giovedì 16 aprile 2009

L’OASI DI PACE DEL PUSTI GOST: da Raccolana un bel percorso ad anello

Marisa e Luca lunedi 13 Aprile 2009


La Val Resia, una magnifica valle che si snoda per oltre 20 km dall’abitato di Resiutta, nascosta, protetta, verso sud da una magnifica dorsale che la separa dalla Val di Uccea e a nord dalle aspre elevazioni del Sart, del gruppo del Canin e delle Babe. Percorrendo in autunno la dorsale sud ho potuto ammirare dall’alto questa splendida e riservata vallata e da lontano vedere sopra le pendici boscose un grandioso terrazzamento, bellissime radure erbose che sembrano fondersi gradualmente con le bianche creste del Sart e del Canin fino a formare l’altopiano del Pusti Gost.
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Incuriosito dall’ecosistema molto interessante, un vero patrimonio della natura, decidiamo di dedicargli una intera giornata compiendo uno stupendo itinerario ad anello che partendo da Raccolana in comune di Chiusaforte, combinando i sentieri CAI 632, 631 e 638, consente una bellissima e molto remunerativa attraversata tra tre magnifiche vallate: la Val Resia, la Val Raccolana e la Valle del Fella.
Le giornate si sono decisamente allungate per cui, viste le previsioni meteo splendide per questa Pasquetta partiamo alla volta di Chiusaforte con in testa l’escursione. Certo la lunghezza e il dislivello presuppongono tanta buona volontà e costanza, ma intanto partiamo senza premura. Poi dove si arriva si arriva: vogliamo gustarcela, bene.
Passato il ponte sul torrente Raccolana che porta a Sella Nevea inizia il sentiero che passa vicino ad alcune piccole costruzioni molto ben ristrutturate. Il sentiero inizialmente si snoda nel sottobosco fiorito e dopo un tratto in piano inizia decisamente a salire.

Il rumore delle auto che scorrono sulla sottostante autostrada disturba un po’ la solitudine e il silenzio che andiamo cercando ma è inevitabile. Superato quasi subito un tratto franato cominciamo a salire a stretti e faticosi tornanti, sempre immersi nel bosco in prevalenza di pino nero. Ogni tanto tra gli alberi qualche bella vista sulla Val Fella. Si continua a salire superando il bivio del CAI 638, poi uno stavolo privato e sempre in un bellissimo bosco di faggi si piega verso destra aggirando un costone. Intanto i rumori dell’autostrada scompaiono del tutto lasciandoci soli nel silenzio del bosco.
Sempre in costante e lunga salita passiamo i ruderi degli Stavoli Curnic poi finalmente splendide visioni si aprono quasi all’improvviso. Il gruppo del Zuc dal Bor, la valle del But con il Tersadia al centro, tutti i monti di Moggio e più in là verso sud il Plauris e i monti Musi.
Ancora un tratto in salita e raggiungiamo la strada forestale proveniente dalla Val Resia e un bel ripiano aperto ci regala ancora altre magnifiche viste stavolta sulla profonda Val Raccolana illuminata dalla luce mattutina.

Tra le fioriture di splendida erica spuntano le sagome del Jovet e del Cimone. Inconfondibile la sagoma del Montasio con il suo altipiano ancora in veste invernale, solo parzialmente coperto dal Monte Zabus e dai Curtissons.

Di qua il Picco di Mezzodi. Percorsa per un tratto la forestale rientriamo per un po’ nel bosco per riprendere poi l’altra carrareccia che da Prato di Resia porta al Pusti Gost.
Percorriamo lungamente la strada che però non è mai monotona, un po’in salita si snoda scavalcando continuamente la dorsale regalandoci continuamente cambi di visuale tra la Val Resia e Raccolana, tra stupendi faggi, abbondanti fioriture di erica, petasite bianca e maggiore.
Un po’ di tornanti, alcuni ancora coperti di abbondante neve, ci portano oltre il colle Curnic dove la strada scende leggermente. Tralasciato il bivio del CAI 631 proseguiamo verso il Pusti Gost. E’ tutto molto bello e nonostante la fatica, proseguiamo ancora in salita percorrendo gli ultimi tornanti sprofondando nella neve oltre le ginocchia per raggiungere finalmente il Pusti Gost.

Dolcemente superiamo un primo piccolo stavolo ristrutturato, poi il sentiero abbandona la strada per superare un breve tratto nel bosco di faggi e poi aprirsi finalmente sull’altipiano.
La giornata è splendida, proseguiamo ancora, la pace e il silenzio di questo luogo ameno è invitante, il colpo d’occhio sul Sart e sul Canin è magnifico.

Proseguiamo ancora sulle pendici del monte Calzano dimenticando per un po’ l’orologio. So che il percorso è lungo ma non mi importa. Vale la pena gustarsi ogni attimo, ogni piccolo momento, le acque che scorrono nei prati, le viste che si perdono lontano. Un bel contrasto il continuo cambio dei caldi raggi del sole con l’aria ancora fredda che a tratti supera i bastioni rocciosi dei monti per soffiare sui prati con prepotente dolcezza. Ci sediamo appoggiando la schiena ai muri di uno stavolo ad ascoltare il vento che si alterna come in sintonia ( sinfonia) con il cinguettare degli uccelli e il piacevole canto del cuculo. Passa il tempo quasi senza accorgersi ma poco importa. Ci muoviamo che son quasi le 14.30 dopo una lunga pausa. Rientriamo verso colle Curnic sempre "ravanando" ancora per un po’ nella neve, poi imbocchiamo il 631 per completare il giro passando per Sella Sagata.
Il percorso di ritorno è più lungo ma ancora ricco di cambi di scena, interessante e vario. Con saliscendi molto piacevoli nel bosco misto di pino nero e faggi, ancora bei panorami, poi si inizia a scendere ripidamente fino alla piccola sella del Rio Malicen che precipita su un profondo vallone sulla sottostante Val Resia.

Il bosco ora di faggi ci accompagna percorrendo il sentiero che aggira le pendici del monte Tulsti. Ancora una bella pineta, poi ancora viste sulla Val Resia e sulla catena dei Musi completamente innevata da questo lato fino a quote ancora basse.


Tornando poi ancora sul versante di Chiusaforte si raggiunge la carrareccia che in breve ci porta a Sella Sagata dove un po’ stanchi ci fermiamo un attimo a far rifornimento d’acqua.

Dieci minuti di pausa presso il rifugio alpino (chiuso) e poi ci inviamo verso valle traversando ancora una bellissima pineta.

In ripida discesa caliamo verso il rio Brussine, ancora un breve pausa e poi, ancora tra le eriche, su un aereo traverso superiamo il costone che ci riporta verso Chiusaforte, mentre il sole pomeridiano illumina il sentiero accendendo i colori. I rumori del bosco e il canto del vento scompaiono per lasciar nuovamente posto al caos dell’autostrada, quando ci affacciamo su questo versante, ma non ce ne importa. Scendiamo decisamente stanchi superando un ponticello fissato alla roccia verso il bivio che ci riporta sull’itinerario di salita.

In breve siamo all’auto. Stanchi sicuramente, ma molto soddisfatti, proprio un bel giro, una altra giornata splendida. Visto che Resiutta è di strada ………. aggiungiamo il tocco finale enogastronomico a fare da cornice mentre il sole scende disegnando i contorni delle montagne e tutti i colori che ci ha regalato il giorno si fondono insieme nella sera.



< FOTO E SLIDESHOW DELL'ESCURSIONE >

8 commenti:

  1. Bel giro, è uno dei più belli che ho fatto quando non si può andare tanto in alto.

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  2. Luca L'Alpinauta writes:

    hai messo via la cjaspe da un pò, ma ci hai dato sotto a "fruare" gli scarponi!!!bel giretto tra le valli. sicuramente più silenzioso della nostra Pasquetta sul Kolovratmandi

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  3. frivoloamilano16 aprile 2009 11:04

    Escursione davvero variegata, lunga ma di soddisfazione. Belle foto e..... ...bell'allenamento..! :D :D Frivoloamilano

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  4. montagnesottosopra16 aprile 2009 20:04

    X lorenzo: ne vale la pena, è davvero molto bello in questo periodo.

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  5. montagnesottosopra16 aprile 2009 20:04

    Cari Alpinauti auguri di Pasqua in ritardo. la testa sottosopra sempre e così spesso improvvisiamo. Qualche volta però vien fuori anche qualcosa di buono........ basta non prendersi sempre troppo sul serio. l'importante è come dice qualcuno : cif,ciaf e ciaaf :) Un salutone Luca e Marisa

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  6. montagnesottosopra16 aprile 2009 20:04

    x Frivolo .... così tanto per fare allenamento. :lol: :lol: :cheers:

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  7. Silenzi d'Alpe writes:

    Bellissimo "wanderung" !ciao a presto sui ns Blog Silenzi d'Alpe

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  8. montagnesottosopra17 aprile 2009 20:04

    Ciao Andrea Il silenzio e la pace del Pusti Gost ricordano un pò quelli dell'Alpe ..... un pò più in piccolo e meno conosciuti ma ugualmente affascinanti.a presto Luca

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