giovedì 20 agosto 2009

NEI DINTORNI DELLA RODA DI VAEL: due passi sotto le pareti di un angolo di Catinaccio

Marisa e Luca 19 agosto 2009

Salendo al Passo Principe non potevamo fare a meno di osservare un gruppo di strane rocce , spuntoni discontinui e frastagliati che crescono sopra i verdi pendii che scendono nel verde di Gardeccia. Un passo, chiamato Cigolade le divide dai Mugoni e dalle Coronelle. Dall’altro lato, verso il Vallone di Vael il sentiero delle pecore le attraversa per intero collegandosi al Passo Cigolade e al Passo Vaiolon. Praticamente di fronte alla Roda di Vael e al Masarè

...


Avevamo tentato un paio d’ anni fa di raggiungere le parti alte ma la nebbia prima e il temporale poi ci aveva fermato. Quando lunedi al nostro arrivo incontriamo gli amici Flavio (alias Frivolamilano) e Marisa con la figlia Beatrice davanti ad una buona birra avevo manifestato all’amico l’intenzione di andare a curiosare da quelle parti, e così visto la stanchezza di oggi, decidiamo per un giretto di perlustrazione ….. tanto per smaltire l’acido lattico.
Il giro del Passo Antermoia di ieri già di per se basterebbe a farci star fermi a riposare, se poi aggiungiamo che il letto del nostro alloggio cigola di brutto ed è corto, si può immaginare come uno possa recuperare senza dormire … e per di più con le gambe piegate.
Comunque dobbiamo tenere caldi i muscoletti e quale modo migliore, invece di salire al rifugio Paolina con la seggiovia, è quello di farla a piedi? E cosi poco prima del Passo di Costalunga ci infiliamo nel bosco di mattina presto su per il sentiero 548 seguendo le indicazioni per il rifugio Roda de Vael.
Qualche buona visione sul gruppo del Latemar ogni tanto ci appare tra i rami degli alberi. Superato il bivio con il 552 per il rif. Paolina iniziamo a salire. Pensavo di essere più in forma ma le sollecitazioni dei polpacci sembrano morsi di cani rabbiosi. Il sentiero segnato porterebbe, superato un valloncello, verso la Sella di Ciampaz, ma anche stavolta imbroglio ancora le carte e deviamo per un “sentierino” che lascia la sterrata per infilarsi in un ripido ma piacevole boschetto. Dopo poco la mia intuizione mi da ragione, il bosco si apre e il sentiero risale a serpentine stupendi verdi pascoli. Con lentezza e un po’ di fatica saliamo immersi nel verde ripagati da meritevoli panorami, sotto le già visibili e imponenti pareti della Roda di Vael e della Punta Masarè.

Dopo aver superato il verde con bellissimi cavalli al pascolo, il terreno si fa un po’ più sassoso e il sentiero sempre con costante pendenza ci accompagna su, fino a raggiungere la grande aquila di bronzo del monumento a Theodor Chistomannos.

Per ora evitiamo di fermarci e seguiamo il sentiero per i rifugi Roda di Vael e Pederiva posizionati sul belvedere del Ciampaz.
Ai rifugi sembra di essere a Lignano, gente che prende il sole in costume, ombrellon , chiassose comitive cantanti. E’ il prezzo che si deve pagare per poter vedere da sotto le rossi pareti della Roda di Vael, delle Creste del Masarè e della Torre Finestra. Volevo salire sulla cima del Col de Ciampaz ma sopra non c’era posto!

Dal belvedere del Ciampaz la vista verso nord est viene subito attirata dalle Pale Rabbiose, sopra il Vallone del Vaiolon, dal Passo delle Cigolade, dalla bella parete dei Mugoni.

Andiamo a dare una semplice occhiata lungo il sentiero sotto la torre Finestra, così tanto per farci una idea. Si cammina in falsopiano senza fatica per un po’. L’idea di un'altra bella escursione sta prendendo forma. Bello il colpo d'occhio sulla Marmolada.

Proseguiamo fino al bivio tra i due passi Cigolade e Vaiolon in uno splendido valloncello sotto le slanciate forme della Sforcella. Per oggi va bene così e dopo una sosta riposante, rientriamo verso il rifugio Paolina passando di nuovo per l’affollatissimo Roda de Vael, poi una foto di rito all’aquila della serie “io c’ero”.

Una buona birra come al solito, al rifugio Paolina e poi giù verso Passo Costalunga….. naturalmente a piedi. Più tardi mi chiama Flavio, loro sono stati alle torri del Vaiolet e sono cotti. Noi no naturalmente!!!Infatti il giorno dopo, nonostante il letto assassino ci alziamo alle dieci, giusto il tempo per uscire a far due (dico due) passi in paese e ritornar a domire fino alla cinque di sera.



< FOTO E SLIDESHOW DELL'ESCURSIONE >


11 commenti:

  1. giovanni writes:indescrivibile bellezza e bella la foto dell'aquilaciao

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  2. montagnesottosopra28 agosto 2009 14:08

    troppo belle e ......troppo famose. Ma basta uscire un pò dai sentieri più battuti e tutto riacquista il suo giusto valore. Ciao

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  3. Due uccellacci sulla cima !!!

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  4. montagnesottosopra28 agosto 2009 15:08

    Originally posted by lor74cas:lor74cas # 28. August 2009, 11:21
    Due uccellacci sulla cima !!!

    :lol: :lol: :lol: chissa qual'è quello vivo?

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  5. Luca l'Alpinauta writes:speriamo di avere il meteo bello anche noi!!!

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  6. frivoloamilano28 agosto 2009 18:08

    Ah, ecco le immagini della "passeggiatina". Il sentiero che sale al Paolina l'ho provato lo scorso anno e se non ricordo male tiracchia. Il posto è molto bello e val bene la fatica.un saluto

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  7. montagnesottosopra28 agosto 2009 23:08

    Originally posted by frivoloamilano:frivoloamilano # 28. August 2009, 15:42
    Ah, ecco le immagini della "passeggiatina". Il sentiero che sale al Paolina l'ho provato lo scorso e se non ricordo male tiracchia. Il posto è molto bello e val bene la fatica.

    un saluto


    di solito son le varianti che ti fregano.

    Ciao

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  8. montagnesottosopra28 agosto 2009 23:08

    Originally posted by anonymous:Anonimo
    # 28. August 2009, 13:32
    Luca l'Alpinauta writes:

    speriamo di avere il meteo bello anche noi!!!

    spero che sia bello, in teoria domenica dovrebbe andarvi bene.
    Mandi

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  9. fl.an writes:Splendido giro, fatto e rifatto decine di volte con sempre la stessa gioia nel cuore. Se esiete il Paradiso, quello e' il posto in cui trovarlo.

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  10. montagnesottosopra12 luglio 2010 10:07

    Originally posted by anonymous:fl.an writes:Splendido giro, fatto e rifatto decine di volte con sempre la stessa gioia nel cuore. Se esiete il Paradiso, quello e' il posto in cui trovarlo.Ogni volta che andiamo in Val di Fassa e' d'obbligo

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