giovedì 20 novembre 2008

LUNGO LA DORSALE SUD DELLA VAL RESIA :traversata da Sella Carnizza al Monte Plagne

Elena, Giovanni, Marisa e Luca domenica 16 novembre 2008


“Le distanze della terra allettano la vista. E così come l’occhio raggiunge la sua meta, anche la mente deve impegnarsi per conseguire il nuovo orizzonte. Scommetto che tutti coloro che in autunno riescono a sedersi sulla cima di qualche colle, sono in grado di scoprire nuove vastità non solo attorno a sé ma anche in se stessi.”
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HAL BORLAND


Percorrendo la splendida dorsale sud della Val Resia e poi seduto sul Plagne, in testa mi echeggiavano queste parole che avevo letto su un libro di montagna e che riassumono un po’ le sensazioni provate lungo questo bellissimo itinerario.

...


Ripreso il discorso interrotto dal maltempo del fine settimana precedente, organizziamo con entusiasmo questa escursione da fare con due auto, in compagnia dei cari Elena e Giovanni, amici del gruppo “Suimonti”. Raggiunti in quel di Tricesimo (zona Siberia) partiamo alla volta dell’alta val Torre destinazione Sella Carnizza. Fa un po’ freddo e il termometro segna quasi zero percorrendo la strada che costeggia il torrente Torre e prima di Vedronza una strana nebbia avvolge il fondovalle, mentre sopra di questa affiorano le cime dei Musi bianche di neve illuminate dalle prime luci del sole. Sopra le cime il cielo è azzurro intenso. Ho già visto: la giornata sarà splendida.
Percorriamo la rotabile per il valico di Uccea superando il pian dei Ciclamini. Lasciamo un’auto nei pressi del cimitero di Uccea in corrispondenza dell’arrivo del sentiero CAI 733 che utilizzeremo per la discesa. Con l’altra auto saliamo a sella Carnizza. La strada prosegue in direzione della Val Resia superando alcune costruzioni ristrutturate che sembrano molto carine. La vista viene attirata dalle cime che sovrastano lo sguardo da sinistra. La bocchetta di Zaiavor, il monte, la catena dei Musi e in lontananza la mole del Plauris imponente sopra la valle del rio Resartico che scende in val Resia.
Uno sguardo alla cartina tanto per confermare che il percorso sarà lungo: la meta? Il Monte Guarda. Il monte sorge all’estremità sud ovest del massiccio del Canin come una piramide tra la Val Resia e la Valle di Uccea, collegando la dorsale sud della val Resia alla dorsale del Canin, tra il monte Plagne e la Piccola Baba. Dal versante di Uccea il Monte Guarda si presenta con pendii erbosi, molto ripidi ed esposti al sole. La salita da Uccea è sicuramente lunga e molto faticosa. Da Sella Carnizza un po’ meno, ma sicuramente lunga.
“lontanino ma ci proviamo, eventualmente si può ridiscendere a Uccea per il sentiero dopo il Monte Chila””a si,si,..... viodin di là in denant”.
Imbocchiamo il sentiero che dalla Sella porta ai ruderi di Casera Nische, un bel sentiero a tratti in bosco di faggi, a tratti aperto sulla Valle di Uccea. Belle viste che ci accompagneranno per tutto il giorno sulla vallata, sul Gran Monte, Sella Kriz, il Briniza e poi ancora la dorsale dello Stol. La vista da questo lato arriva oltre la valle dell’Isonzo, sul Monte Nero imbiancato di neve e sulla dorsale del Vrata e sull’altopiano di Ternova che ancora dorme avvolto da basse coltri di nubi che ne velano le sovrapposizioni dei profili.
Saliamo i primi trecento metri circa e il sentiero ci porta verso l’azzurro del cielo privo di nuvole per arrivare a sella Nische dove ci si presenta subito lo spettacolo. Dalla sella appaiono subito maestosi il Canin e il Sart, dietro si riconoscono sicuramente il Cimone, una parte del Zabus e il Montasio, tutti bianchi di neve. Inebriato dallo spettacolo mi verrebbe voglia di girare a braccia aperte su me stesso senza fermarmi scorrendo a 360° il panorama.
Si vede il fondo della Val Resia, e tutti i nostri monti, che elencarli sarebbe lungo e farei un torto dimenticandone qualcuno. Lontano si vedono il Pelmo, Civetta e oltre, mozzafiato. Perdiamo qualche minuto a rubare qualche scatto fotografico e poi iniziamo quella che sarà una lunga traversata verso il Guarda.
Un succedersi di saliscendi, bellissimi boschi di faggi fitti, alti e diritti, che improvvisamente si aprono verso nord, regalandoci preziosi sguardi verso il Sart e il Canin da un lato e dall’altro verso le boscose e scure pendici del Gran Monte e dello Stol, che si sovrappongono in un gioco di luci ed ombre che il sole splendido di oggi ricama di artistiche trame. Immagini nitide e precise che considero regali.
E così in successione seguendo il sentiero che scorre ora dal lato di Uccea ora dal lato della Val Resia, superiamo il Monte Nische, lo Stregone e il Chila fino ad incontrare il primo e il secondo incrocio di sentieri nei pressi di Casera Chila.
Il bosco di faggi si interrompe all'improvviso per trasformarsi in bosco di abeti e poi ancora faggi e carpino e abeti e spazi aperti, salite e ancora discese e risalite e panorami come un ritornello famoso di Battisti/Mogol (io vorrei …..non vorrei ….. ma se vuoi). Rapiti dal sentiero forse perdiamo un po’ troppo tempo e il percorso è ancora lungo. “ Ma quanto lontano è il monte?” “là avanti : Guarda (il monte).
Continuiamo ancora lungo il sentiero in parte in cresta, in parte sul versante resiano, dove incontriamo la prima neve, ancora salite, boschetti. Un tratto un po più ripido sull’altro versante con un pò di neve molle e via superato il monte Urazza, aggiriamo per bianco sentiero il monte Banera per arrivare finalmente sul bellissimo filo di cresta, prima del bivio che scende ad Uccea. Raggiungiamo questo punto dove decidiamo di fare una sosta. I panorami sono quelli già descritti e non sappiamo dove guardare, ogni direzione regala immagini bellissime.
E’ evidente per la loro mole predominante e per la bellezza dei loro bastioni, che gli interessi principali vanno verso il Canin e poi verso il Sart. Il Sart imponente montagna che collegandosi al picco di Mezzodì divide la Valle Raccolana dall valle di Resia. I versanti meno ripidi di questo lato, misti di rocce ed erba ci appaiono imbiancati di neve come una gobba che si innalza verso il cielo. Dove saranno gli Alpinauti? La salita al Sart dalla Val Resia è lunga e faticosa su spettacolare terreno aspro e selvaggio, sicuramente non facile con la neve. Guardiamo in quella direzione, l’Igor Crasso è sotto il picco di Mezzodì e da lì dovrebbero esser partiti per percorrere il tratto dell’alta via Resiana, salita al Sart e discesa attraverso la forchia di Terrarossa al Biv. Marussich e poi giù a Stolvizza. Non vediamo movimenti ma sappiamo che son lì da qualche parte.
A forza di saliscendi, chiacchierate, ritardi il tempo passa e sbagliando scambiamo il Plagne per il Guarda. Saliamo in cima io e Giovanni mentre Elena e Marisa aspettano al bivio. Giovanni è gamba lunga e arriva prima di me per dirmi che il Guarda è un po’ più in là che ci “guarda”. Più o meno non molto dislivello ma circa una mezz’oretta di cammino ancora.
Manca poco alle tre e ci aspettano altri mille metri di discesa e allora decidiamo che per oggi basta così. Rubiamo ancora preziosi sguardi al Canin, che da questo lato resiano appare potente guardiano alla testata della valle. Un percorso collega tutto il massiccio lungo un alto crinale in quota che inizia proprio dopo il Guarda : dalla forcella dell’Infrababa grande , per il Lasca Plagna e il Canin collega appunto il Sart. Sicuramente impegnativa L'alta via Resiana.
Raggiungiamo le ragazze per iniziare la discesa verso valle. Il sentiero si presenta subito ripido e con rada segnaletica, su crinale erboso a sud fortunatamente privo di neve.
Dopo un tratto in leggera discesa il sentiero superata casera Caal si innesta in un bel bosco di stupendi faggi che caratterizzano i versanti dell’omonimo monte. Il sole basso del pomeriggio inoltrato filtra tra i rami e illumina il sentiero coperto di foglie con giochi di luci e ombre intensamente amplificati.
Dopo un interminabile serpentina si raggiungono i resti degli stavoli Berda. Giovanni,Elena e Marisa sono un po’ avanti, mentre io molto stanco resto indietro a scattare qualche foto. Così mentre il cielo blu cobalto si riempie delle ultime lingue di fuoco raggiungo per ultimo gli amici che fa ormai buio.
Siamo arrivati a Resiutta scendendo da Sella Carnizza e così con pollo e birra che hanno il magico potere di lavar via la stanchezza portiamo a casa un’altra splendida giornata. Non abbiamo raggiunto la meta, per poco, ma ……

“Le distanze della terra allettano la vista. E così come l’occhio raggiunge la sua meta, anche la mente deve impegnarsi per conseguire il nuovo orizzonte. Scommetto che tutti coloro che in autunno riescono a sedersi sulla cima di qualche colle, sono in grado di scoprire nuove vastità non solo attorno a sé ma anche in se stessi.”
HAL BORLAND
E io mi son seduto ……sul Plagne e con la mente ho raggiunto la mia meta.




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8 commenti:

  1. Questo fine settimana nessuno di noi ha raggiunto la meta se non con l'occhio....ma sicuramente abbiamo ritrovato le vastità che albergano dentro noi.Bellissima traversata.ciao, frivoloamilano

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  2. montagnesottosopra21 novembre 2008 08:11

    Ciao FrivoloamilanoLa meta da raggiungere non è stata raggiunta con le suole ma è stata superata. I nostri sguardi e i nostri pensieri sono andati oltre la cima.Questa giornata è stata splendida.Mandi, Luca

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  3. Luche L'alpinauta writes:

    no tu nus vjiodevis parce che erin te neif fin tal cavalot!!cumò a l'è nassut ancje Alpinauta Par Furlan!Noi abbiamo visto un orso sulla cresta verso il Guarda, che si aggirava Guardandosi in giro per controllare se c'era qualcuno che lo Guardava. Guarda caso tu eri là!!

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  4. montagnesottosopra21 novembre 2008 13:11

    O vevi vjodut dos babis e un cian (canin) un toc in bande ma erin monts, no alpinautas.Non vi abbiamo visto perchè non abbiamo guardato bene e l'orso ero proprio io, guarda un pò!!

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  5. Anonimo writes:Un'escursione da scolpire nei battiti del cuore e nell'anima. Mandi e Buine Mont da Dorino

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  6. montagnesottosopra22 novembre 2008 10:11

    Mandi Dorino.grazie della visita. Buine Mont ancjie par te.Luca

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  7. Nadia writes:Nonostante la vera meta mancata, abbiamo goduto di quel bellissimo tramonto rosso! alle 15 quando voi ci cercavate con lo sguardo, noi eravamo gia ritornati al Crasso...stanchi e affamati!!! la prossima volta che il Sart mi rivedrà sarà in piena estate!!!! Sart innevato batte Alpinauti 2-0 !!!!

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  8. Caspita, questo me l'ero perso, grazie per averlo segnalato. Più sottosopra che mai :D

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