontriamo è malga Za Cela, posta in posizione panoramica, un vero invito ad una breve sosta. Uno dei fabbricati è ristrutturato ma chiuso. Gli affioramenti rocciosi contraddistinguono il terreno carsico ricco di grotte, pozzi, anfratti e abissi ancora in parte da esplorare. Mi sposto in un bel boschetto a poca distanza dal sentiero e “scopro” l’ingresso di una grotta, non riesco a vedere il fondo, precipita giù e sporgersi troppo è piuttosto pericoloso. Forse è l’ingresso del pozzo Tazacel, ma io preferisco pensare che sia l’antro della Krivapeta, così tanto per dare un tocco di fantastico alla giornata. Certo che i camosci qui hanno ben stare. Da queste grotte sembra sgorghi l’acqua che alimenta la sorgente dell’Arpit nei pressi di Stupizza. Almeno così mi avevano raccontato tanto tempo fa. Comunque per chi non lo sapesse le Krivapete sono leggendarie nelle valli del Natisone. Bellissime donne che abitavano i boschi, dai lunghi capelli e dai bei lineamenti, con la caratteristicha di avere i piedi rivolti all’indietro. Alle Krivapete spesso vengono associate tantissime storie delle valli, legate alla cultura della montagna.





Si sale ancora, e il bosco lascia spazio ai prati delle malghe superiori. Siamo in un posto magnifico, chissà com’era un tempo, quando d’estate tutti gli abitanti di Mersino venivano a riempire di vita questa montagna? Mi immagino le mucche al pascolo, la latteria, le donne e gli uomini che facevano il fieno. C’erano ben due latterie, una era quella di malga Za Cela, l’altra è quella che ora è adibita a rifugio degli Alpini di Pulfero . Sicuramente tempi scanditi dalla fatica, dal lavoro, però ricco di valori ormai destinati ad andare perduti.
Mentre passiamo attraverso questi prati e queste considerazioni, i paesaggi si ampliano e i panorami si allargano. Principalmente il gruppo del Kanin fa bella mostra.








Poco dopo, un incrocio di sentieri. Si può salire diritti passando per il rifugio Dom Na Mataiur, scendere al Passo Glevizza, aggirare i dolci pendii meridionali verso il rifugio Pelizzo. Noi invece saliamo ancora lungo la dolce mulattiera, in direzione di altre malghe, verso il laghetto artificiale, verso la sella del Visoka Glava. Superata la fonte (asciutta) del Tudolin sempre su splendida mulattiera, raggiungiamo la sella. All’improvviso si aprono nuovi scenari, Il Rombon, la cima del Triglav, ma soprattutto il gruppo del Krn. Sicuramente merita una sosta, prima di affrontare la salita finale più ripida.














Dopo due mesi di stop, Marisa comincia ad essere un po’ stanca, ma mancano poco più di cento metri alla cima e iniziamo così l’ultima salita, che merita poi tutta la fatica. La cima la conosciamo bene, anche se di modesta altezza, gode di un panorama stupendo in tutte le direzioni.
Secondo le tradizioni delle Valli questa sella veniva chiamata Go za Babo. In effetti sapevo che nell’antichità la zona vicina alla cima del Mataiur era chiamata Baba e  ho scoperto che la Baba nell’immaginario era una vecchia dispettosa che si divertiva a salire sulle spalle dei bambini rendendo più difficile la salita di questo ultimo tratto verso la cima. “Dai Marisa, non è ripido, fai fatica perché hai la Baba sulle spalle”. Fulminato con lo sguardo! C'è un breve traverso leggermente esposto con un leggero strato di neve ghiacciata, unico "pericolo" della giornata.




Ecco, si vede il tetto della cappella del Redentore, siamo arrivati, prima di goderci i panorami ci sediamo fuori, recuperiamo energie, poi vado alla ricerca delle firme di Flavio e Marisa sul libro di vetta. Loro ci hanno preceduto ieri e poi entusiasti del percorso hanno praticamente suggerito la nostra escursione.
Oggi si vede il mare, il golfo di Trieste, Grado, Lignano, le montagne dell’isontino, il gruppo del Krn, il Triglav, lo Jalovec il Mangart il Kanin, le Prealpi Giulie con tutta la catena dei Musi, il Cuarnan e il Chiampon, il Cuar e il Flajel, la cima del Pelmo, Antelao e Cristallo.





Lasciamo la cima con un saluto al Mataiur e scendiamo verso il rifugio Dom Na Mataiure dove dopo una buona birretta siamo pronti a riprendere la via delle malghe, a rifare il percorso dell’andata, consapevoli ancora una volta di aver aggiunto un’altra bella escursione.








Marisa è stanca, ma nei suoi occhi vedo una luminosa soddisfazione.




Ne ero sicuro, conosco bene questa montagna, non mi ha mai tradito. Caro vecchio Mataiur, ancora una volta un grazie.


6 commenti:

  1. giovanni writes:... mi piacciono i déjà vu :-). ben ripresa marisa!mandi sottosopra

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  2. frivoloamilano4 aprile 2012 20:04

    Bel sentiero, e le tappe fotografiche sono quasi obbligatorie; abbiamo molti punti di vista in comune...La prossima volta vado a vedere il "tuo abisso". Spettacolare la foto del "lavador"!ciao cari, a presto ;)

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  3. montagnesottosopra5 aprile 2012 00:04

    Originally posted by anonymous: Unregistered user # Tuesday, April 3, 2012 10:31:47 PMgiovanni writes:... mi piacciono i déjà vu :-). ben ripresa marisa!mandi sottosopraper dir la verità abbiamo deciso all'ultimo momento. Flavio e Marisa ne erano contenti e allora incuriositi ci siamo andati subito anche noi. Mi sembrava poi un percorso ideale per riprendere a camminare.

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  4. montagnesottosopra5 aprile 2012 00:04

    Originally posted by frivoloamilano:frivoloamilano # Wednesday, April 4, 2012 6:40:25 PMBel sentiero, e le tappe fotografiche sono quasi obbligatorie; abbiamo molti punti di vista in comune...La prossima volta vado a vedere il "tuo abisso". Spettacolare la foto del "lavador"!ciao cari, a presto bel sentiero, belle malghe, bella cima, mi piace tutto. l'abisso forse è lo stesso anche se nei pressi di tazacel ci sono parecchi pozzi individuati. Ciao ragazzi e... che bel giro :up:

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  5. Buona Pasqua a te e a tutta la tua famigliamandiFabio:)

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  6. montagnesottosopra7 aprile 2012 19:04

    Originally posted by Highlanders:FabioHighlanders # Saturday, April 7, 2012 2:41:37 PMBuona Pasqua a te e a tutta la tua famigliamandiFabio:) ricambio i saluti , Buona Pasqua mandi

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